22 agosto 2010

‘U BASTUNI E ‘A PETRULIDDHA: CANGIAMU SUNATA!

sasso Inedita. Nessun altro aggettivo riassume quello che è capitato nella processione di ieri a Chianalea e Marina.

Causa sassolino (nella foto) rucciuliato fin nella zona antistante la Delegazione di spiaggia della Capitaneria di Porto, mentre era in corso la messa pre-uscita, le autorità hanno deciso saggiamente di chiudere il transito nell’intera area portuale, con la immediata conseguenza che il tradizionale percorso della processione è stato interamente modificato.

D’altra parte, come dar torto alle autorità: si sono salvaguardate migliaia di ‘mpigne ri rollin stones scigghitani.

Metà Chianalea (dallo scalo fino all’ingresso del porto) è stata percorsa in senso contrario. Non è stata ‘na fissarìa, in quanto le strette vineddhuzze ra Chianalea devono essere percorse con traiettorie particolari e collaudate da anni e anni. Andare in senso opposto, ha comportato un preventivo esame dell’effettiva possibilità di transito da parte della statua di San Rocco e la conseguente deviazione delle ‘ntrocce direttamente verso ‘a ‘Nunziata, vale a dire in direzione della chiesa di San Giuseppe.

In questo stato di cose più di uno si è disorientato e, vedendo la statua di San Rocco provenire dalla S.S. 18 e scendere a Marina via curva “ru Grecu”, ha pensato: “Ma è cuntrasensu!”

Eppure, sia la polizia che i vigili urbani che erano appostati a Piazza Matrice non dissiru nenti: muti!

Altro inedito l’arrivo a Marina via discesa ri Canaluni. La manovra ha presentato non poche difficoltà e, a causa del raggio di curvatura più che limitato, i portatori hanno quasi rischiato di andare a sbattere contro il muro della spalla del ponte.

Poi, si è optato per una breve sosta e il passaggio sutta o’ ponti è avvenuto a mano, giusto a filo dell’arcata pontifera. Che dire: i portatori…sa purtaru propriu!

Poi, ripresa la via Marina, tutto è tornato nella normalità e l’ultimo tratto, ‘i ‘nchianata fino alla piazza è stato percorso a tempo di record, recuperando così il pesante svantaggio.

Un altro episodio ha destato comunque numerose reazioni: all’inizio della discesa di Via Chianalea, lì dove la statua si può toccare con mano e, volendo, la grazia la puoi chiedere a San Rocco sussurrandogliela quasi nell’orecchio, qualcuno ha toccato la parte superiore del bastone, facendolo uscire dal punto di appoggio sulla base della vara. La parte d’argento che ricopre il bastone è perciò scivolata completamente.

La notizia s’è quindi sparsa per l’intero corteo ed è immediatamente rimbalzata anche sul web, così che puru a Pru Chesti hanno potuto sapere chi a Sant’à Rroccu nci carìu ‘u bastuni!

A fini prucissioni (ma puru prima), impazzava il toto-presagio, vale a dire si faceva a gara a interpretare paganamente i due segnali particolari verificatisi: la caduta del masso –beh, chiamarlo masso è un generoso complimento- e la caduta (sfilamento) del bastone.

Personalmente, non sugnu né ‘nu magu, né tantu menu nu mavàru.

L’interpretazione che ho dato a questi due episodi è che, visto che l’ha fatto anche San Rocco in processione, forse sarebbe ora che anche il paese andasse controsenso, cioè che Scilla inverta completamente la tendenza di questi ultimi anni.

‘U bastoni e ‘a petruliddha sono un chiaro invito agli scigghitani: cangiamu sunata! 

Nessun commento:

Posta un commento