13 aprile 2008

TU CHIAMALE SE VUOI...ELEZIONI

Vutastu?
Al momento in cui scrivo, ha votato il 49% del totale. Se vui ancora non l'avete fatto, aviti tempu finu a lunedi alle 15:00.
Certu, abbiamo avutu 'na campagna elettorali pisanti: ndi bumbardaru ra matina a' sira, attraverso giurnali, radio e televisioni, evidenziando la semplificazione del quadro politico rispetto alle elezioni precedenti, attuata tra 'na Pizza (l'ultimo DC) e 'na muzzarella di bufala alla diossina.
Entrambe le cose (la semplificazione e la diossina), si sono rivelate solo una...bufala.

Di comizi, ddhi belli comizi 'i 'na vota,con le bandiere al vento, se ne sono visti pocu e nenti. Per dirla tutta, a Reggio, una volta montato il palco in Piazza Duomo, a parlare agli elettori alla vecchia maniera sono stati solo Fini, Storace e i candidati "locali" del PD, all'ultimu minutu.
I "pezzi grossi" del calibro di Veltroni e Bertinotti hanno invece preferito usare i cinima o i teatri. Come dar loro torto, visto che la politica italiana è da tempo un veru triatu!?

Il centrodestra, ripropone ancora una volta l'alleanza Berlusconi-Fini-Bossi, praticamente "'i tri ra vineddhazza".

O' solitu, l'Umberto minaccia di usare fucili e relative munizioni per ottenere il federalismo fiscale, allo scopo di salvaguardare la ricchezza prodotta in terra padana. Ma, nci vuliva diri: se tutti i meridionali che contribuiscono alla formazione di questa ricchezza, trasferissero la propria residenza nelle loro regioni d'origine, le tasse le dovrebbero pagare proprio in Calabria, Sicilia, Puglia, Campania, Basilicata, ecc. Così, al Senatur non rimarrebbe che tuffarsi nelle acque del Po, cu tutti 'i fucili.

Il Cavalier Berlusca, a Reggio non s'è fatto proprio vedere e si è fermato a...Catanzaro.
Vabbò che si compiace di somigliare sempre di più a una divinità, se non di superarla (ma non certo in altezza), però visto che oramai Eboli l'aviva passata, putiva fari un altro piccolo sforzo e farsi vedere puru in riva allo Stretto.

Forse, sapendo che a Reggio la destra (sì, pirchì oramai è più a destra lui di Fini), è predominante, avrà ritenuto di poter fare a meno di scendere a mostrare da vicino ai suoi osannanti elettori la sfavillante camicia nera che ha contraddistinto il suo abbigliamento in questo periodo.
Piccatu! ma sulu pirchì non abbiamo potuto ascoltare l'inno elettorale che lo accompagna, del quale riporto una strofa, diciamo così, molto eloquente:
La stessa frase ha ispirato anche un sito apposito, il cui scopo primario è comunque quello di raccogliere fondi, mediante la vendita di gadgets vari (dischi, magliette, spille, spillette, ecc.), sullo stile della campagna elettorale 'mericana.

E, in un evidente impeto di sfrenata fantasia, all'America si è ispirato anche il candidato premier del PD, Veltroni, il quale ha semplicemente tradotto in italiano lo slogan che accompagna la campagna elettorale di Barack Obama, candidato del partito democrsatico per le presidenziali U.S.A.
Il "Yes, we can" di Obama è stato infatti veltronianamente interpretato come "Si può fare".
Si sa che Veltroni è stato sempre attratto dal sistema politico 'mericanu, cui il "nuovo" (?) PD si ispira, ma c'è un piccolo problema: quello che è successo in questi ultimi 15 anni in Italia ha dimostrato che lo schema "semplificato" che vede due soli grandi partiti (conservatore e progressista) non fa per noi.

Attorno ai due schieramenti maggiori, dalle pericolose similitudini in quanto a nome (PD-PDL) e riferimenti agli States,gravitano le "ritrovate alleanze".

La sinistra, distinta ancora in arcobaleni (guidati da Bertinotti) e in formazioni minori -frutto delle ennesime scissioni- fatte di "critici" e "difensori dei lavoratori".
I socialisti,con Boselli, finalmente riuniti dopo la diaspora conseguente al "giustizialismo" politico subito negli anni novanta, che confidano nella loro tradizione storica.
I centristi (CDU e Rosa Bianca) esclusu Mastella -chi luvau 'a furia pi tutti e si darà al giornalismo, con Casini che si è smarcato (era ura!) dal Silvio e tenta di correre da solo, confidando nei suoi valori cristiani.
La destra, dove a parte Forza Nuova (che poi nuova non lo è affatto), c'è Storace 'mbilinatu che, al grido di: "Ammunti e abbasciu, viva 'u Fasciu!", vuol dare una lezione a Fini, dimostrandogli di essere lui il vero erede di coloro che non rimpiangono il ventennio. Per farlo, punta sulla figura fimminina della Santanché, la quale è entrata in polemica con il Silvio su una questione di estrema importanza: la giusta posizione della donna è verticale o orizzontale? (ma non pinsati a mali).
A far da corollario, come dire, pi 'nzalata, movimenti dei consumatori, e grilli parlanti.

Se avistu la pacenzia di seguirmi finu a ccà, nda tuttu stu parapigghia, vi starete chiedendo: "Ma, pi cu' è vutari?". Niente paura, non vi sprimiti 'u ciriveddhu.

Ci hanno già pensato i nostri stessi politici, non cambiando una legge elettorale che ci ha costretto a votare dopo meno di due anni. Le liste dei candidati ce le hanno fornite loro, con i candidati posizionati come sulla griglia di partenza di un gran premio, magnificando il loro operato, fondato (a loro dire) sul rinnovamento della politica!
Piccatu che i veri volti nuovi, espressione della società civile (come dicono quelli che parlano bene), sono relegati ben lontano dai primi posti, per lo più occupati da deputati e senatori uscenti.

Forse sbaglierò paragone, ma questo sistema mi appare piuttosto "cubano".
A ben vedere, le differenze tra le recenti elezioni svoltesi a Cuba e le odierne consultazioni elettorali italiche sono due: nell'isola caraibica la lista era solo una e l'ampiamente annunciato dittatore...ehm...vuliva diri vincitore finale, non portava la camicia nera!

02 aprile 2008

IMPIANTI SPORTIVI: NON SU' SORDI 'I ITTARI A MARI

La primavera ha portato nto Scigghiu la buona notizia:finalmente sono stati stanziati i soldi da "buttare a mare".

No, non è chi 'ddivintammu ricchi a 'na vota. Mi riferisco naturalmente alla vicenda Porto [che potete approfondire leggendo l'apposito articolo del nostro Tatomaster], la quale, dopo tanto tempo sembra potersi avviare a conclusione, sempre che gli Uffici preposti (Genio Civile Opere Marittime in primis) si diano una mossa per concludere un iter burocratico alquanto cristallizatosi negli ultimi anni, quando 'sti famosi 10 milioni di euro erano messi in previsione di spesa ma, praticamente, sulu pi l'occhi ra genti.
Ora pari chi la "ruggia" che ha ricoperto gli ingranaggi burocratici -con la salsedine non si scherza!- possa essere eliminata: cu tutti 'sti sordi, avogghia mi si ndi 'ccatta carta vitrata (leggi progetti e scartoffie varie)!

In questo momento di soddisfazioni scigghitana, con le pagine dei quotidiani locali piene zeppe di articoli in merito, dove ognunu cerca di prendersi i dovuti (pi carità!) meriti per aver lavorato in silenzio in questi anni, senza dar nell'occhio (eccu pirchì ancora non vittimu nenti), direi quasi sutt'acqua, è proprio in questo momento particolare che, causa la me' natura malanovamenti cumplicata, mi è firrìata per la menti un'altra vicenna.
Trattasi puru 'sta vota di storia vecchia, caduta nel dimenticatoio quasi comu 'a festa i San Franciscu!

Parlo del "Palazzetto dello Sport" che dovrebbe essere realizzato nell'area a Est (latu Bagnara, per chi -al momento in cui leggi- non ha la bussula) dell'attuale campo sportivo.
Il progetto è pronto da tempo ma, chissà perché, langue nei cassetti del Comune e...non si viri signu di nessuna novità.

Da notizie giornalistiche [vedi anche qui] si apprende che lo scorso 29 marzo 2008, la Regione Calabria e il Credito Sportivo regionale hanno sottoscritto una convenzione secondo la quale lo stesso istituto di credito erogherà alla nostra Regione ben 50 milioni di euro per la concessione di contributi da utilizzare per la contrazione di mutui -secondo una legge regionale- a favore di Enti e federazioni sportive calabresi che hanno in programma la costruzione o anche il completamento, l'ampliamento e la riqualificazione di impianti sportivi.
L'intervento del Credito Sportivo sarà attuato -a tasso agevolato- in tre anni, a decorrere dalla data in cui è stata sottoscritta la convenzione e include anche le opere accessorie agli impianti strumentali dell'attività sportiva e l'acquisto delle rispettive aree.

Mi pare che sia una buona opportunità da sfruttare. Naturalmente, il presupposto fondamentale è che il relativo progetto sia debitamente approvato pirciò, nonostanti l'aqrrivo di aprili e del caldo sole primaverili, sarebbe il caso darsi una mossa, senza dormire sugli ...scogli del porto.

E' superfluo mettere in evidenza che una tale opera possa rivestire una grande importanza sia dal punto di vista sociale che economico per il paese. La prova lampante di ciò è fornita, per esempio, dalle ragazze della Scilla Volley che, per disputare il loro campionato di serie D -dove si stanno comportando in maniera più che dignitosa- sono costrette a emigrare presso altre strutture idonee.

Come detto, il contributo potrebbe essere utilizzato anche per il completamento o l'ampliamento delle strutture esistenti.
Penso dunque anche al campo da tennis -o dovrei dire ex, vistu com'è cumbinatu- ridotto all'abbandono più totale, con i conseguenti problemi anche di natura igienico-sanitaria.
E, infine, perché non includere in questa operazione di recupero anche il campetto di basket adiacente alla palestra della scuola media (oggi trasformato, all'occorrrenza, in parcheggio), presso il quale per diversi anni si sono svolti in passato anche tornei estivi amatoriali, ma che potrebbe ospitare quei tornei "da playground" che si disputano d'estate ormai in tutta Italia.

Non sarebbero certo...sordi 'ittati a mari.

22 marzo 2008

'A 'LORIA E' SUNATA, 'A CUDDHURA E' SPIZZATA!

Figghioli, è Pasca. Come ogni anno, non importa quandu veni, ogni vota ch'è Pasca torna puntuali 'u malutempu.
Pure le condizioni meteorologiche si adeguano, nel ricordo della passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo.

Ieri, c'è stato il rito della Via Crucis: partenza dalla Matrice e arrivo alla chiesetta del Carmine, attraversando la via Sinuria -naturalmente illuminata a giorno dal rivestimento, ancora lì nonostante abusibvamente realizzato, come chiarito in diverse occasioni- la piazza San Rocco e la via Umberto I.
Nutrita la partecipazione della gente, a dispetto del freddo e degli spifferi di "vilenu" che ti accarezzavano la cozzarina tra 'na vineddha e 'n'atra.

Oggi, giornata di riflessione, in attesa che spari la 'Loria e si possa festeggiare la Pasqua.

Com'è tradizione, nelle case scigghitane è forti 'u scuiauru di dolci e dolcetti vari: ova 'i Pasca, colombe farcite cu cedru, stracetti e, per finire in bellezza, il tipico dolce pasquale: 'a cuddhura (o cuddhuraci, comu rinnu a Riggiu).

E' pasta frolla, 'ntrizzata in varie forme:treccia, esse, tarallini, a stella, ecc. Ma la cuddhura classica è chiddha a panareddhu, guarnita con tanto di uovo sodo d'ordinanza.





(Immagini tratte da: www.lagazzettadelmezzogiorno.it e www.giallozafferano.it)

Quandu ancora l'ova i Pasca non se li potevano permettere tutti, ogni bambino aveva la sua bella cuddhura -motivo d'orgoglio delle proprie mamme- che si distingueva dalle altre oltre che per aggiunte varie (una passata di ovu sbattuttu per dar loro un po' di colore, opppuru palline di zuccuru colorate, ecc.), principalmente per l'iniziale del proprio nome, 'mbiddhata proprio sopra la cuddhura-panareddhu.

Mi raccontano che a Scilla, c'era una bella tradizione.
L'aviti presenti 'u Natali, quando i figghioli portano in chiesa 'u Bambinuzzu per farlo benedire? Beh, qualcosa di simile avveniva puru durante la messa della notte di Pasqua, a conclusione della veglia.

Infatti, i più piccoli, calavunu a' cresia con la propria bella cuddhura, 'ntrusciata ben bene e, allo scoccare mezzanotte, quando, salutata dal risuonare gioioso delle campane, sparava 'a 'Loria, in segno di festa ciascun bambino rompeva la propria cuddhura. Da qui il detto:'A 'LORIA E' SUNATA, 'A CUDDHURA E' SPIZZATA!

Tanti auguri di buona Pasqua a tutti!

02 marzo 2008

STAVAMO MEGLIO QUANDO STAVAMO PEGGIO

Dopo una lunga pausa, in quanto "cagiuniatu" dall'implacabile "fustrioni" di stagione che ha caratterizzato lo scorso mese, rieccomi a voi, miei cari malanovissimi amici.

Pi furtuna, ndi scutulammu finalmenti nu misi di frivaru che, come vuole la tradizione, pur se menu curtu del solito (essendo stato bisesto), si è dimostrato essere tantu amaru, nel senso che nci fu nu paisi sanu 'mpistatu dalla 'nfruenza.


La prima domanda chi unu profanu di medicina -come il sottoscritto- si faci è: ma 'u vaccinu, chi malanova u 'mbintaru a fari?


Anche quest'anno i virus hanno avuto la meglio, costringendo quasi tutti a iazarsi e calarsi dal letto tri e quattru voti nell'arco di una vintina di iorna. Comu mai?


Evidentemente, anche nella farmaceutica vale quel che succede in campo informatico, dove, per esempio, i programmi che vengono messi in commercio contengono sempre qualche piccolo difettuccio che verrà corretto col tempo, solo dopo avervi costretto a comprare la millesima versione dello stesso software che, naturalmente, non legge i file creati con la versione precedente ma, in compenso, custa puru 'n cacchi paru i carti 'i 10 in più.

Se così non fosse, il progresso si fermerebbe, l'economia si bloccherebbe e ritorneremmo indietro di decine e decine d'anni, quando non c'erano i telefonini, né i computer, né 'a playstation.


Mi vi ricu 'a sincera virità, certe volte non è che mi dispiacerebbe poi tanto se questa (per taluni sventurata) ipotesi si avverasse.

Se tornassimo ad incontrarci senza avere la necessità della "convocazione" per via telefonica: "Ndi virimu e' setti, a' chiazza" si riciva 'na vota e, puntuali, erimu tutti ddhà, presenti.
Oggi no, ci dobbiamo chiamare sei, setti, deci voti nto spaziu 'i menz'ura, pirchì? Mistero.


Quando andavamo alle elementari, non c'è stata mai una volta che le nostre mamme abbiano avuto la necessità di farci chiamare dalla direttrice al telefono della Presidenza, pi sapiri quanti bacchettati nte 'ita nd'aviva tiratu 'a maestra
, o se nd'aviumu mangiatu 'u paninu ca murtadella (cunzatu ra casa), durante la ricreazione; se 'u cumpagnu 'i bancu copiava o se 'a cumpagna 'i bancu aviva 'a nnocca ru fioccu ru grembiuli fattu megghiu di quello della propria figghiola.

Una delle preoccupazioni primarie delle mamme di oggi, invece, è iarmari di telefuninu i loro piccoli criatureddhi, di 8-10 anni, perfino per sapere se
hannu a calari 'a pasta longa oppuru chiddha curta.

E che diri poi, dei giochi che si facevano quando la playstation non era ancora mancu nta menti 'i Diu?


Erano giochi semplici, che coniugavano divertimento, abilità, astuzia, strategia. Ricordo per esempio i giochi che facevamo con le figurine dei calciatori: a ppà, a tric-trac, a cciappa, a 'mbiddha, a scalitta....Qui, ci vorrebbe troppo spazio per spiegarli tutti. Prometto perciò di dedicare
presto a questi temi un apposito malaspeciale.

Oggi, in televisione e sui giornali, non si sente parlare d'altro che di "società incattivita"; di bambini e ragazzi esposti quotidianamente a ogni sorta di pericolo e perciò in un certo senso costretti a fare bene attenzione a chi si ritrovano davanti.
La nostra generazione no. Forse eravamo più ingenui, più incoscienti? Può darsi, e anche un po' cchiù "babbasuni" aggiungerei.

A pensarci bene però, non è che siamo poi venuti su tanto male. Gira, vota e firrìa, vuoi vedere che stavamo meglio quando stavamo "peggio"!?

02 febbraio 2008

A NOMU I SANT'ANTONI...




Cari amici,
l'atra sira in una trasmissioni di quiz a premi, è stata fatta la seguenti dumanda: "Insieme a quale animale è raffigurato San Rocco?"

Ora, sono sicuro che tutti gli scigghitanazzi purosangue che hanno visto il programma hanno esclamato verso il conduttore: ma propriu a nui veni e ndu spii?
Per chi non l'avesse visto, dirò che il concorrente (che non so di quale parte d'Italia fussi), aveva 4 possibilità: un cane, un serpente, una capra, un maiale.

Immagine tratta da


Dopu una disquisizioni che ha riscritto praticamenti la storia di San Rocco -secondo il concorrente, infatti, fu il cane a guarirlo dalla peste- 'u concorrenti, con l'aiutu del pubblico, indovinò.
Ma, poiché 'u serpenti è pistatu sutta e' peri dall'Immacolata, in quanto simbolo del male e poiché la capra, dispittusa, pi carattiri soi non credo sia portata alla santità, pinsava stamatina: nci sarà 'n cacchi Santu raffiguratu cu nu maiali?

Considerata la 'randi utilità di codesto 'nimali, del quale praticamenti non si ietta nenti (sulu l'arabi no capisciru, senza offesa), esso è sicuramenti meritevole di alta considerazione da parte del nostro buon Dio.
Pensa chi ti ripensa, mi ricurdaia di un particolare curiusu e da questo ho presu spuntu....se 'spittati ora vu cuntu.

E' notorio che dalle nostre parti, 'i misi di Gennaio e Febbraio sono tradizionalmente dedicati dalle famigghie calabrisi a quella sorta di rito familiare che è l'ammazzatina del maiale, con relativa degustazione di satizzi, costiceddhi, frittuli e zziringuli (o curcuci, comu rinnu a Riggiu).
Eh sì, figghioli: nti nui, è cchiù probabili un iornu senza suli chi nu sabitu senza 'na caddarata 'i frittuli!

Ebbene, è in occasione della preparazione delle frittole che si svolge un rituale antico e che, per fortuna, si è tramandato anche nella mia famiglia.

Infatti, dopo aver posizionato bene la caddara su un fondo misto di sabbia e cinniri, si cominciano a inserire le diverse parti del maiale, precedentemente selezionate e lavorate.
A fare da base sono naturalmente le parti più grasse, che finiranno col trasformarsi -a cottura avvenuta- nella famosa "sugna" (in italiano, strutto). Insieme al grasso, si mettono le parti di carne più minute, i rimasugli della lavorazione, che poi si trasformeranno a loro volta in "zziringuli".
Ma pirchì si mentunu 'i primi? Semplici: pirchì sono proprio questi piccoli pezzi di grasso a fungere in pratica da olio naturale.

Una volta che il fondo è coperto, tornu tornu alla caddara s'accumincia a mentiri focu con della brace o carboni ardenti.
Piano piano, manu a manu chi la caddara 'nfoca, il grasso comincia a sciogliersi sarà quindi è possibile inserirvi anche tutte le altre parti, cominciando da quelle che necessitano di una cottura completa: peri (piedi), iambuni (gamboni), ricchi (orecchie),...e via di seguito.

Ma prima di procedere a riempire per intero 'a caddara, c'è una tradizione: il capocuoco, iarmatu di cucchiara di lignu d'ordinanza, traccia sul fondo della caddara, in mezzo ai pezzi di grasso che hanno appena iniziato a sciogliersi, un segno di croce, pronunciando questa frase:

"A nomu 'i Sant'Antoni, tutti 'i cosi mi nesciunu boni!"

Il Sant'Antoni cui si fa riferimento è Sant'Antonio Abate. Di origine egiziana (varda tu, era arabu!), abbandonò ogni ricchezza e andò a chiudersi in un eremo. Morì alla veneranda età di 105 anni.
Tradizione vuole che "
ogni anno il 17 gennaio nella tradizione contadina ormai abbandonata il carnevale aveva inizio con l’accensione di giganteschi falò, detti fuochi di sant’Antonio, dal nome del santo del giorno, sant’Antonio abate, il santo con il porcello raffigurato ai suoi piedi." [tratto da www.suinmarche.com]

30 gennaio 2008

RICORDI DI GIOVENTU'

Figghioli, non mi veni mi criru! Vardati chi truvammu, ropu 'a bellezza i vintidu' anni!

Il biglietto, con tanto di "sconto comitiva" per il viaggio da Scilla alla stazione di Torino Porta Nuova -via Napoli, Roma e Genova- della "A.S. Scilla Calcio" -maggio 1986: costo L. 712.800 [€ 368,13]. Quanto costerebbe oggi? Non oso manco immaginarlo.

Ecco una foto, prima della partenza

IN PIEDI: Pietro Picone (allenatore); Pino Briganti (presidente); Enrico Pescatore; Natale Imbesi (allenatore);Francesco Rocco Picone; Carmelo Ferrera; Andrea Piazza; Peppe Arbitrio (accompagnatore); Cristiano Pirrotta; Fabio Morfea; Gabriele Bova; Filippo De Lorenzo (allenatore portieri); Michele De Lio; Franco Picone (allenatore).

ACCOSCIATI:Gerolamo Polistena; Natale Vita; Tonino Bellantoni; Antonello Bova (mister); Silvio Scarfò; Manuela De Lio (mascotte); Benito Carbone; Mimmo Bellantone; Rocco Mortelliti.


A scorrere i nomi di quella lista, mi viene da sorridere, se penso che oggi, anche chi era dotato di un certo talento calcistico e -comu si riciva 'na vota- o' palluni 'u chiamava 'i "tu", ha finito col prendere tutt'altra strada.
[P.S.1:ieu però, da figghiolu del Sud, abbastanza "rucazionatu", o' palluni nci resi sempri 'u "Vui"]

Tra quei giovani di belle speranze, infatti ci sono:gelatai, 'mpiegati 'i banca, finanzeri, biologi esploratori delle profondità marine e delle meraviglie dell'Antartide (è veru, non staiu schirzandu), ragiuneri, geomitri, un cuoco (che bella parola: cuoco!) professionista, operai, assicuratori e perfino un piastrellista specializzato che lavora dall'altra parte del mondo, aundi pi camora è 'stati sicca!

E poi, non posso non ricordare anche un amico speciale, nonché mio ex compagno di banco ai tempi della scuola media, che, purtroppo, ci ha lasciato troppo presto: ciao Diego!


Tutta la spedizione bagnaroto-villese-scigghitana allo Stadio Comunale (oggi Stadio Olimpico) di Torino.

Come ho avuto modo di ricordare in uno dei primi post pubblicati sul blog, facevano parte di questa "ciurma" anche due "infiltrati": nu villotu di sangue scigghitanu (Mimmo Bellantone, iaumu nta stessa scola, ma poi n'o vitti cchiù) e nu bagnarotu, Benito Carbone (legato comunque a Scilla: so' mamma faciva 'a bidella a scola media).
Beh, tra tutti, è stato l'unico ad arrivare al professionismo, in quanto ingaggiato dal Torino proprio in virtù delle prestazioni durante quel torneo.
In effetti, diciamo che Benito, o' palluni 'u chiamava i "ieu", tanto erano una cosa sola (iddhu e 'u palluni), quando fuiva campu campu e nci faciva passari 'u palluni sopra e' 'ricchi 'ill'avversari.

A questo proposito, mi torna in mente un episodio. Ricordo che Benito fu ospite (accompagnato dal nostro presidente, Pino Briganti) di una trasmissione sportiva che dedicò parte del suo spazio a quel torneo giovanile.
Il nostro amico -evidentemente emozionato- spiccicò appena qualche "menza parola", tradendo ampiamente la sua origine bagnarota.
Noi, seguivamo la trasmissione dal "ritiro" e, ovviamente, appena Benito iapriva bucca, erunu risati generali.
Lui ha fatto una brillante carriera sì, ma a noi non importava più di tanto: ndi scialammu 'u stessu!
E poi, ci siamo tolti una grande "sorispazioni": o' bagnarotu, da quella sera, ndu sputtimmu finu a quandu turnammu a' casa!

P.S.2: grazie a Thomas, che -chissà mai da quali casciuni- ha "riesumato" il prezioso reperto bigliettiforo
.



18 gennaio 2008

LA GRANDEZZA DEGLI UOMINI SEMPLICI


[in ricordo di Giuseppe Picone]


Capita oramai sempre più di rado, di fermarsi per un attimo a pensare a come viviamo i nostri giorni, a come spendiamo il nostro tempo.
Poi arrivano occasioni speciali, giorni speciali. Oggi ne abbiamo vissuto uno.

Ci ha salutato per sempre Giuseppe Picone, conosciuto da tutti a Scilla semplicemente come Joe Bettina.

Doveva il suo benevolo nomignolo al fatto di essere stato -come tanti nostri compaesani- emigrato in America, in quella America che -per chi è lontano dal proprio paese- è sinonimo di sacrifici, di fatica, ma anche di soddisfazioni.

Ha avuto una vita difficile Joe, da ragazzo buon giocatore di pallone, dotato di quel sano agonismo, figlio di una grinta naturale, che gli ha permesso di affrontare le molte e pesanti vicissitudini che la vita gli ha presentato, con coraggio e grande serenità, col sorriso delle persone semplici, un sorriso che da forza.
E' un aspetto che è stato colto da tutti, da chi lo conosceva meglio ma anche da chi non lo conosceva, da chi lo incontrava in piazza.
E' un aspetto che l'amico Pietro Bellantoni ha sottolineato con parole toccanti nell'articolo che potete leggere su Reggio Press, consultabile anche mediante la homepage del nostro sito.

Ha vissuto in maniera semplice Joe. E per la sua semplicità, per l'educazione con la quale si rivolgeva sia agli estranei sia a chi condivideva con lui parte della giornata, è stato ben voluto da tutti. Credo che fosse la persona che conoscesse quasi tutti gli abitanti di Scilla (e anche i loro amici forestieri).

Con i più giovani, in particolare, aveva un rapporto speciale, fondato sulla naturale ed immediata simpatia che la sua personalità da vero e proprio grande comunicatore (solo in apparenza stravagante)ispirava in chi lo incontrava.
Questa mattina, sono stati questi giovani a rendergli omaggio nel modo migliore: trasportandolo a spalla dall'ospedale, fino in chiesa e poi ancora fino al luogo dove ora riposa in pace.

Di solito, gli articoli che in gergo giornalistico si chiamano "coccodrilli", vengono riservati agli uomini illustri, agli scenziati, ai pensatori, agli statisti, insomma ai grandi personaggi.
Ma qui non vogliamo piangere. No, ci piace invece ricordare Joe con un sorriso, lo stesso sorriso che ispirava la sua profonda umanità.
Come dice giustamente l'amico Pietro nel suo articolo, Joe è stato un grande personaggio della nostra Scilla, perché aveva in sè la genuina grandezza che è propria degli uomini semplici.

07 gennaio 2008

Sinergie assolutamente problematiche

Carissimi malanovisti chi non siti autru, bon annu!
Un altro anno si è avviato da poche urate, ma le notizie dalle quali siamo letteralmenti bumbardati, sunnu sempri 'i stessi: Napoli sta quasi scumparendu sutta 'a mundizza; 'a genti non ci 'a faci cchiù ed è al limiti della sopportanza umanamenti accettabili, pirchì non sapi comu mi faci mi 'rriva a fini misi; sciarri, 'mmazzatini in famiglia e non ecc. ecc...

Nello Scigghio per fortuna, per smaltire la spazzatura post-natalizia, nessun problema, tantu... 'u mari è grandi.... e, se propriu vi 'ncrisciti mi calati a' rimba a' rimba, col rischio di bagnarvi i piedi e pigliarvi un raffreddori di stagiuni, non vi preoccupati: c'è sempri 'a 'nchianata ri Canaluni.
Ma, comu si dici: ognunu avi i soi. 'A vuliti sapiri l'ultima?

Dopo che -prima di Natale- l'ufficio postale era rimasto chiuso per un mese (per consentire la modifica e l'ammodernamento -?- delle postazioni di lavoro), obbligando gli scigghitani a una gita obbligatoria a Cannitello puru per inviare una cartollina con lo sfondo del castreddho, l'autru iornu, 'n'atra vota porti chiusi. Il motivo:guasto generali ai computer! Sarà curpa dell'ammodernamentu? Ah, mannaja.....!

Ma chistu è nenti in confronto a quanto accade a Melia. Anche lì l'ufficio postale -che fino a qualche tempo fa apriva a giorni alterni- è stato chiuso, perché non ci sono impiegati disposti a spostarsi nella nostra frazione: sarà per via dell'altitudine eccessiva (600 mt, a 10 minuti 'i machina) che provoca improvvisi addensamenti di murfura? Conseguenza: siti vecchi e dovete pagarvi la pinzioni? Calati a Villa! Ah, mannaja.....!
Aviti a pavari bulletti o altro? Calati a Bagnara! Ah, mannaja.....!
Sembra impossibili ma ambeci è tuttu veru: nell'era internettiana, non riniscimu mancu mi pavamu 'na bulletta!

Niente paura però. Tranquilli, perché per queste annose problematiche, un rimedio c'è: la sinergia.

No, non è 'na malatia né 'u nomu 'i 'na mericina, è solo una parola magica (mutuata dal gergo medico), per mezzo della quale tutti 'i cosi storti, i problemi anzi, le problematiche, si risolvono. In pratica vuol dire collaborazione fra Enti/Istituzioni e cittadini, cooperazione, per raggiungere un determinato obbiettivo.
Chi bella parola, no? Sulu chi 'i belli paroli incunu 'a bucca, non 'a panza.
Cioè -il più delle volte- non si trasformano in fatti concreti, così che i problemi, pardòn, le problematiche, rimangono irrisolte.

Che fare allora, arrendersi? Assolutamente. Cangiamu sistema? Assolutamente. Cangiamu 'a leggi elettorali? Assolutamente.

Oramai è un tormentone, ci si potrebbe scrivere un bel rap: faci friddu? Assolutamente. Ti piaci 'a struncatura? Assolutamente. Iasti 'iu corpu? Assolutamente.

Ma "assolutamente" chi? Chi malanova voli diri? Se nc'è 'n cacchi prufissuri dell'Accademia della Crusca, pi favuri, mi avi 'a buntà mi ndu spiega!
Tempo fa, Beppe Severgnini -noto giornalista e scrittore- spiegava che l'uso spropositato di questo avverbio nel dare qualsiasi risposta a qualsiasi tipo di domanda, serve in realtà a prendere tempo, a pensare se rispondere affermativamente o meno, a dire semplicemente sì o no.
E' una tesi che mi trova "assolutamente" d'accordo. Secondo me, serve anche a nascondere o meglio, a mascherare l'insicurezza nelle scelte da compiere e, in molti casi, non è altro che un debole paravento dietro il quale nascondere un'ignorantitudine culturale che ha del prodigioso.
Se ne ha la conferma quasi ogni giorno. E' di oggi la notizia che su 43.000 concorrenti, quelli ammessi a sostenere l'esame orale per alcune centinaia di posti in magistratura, sono meno dell'8%. Pare che nella prova scritta le commissioni esaminatrici abbiano riscontrato degli "orrori" degni non della penna blu, bensì di una bella bacchetta nte 'ita, comu facivunu i maestri 'i 'na vota!

No, non meravigliatevi dunque se nel nostro Belpaese (no 'u furmaggiu, s'intendi), 'a posta non funziona; se non avimu largu mi ittamu 'a spazzatura e nci 'a mandamu in Germania, dove la trasformano in energia e sa vindunu, a' facci nostra; se 'u suli simu boni sulu mu vardamu, mentri in Norvegia usano il suo calore per produrre energia in quantità tale da non pavari praticamenti nenti; se per trovare una casa senza rimanere soffocati dal mutuo -pi non durmiri nta machina- bisogna andare al "Treno dei desideri"; se in Calabria, unu chi vai e si opira e' tonsilli, sapi quandu trasi ma non sapi se e -soprattuttu- comu nesci;
se, sempre in Calabria, nta nu paisi a casu -ad esempiu Scilla- si chiudono ospedali cusì, senza leggiri e scriviri, in barba ai bisogni e alle necessità di intere popolazioni.

Non meravigliatevi. Se simu cumbinati cusì, "secondo a me" è perché, in verità, le sinergie sono assolutamente problematiche.

30 dicembre 2007

MALUSPITALI: ARRIVUNU I 'MERICANI!


Cari paisani, chiudiamo anche quest'anno del blog, rinfriscandovi ancora una volta la memoria sulla vicenda Maluspitali.

Pare sia una costante delle vicissitudini di questa parte di suolo italico: è noto dai libri di storia che la seconda guerra mondiale iniziò a finire, con l'arrivo delle truppe alleate. Ndi nui, passaru 'i 'mericani, i quali dimostravano le loro intenzioni pacifiche, rialandu ciucculata e' figghioli.
E' altresì noto -anche se nei libri di storia ancora non c'è scrittu- che l'ultima guerra di mafia di Reggio, che insaguinò l'intera nostra provincia fino al 1991, ebbe termine solo quando arrivarono i capi delle famiglie 'mericane a imporre una sorta di "divisione bonaria" tra i contendenti, con tantu di abbracci e baci a pizzicuneddhu.

'Sta vota, non si tratta di guerra né militare, né di mafia, ma è 'na guerra ancora più seria e dura: la guerra per la salute!

Pur se non accompagnati dal caratteristico suono della tromba -che tutti abbiamo visto chissà quante volte nelle pellicole western- né tanto meno da proclami in politichese -tipu quel 'mericano chinu di dollari di Roccasecca, che abbiamo ammirato nel film di Totò- per l'ennesima volta, a provare a toglierci le castagne dal fuoco, ARRIVUNU 'I 'MERICANI!, intesi come abitanti del continente America (Canadesi o Statunitensi che siano).
Li guida solo e soltanto l'amore per il proprio paisuzzo, che tante mal' 'ccasioni camora
sta attraversando.

Come potete leggere nell'articolo sopra riportato (che trovate anche sul forum del nostro
malasito per eventuali commenti), avuto sentore della malaria che tira nella sanità calabra, si è messa in moto la macchina 'mericana, con partenza dal Canada, nel generoso tentativo di salvare il salvabile, in merito alla questione dell'ospedale "Scillesi d'America".
Certamente, al di là dell'oceano, sa sintiru parecchiu di questa vera e propria "mala nova" che li ha raggiunti, nonostante che alla maggior parte degli scigghitani non gliene sia fregato un così detto fico secco, evidentemente bonu sulu con le noci, comu turruni ri poviri!

Da parte nostra, non possiamo che continuare a dare il nostro appoggio per favorire la massima diffusione di qualsiasi iniziativa finalizzata a mantenere attivo un presidio la cui importanza abbiamo più volte sottolineato.
Ci auguriamo che dopo un 2007 davvero tragico dal punto di vista della sanità in Calabria, l'arrivo del nuovo anno porti con sè novità positive: dalla Calabria, dal Canada, dagli U.S.A. ma, soprattutto, da Scilla.

25 novembre 2007

L"ASU PIGGHIATUTTU"? 'U 'MBINTARU A CATANZARO

Cu 'na facci di 'mpigna da competizione, i catanzarisi continuano a iucari a "l'asu pigghiatuttu".
Non sunnu ancora sazi dopo l'abbuffata iniziata da trentasette anni, durante i quali si cugghiru capoluogo e relativi assessorati regionali, l'aeroporto internazionale (che, non avendu largu nte cimi ri muntagni aundi sunnu, hanno dirottato a Lamezia, nto chianu), ecc., ecc.
Ora si pigghiaru, trionfanti, puru la sede regionale dell'Agenzia delle Dogane. Panza mei, fatti catoiu!

Una sentenza del Tar del Lazio ha infatti annullato la determinazione della stessa Agenzia del 26 settembre 2007 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 2 ottobre), con la quale veniva istituita la Direzione Regionale a Reggio Calabria, con sede nell'area del porto riggitano.
La cosa però pare malamente motivata dai giudici e lascia qualche spiranzella, poiché un articolo del regolamento dell'Agenzia, pur stabilendo che la sede deve essere nei capoluoghi di regione, ha trovato già un'eccezione, quella di Bolzano che è stata "equiordinata a Trento in quanto sede del consiglio e degli uffici della Regione" [da "Gazzetta del Sud" di ieri].
Ma scusati, il Consiglio Regionale della Calabria non si riunisce forse a Reggio Calabria, nella sede di palazzo Campanella?
Se siamo in Italia e la legge è (dovrebbe essere) uguale per tutti, pirchì a Bolzano sì e a Riggiu no?

E' noto che per conoscere un popolo se ne deve conoscere la storia. Ripercorriamola, allora, la storia di Catanzaro.
Secondo la leggenda, era Skilletion, (la latina Scolacium), un'antica colonia greca, fondata sul mare (dov'è l'odierna Catanzaro Lido), da Ulisse di passaggio dalla terra dei Feaci, nel VI secolo a.C..
Ma sicundu vui, Ulissi aviva 'u tempu per fondare una città?
E poi, stando alle ultime ricerche, la terra dei Feaci, pare fosse la Sardegna!

Presi di schiantu dagli arabi Saracini, gli abitanti, virendula curta e malapavata, si ndi fuiru verso l'entroterra, guidati da due soldati greci: Cataro e Zaro.
Girovagarono per le colline, propriu comu e' zingari (senz'offesa), finché solo nel 793 si rigittarono e, chitandusi i sensi, vi impiantarono quattru casi pi parti, su tre distinti cocuzzoli, previa approvazione del progetto fatta direttamente dall'imperatore di Costantinopoli, mica da una soprintendenza qualsiasi, chi vi cririti!
Nacque accussì 'na cosa nova, che in onore dei due "capozingari", fu battiata Catanzaro, ma vista la posizione geografica, l'etimologia potrebbe significare "'insediamento sorto al di là del fiume", cioè lo Zaro (oggi chiamato Fiumarella). E se già 'u nomu indica un "insediamento" e non una città, ci sarà un motivo!

Reggio invece vanta una storia che si perde davvero nella notte dei tempi, ma la sua fondazione viene fatta risalire a una data certa: 14 luglio del 730 a.C.
Sin da allora, l'antica colonia dei Calcidesi ha rappresentato sempre la città principale della Calabria e almeno da un punto di vista storico, può esserne considerata la "capitale".

Lasciando da parte le considerazioni politiche, è innegabile che tra le due città non c'è paragone.

Riggiu è piana, squatrata, ha il chilometro più bello d'Italia (è veru, mica a gnattu!), non ti puoi perdere mancu se 'u fai apposta. E' città di mari, è provincia di mari, lo tocchi, lo senti, lo respiri.
C'è 'u portu (i Gioia Tauro), l'aeroportu (chi funziona e non funziona). E' città -e provincia intera- con sicuramente il più alto movimento di merci in tutta la Calabria.
E' qui che ha senso che esista una sede dell'Agenzia delle Dogane (cioè l'Ufficio deputato a riscuotere le tasse sugli scambi commerciali).


Provate ad andare a Catanzaro. Io ci ho vissuto (costretto dalla Patria) per quasi un anno (e menu mali chi non fu un annu sanu!)

I tre cocuzzoli e il quartiere marinaro sono legati tra loro, letteralmente avvolti da una serie di ponti chi mancu Los Angeles, vi pigghia 'u friddu sulu m' i viriti. La strada principale, Corso Mazzini, è 'i calata; la piazza principale, Piazza Matteotti, è 'i calata, per giunta sovrastata da un monumento alquanto enigmatico, che Vittorio Sgarbi ha classificato tra i più brutti d'Italia. E 'u mari? Si viri dai tre cocuzzoli, sì, ma sulu cu binoculu!

Come fare dunque per non restare chiusi tra le montagne, isolati dal mondo, dopo che era stato scongiurato il pericolo Saraceno?
Hanno dovuto aspettare un bel po', ma poi, trentasette anni fa, ecco la loro grande occasione: la nascita della Regione Calabria.
Fu accussì chi quel qualcosa chi non era 'na città, non era 'n paisi, non era nenti, è diventato capoluogo di regione, alla faccia 'i ddhi fissa i nu' autri riggitani (provincia compresa).


Da allora però, non si sono più fermati. Mi viene il sospetto che questa bramosia, derivi dagli avi dei catanzarisi di oggi, abituati a "zingariari" peri peri e ad accasarsi dove gli conveniva, prendendosi tutto, anche quello che non gli apparteneva. Ah, le colpe della storia!
Vo viriri chi "l'asu pigghiatuttu" l'hanno inventato i vecchi abitanti di Scolacium, per passare il tempo tra 'na zingariata e l'autra!?

Ma turnamu a nui. Ci siamo dimostrati ancora una volta un populu di fissa, sì, "cchiù fissa ra funtana 'i Riggiu", come diceva il grande Nicola Giunta.
Fissa (
inteso come "non furbi", nell'accezione moderna del termine), perché memori della civiltà che ci siamo portati dietro dalla Grecia, speriamo sempre nella Legge, perché vogliamo fare sempre le cose per bene -come la famosa ditta di latticini- salvo poi rimanere...cu 'na manu davanti e una d'arretu!

Adesso, per risolvere la "questione Dogane", il Comune di Reggio, per valere quei diritti che ha maturato con la sua storia, dovrà presentare ricorso al Consiglio di Stato, fondando tutto sul precedente bolzanino.
L'unica differenza è che il Trentino Alto Adige è una Regione a statuto speciale e quindi alcune "deroghe" -diciamo così- alla legge se le può permettere. La Calabria no. Come fare?

Un'idea ce l'avrei. All'epoca della rivolta del 1970 era stato promosso un referendum per costituire la "Regione della Calabria del Sud" e, solo a Reggio erano state raccolte 65.000 firme [da "La rivolta di Reggio Calabria -tra cronaca e mass media" di Francesco Scarpino -pag. 71]

Ora, visto chi 'na sula provincia non poti fari 'na regione, la soluzione ideale sarebbe quella di chiedere l'annessione alla Sicilia, con la quale abbiamo profondi legami culturali, economici, perfino di criminalità. Cosa vogliamo di più?
Così facendo, ci pareremmo anche il...le spalle contro eventuali altre sorprese di questo genere, in quanto anche la Sicilia è regione a statuto speciale, come il Trentino.

L'idea, secondo me, non è poi così peregrina. E' da quando sono nato che sento parlare di conurbazione Reggio-Messina. In fondo, se nci pinzati, siamo una cosa sola, con un braccio di mare in mezzo. Provate per un attimo a far finta che il mare non ci sia...
Sì, proprio come ha fatto ieri il vento che, futtendusini di Nettuno, ha trasportato la cinniri dell'Etna fin dentro le case dello Scigghio!

15 novembre 2007

'U 'SPITALI CHIURI E 'I SCIGGHITANI? AMBATULA NCI FRISCHI

Ripetute segnalazioni, interventi, forum, dossier, lettere di denuncia. Nenti, non c'è nenti 'i fari. 'U scigghitanu non di mangia e non ndi 'mbivi.
E -cu rispettu parrandu
e senza offesa per nessuno- è risaputu chi quandu 'u sceccu non voli 'mbiviri, ambatula nci frischi.

Nonostante tutto però, da puro testa 'i 'ncunia di calabrisi chi sugnu e siccomu 'a Natura non mi teni,continuo a parlarvi del Piano Sanitario Regionale,
Venerdi scorso, come preannunciato, la Giunta regionale ha approvato il discutibilissimo Piano Sanitario Regionale, che prevede la chiusura dell'ospedale "Scillesi d'America". Regione-Scilla 1-0 e palla o' centru.
Il documento dovrà ora passare all'esame del Consiglio Regionale e, stando alle reazioni registrate in questi giorni, forse ci sono ancora flebili spiragli per arrivare a un compromesso tra le preterse di razionalizzazione portate avanti dalla Regione e le esigenze di 50.000 cittadini, scigghitani in primis.

"Infattamente" (come direbbe il noto Laqualunque), anche l'ex assessore De Gaetano -dimessosi dall'incarico soltanto da poche settimane- ha lanciato l'allarme contro la chiusura dello "Scillesi d'America", dichiarandosi contrario alla decisione assunta dalla Giunta di cui faceva parte.
Niente di personale contro l'ex assessore De Gaetano, fin da ragazzo, tra l'altro, assiduo frequentatore estivo del nostro paese.
Mi chiedo soltanto:
aund'era iddhu
quando Loiero, la Lo Moro e il resto della Giunta discutevano dell'assetto che avrebbe dovuto avere il P.S.R.?

Sono seguite diverse dichiarazioni politiche, a sostegno del Piano Sanitario approvato.
Al mio occhio, di semplice cittadino, esse appaiono essere oltre che "di parte" anche palesemente contraddittorie, fino a sfiorare il tragicomico.
Di seguito, ve ne offro un esempio, tratto dal documento diffuso dall'area Salute dell'Ulivo e riportato dall'agenzia ASCA, che potete leggere sul malaforum, nel post pubblicato dal nostro GMV -sezione "MALUSPITALI:ORE DECISIVE"
.

"...Rappresenta uno strumento di equilibrio territoriale della sanita'...."
E' equilibrato costringere a spostarsi a Reggio circa 50.000 persone puru pi 'na pungitura? Credo proprio di no, a meno che non s'indenda rivoluzionare le leggi della statica.
Un tale spostamento, provocherà, al contrario, uno squilibrio. E se la "macchina sanitaria" perde l'equilibrio, va' a finiri chi 'ncappotta.

"...Non si sono effettuati tagli, non si sono chiusi ospedali ma, per alcuni, se ne e' modificata la funzione in modo integrato..."
Ah no? A Scilla 'u 'spitali 'u chiuriru per fare posto a un centro di ricerca. Con quale altra struttura si dovrebbe integrare questo nuovo centro, se la più vicina è sempri a Riggiu, a 25 km di distanza?

"...Obiettivi primari del Piano sono: la riduzione della mobilita' passiva e delle liste d'attesa...l'equa distribuzione delle risorse su tutto il territorio regionale...".
Ah sì? Ma se un medico di famiglia può avere al massimo 1500 pazienti, com'è chi nu mericu ru 'spitali 'i Riggiu, oltre a quelli assistiti attualmente, dovrà prendersi cura di altri 50.000 pazienti.
Me li vedo già: 50.000 cristianeddhi -cu' zoppu, cu' sciancatu, cu' asmaticu,cu' malatu 'i cori ecc.- a fare file interminabili pirchì costretti mi vannu tutti nta nu 'mericu. Pazienti sì, ma chi pacenzia nci voli?!
Sicuramente poi, avranno poco spazio per muoversi -considerato l'affollamento. Inoltre, visto e considerato com'è ridotta la sanità calabrese, per scrivere il loro nome sulle lunghissime liste d'attesa, dovranno utilizzare la regale carta igienica di una nota pubblicità che attualmente imperversa in tv.

"...L'indirizzo assunto dal Piano di spostare l'asse dell'assistenza sanitaria verso il territorio...".
Sì, quello del Comune di Reggio Calabria. Si sposta l'asse? Ma comu? e lo "strumento di equilibrio territoriale" di cui si è parlato qualche riga prima? Niente paura: va solo a farsi strabenedire.

"...L'area di criticita' maggiore che interessa il sistema Welfare riguarda prevalentemente le azioni socio assistenziali''
Eh già, mai affermazione fu più veritiera. Ma che efficacia potrà avere l'azione socio-assistenziale di un solo ospedale nei confronti di un numero spropositato e irragionevole di richieste di prestazioni, cui dovranno far fronte medici e infermieri già sul piede di guerra, perché preoccupati da un futuro prossimo a dir poco incerto?

E come gli operatori sanitari, anche la sezione AVIS di Scilla è preoccupata [vedi lettera]. Noi di www.malanova.it siamo preoccupati, ogni giorno di più.

'U scigghitanu no, campa tranquillu, è pigghiatu 'i "rassimi stari", come quel personaggio di Rocco Barbaro, si ndi futti.
Aspetta, per risvegliarsi, solo l'occasione propizia per fare pettegolezzo spicciolo, cattivo, fine a se stesso e perciò inconcludente. O mi sbaglio? Lo spero proprio.

08 novembre 2007

P.AISANI S.CIGGHITANI, R.USSIGGHIAMUNDI!

P.AISANI S.CIGGHITANI, R.USSIGGHIAMUNDI!

Come potete leggere anche sul malaforum, si avvicina la decisione finale in merito all'approvazione del Piano Sanitario Regionale (P.S.R.).

La seduta della Giunta Regionale che si è svolta lunedi scorso, non è bastata a decidere, signu chi evidentemente nc'è 'n cacch' cosa (e cchiù di una, a diri 'a virità) chi non quatra nemmeno a quei ciriveddhi curiusi dei nostri amministratori regionali.

A quanto pare, la discussione piuttosto animata si è incentrata sulla prevista chiusura di alcuni ospedali, tra cui quelli di Siderno, Paola e lo scigghitano "Scillesi d'America" e la decisione finale è stata rimandata a venerdi 9.11.2007 (dopodomani), quando si procederà a una riunione a oltranza -con tanto di supplementari e rigori, se necessario- nella quale oltre all'approvazione del Piano, verranno stabiliti anche i nomi dei cinque nuovi (lo saranno davvero?) Direttori che guideranno i carrozzoni...ehm...le nuove (come ambito territoriale) Aziende Sanitarie Provinciali.
Non voglio pensare male ma mi chiedo: più che sulla chiusura di un ospedale in più o in meno, non sarà su quei nomi chi 'mpunta 'u carru?
Comunque sia, considerato chi ancora alla Regione stannu 'nnacandu 'u pecuru, sarebbe opportuno approfittarne. Ma come?

A Scilla, del tema 'spitali si è parlato pocu e nenti. Dopo un primo fumoso incontro al castello, l'unica vera assemblea popolare è stata convocata 'i nu furisteri (a Scilla amiamo i furisteri, a patto però che non siano turisti), sindacalista e consigliere comunale a Reggio Calabria. E' stata questa l'unica opportunità che gli scillesi hanno avuto per illustrare le loro ragioni, le loro preoccupazioni e manifestare la loro contrarietà alla paventata chiusura dell'ospedale dello Scigghio.

Poi, solo pochi e sporadici interventi di qualche consigliere regionale (riportato anche questo nel nostro forum) e altre due sottospecie di "riunioni tecniche", alle quali hanno presenziato soltanto quelle che gli scigghitani hanno ribattezzato "veline".
A seguire, il nulla. Che sia la quiete che annuncia la tempesta?

I primi lampi -per così dire- li abbiamo registrati appena varata la proposta di P.S.R., con il dossier che potete ancora leggere cliccando sul link presente nella
homepage.
Ora però, sio cuminciunu a sintiri puru 'i trona.

Anche l'AVIS, dopo aver letteralmente "buttato sangue" per la costituzione di una sezione nel nostro Scigghiuzzo (evitando quindi ai donatori di andare fino a Reggio) ha dovuto subire un clamoroso affronto.

Secondo fonti attendibili, sembra che già l'ASL si sia rifiutata di provvedere al trasporto del sangue donato -com'era consuetudine dalla nascita della sezione scillese- e pirciò i donatori non hanno potuto far altro che tornarsene a casa.
Speriamu che sia stato solo a causa di un contrattempo (non avivunu 'i soldi mi pavunu 'a benzina, tipu 'i machini ra Polizia?), anche se, considerato l'approssimarsi dei malitempi di cui sopra, mi sembra piuttosto improbabile.
Su questo spiacevole episodio cercheremo comunque di avere altre notizie.

Chiudo con un'ultima annotazione. Dice un detto scigghitanu: "'U tempu passa, 'a cira squagghia ma 'u Santu non camina!"

Beh, passau tuttu 'stu tempu e 'a cira oramai si squagghiau quasi tutta, miei cari paisani.
'Na cosa però è sicura: se nessuno si mobilita seriamente, corriamo il rischio chi 'a prossima vota chi nu Santu passa in prucissioni davanti o' 'spitali non si ferma, ma camina di sicuru, pirchì fermarsi sarà inutile:ad aspettarlo non troverà ammalati da consolare o medici e infermieri da sostenere nel loro lavoro.
Troverà solo porte chiuse.

Ricordate dunque questa sigla, che però è anche un monito-invito: P.S.R.

P.AISANI S.CIGGHITANI, R.USSIGGHIAMUNDI!

04 novembre 2007

I 10 ESPERIMENTI SCIENTIFICI PIU' STRAMBI DI TUTTI I TEMPI

Nei giorni scorsi, numerose polemiche ha suscitato la strana visione dell'arte di uno spagnolo, di cui non ricordo nemmeno il nome, il quale non ha pensato di meglio che di tener legato un cane e lasciarlo morire di fame, sotto gli occhi dei visitatori (?) della sua stupida mostra.
E' di ieri la notizia del cosiddetto topo-bionico, capace di firriare avanti e indietro per diverse ore, senza fermarsi, alla faccia di una nota marca di batterie.
Ma se questi due esperimenti vi sembrano strani, cosa dire di quelli che riporto di seguito? A voi il giudizio.

La rivista New Scientist magazine ha pubblicato la lista dei dieci esperimenti scientifici (?) più strambi [secondo me] di tutti i tempi, condotti su animali ma anche su persone, a cura di Alex Boase. Eccola, come riportata dal sito www.timesonline.co.uk .

1) Elefanti fatti d'acido

Esperimento condotto per curiosità nel 1962 da Warren Thomas. Ha iniettato 297 milligrammi di LSD (3000 volte superiore a quella usata da un essere umano), per vedere cosa sarebbe successo, nell'intento di determinare se gli allucinogeni inducono negli esemplari maschi uno stato di pazzia temporanea che li fa diventare aggressivi.
Il povero elefante morì, lasciando nello sconforto due degli scienziati autori dell'esperimento (dichiararono che non se lo aspettavano), i quali si erano imbottiti di acido a loro volta .

2) Terrore nei cieli

Altro esperimento degli anni '60. A dieci soldati in volo di addestramento venne comunicato dal pilota che l'areo stava precipitando nell'oceano per un guasto al pilota automatico. Prima che l'aereo si schiantasse, venne loro richiesto di compilare un modulo per l'assicurazione, in modo da sollevare l'esercito da qualsiasi responsabilità finanziaria per eventuali morti o feriti.
In realtà avevano coinvolto gli inconsapevoli partecipanti in un esperimento: l'aereo non aveva alcun problema. Il risultato, rivelò che la paura di un incidente imminente aveva fatto fare ai soldati molti più errori del solito nella compilaziione dei moduli.

3) Fare il solletico

Negli anni '30, Clarence Yeuba, un professore di psicologia all' Antioch College in Ohio, formulò l'ipotesi che le persone imparano a ridere quando viene fatto loro il solle e che la risposta non è congenita. Lo provò su suo figlio -alla famiglia venne proibito di ridere se solleticata quando lui era presente.
La moglie del professore comunque, fu sorpresa mesi dopo mentre faceva saltellare il ragazzo sulle ginocchia mentre rideva dicendo: "Saltella, saltella." A quiel tempo il bambino aveva sette anni, rideva quando gli veniva fatto il solletico -ma ciò non fermò il professore nel riprovare l'esperimento, stavolta su sua figlia.

4) Topi senza testa e facce dipinte

Nel 1924 Carney Landis, dell'Università del Minnesota, si mise a investigare le espressioni delklviso legate al disgusto. Disegnò delle linee sulle facce dei volontari con del sughero bruciato, prima di chieder loro di odorare l'ammoniaca, ascoltare il jazz, guardare un film porno o mettere le mani in un secchio di rane.
Poi chiese a ciascuno dei volontari di decapitare un topo bianco. Mentre tutti esitavano, e alcuni sudavano o urlavano, molti lo fecero normalmente -dimostrando la calma con cui molte persone si piegano all'autorità. Le foto comunque, asppaiono piuttosto bizzarre. “Sembrano membri di uno strano culto che si preparano a offrire un sacrificio al Grande Dio dell'Esperimento,” scrisse il Sig. Boese.

5) Resuscitare i morti

Robert Cornish, dell'Univwersità della California a Berkeley, credeva negli anni '30 di aver perfezionato un modo per risuscitare i morti. Lo sperimentò piazzando i cadaveri su un'altalenas per far circolare il sangue, mentre iniettava adrenalina e anticoagulanti.
Dopo esperimenti apparentemente riusciti su cani strangolati, trovò un prigioniero condannato, Thomas McMonigle, che era stato preparato a diventare un porcellino d'India umano. Lo Stato della California, comunque, non concesse il permesso, temendo che avrebbe dovuto rilasciare McMonigle se la tecnica avesse funzionato.

6) Imparare nel sonno

Nel 1942 Lawrence LeShan, del College of William and Mary di Williamsburg, Virginia, tentò d'influenzare in modo subliminale i ragazzi per fargli smettere di mangiarsi le unghie. Mentre dormivano, fece partire un disco con una voce registrata che diceva: “Le mie unghie hanno un gusto terribilmente amaro.” Quando il giradischi si ruppe, se ne stette in piedi nel dormitorio a ripetere la frase egli stesso.
Sembrava funzionare. Alla fine dell'estate, il 40% dei ragazzi aveva smesso di mangiarsi le unghie. Boese, comunque, ha un'altra spiegazione: "'Se smetto di mangiarmi le unghie,’ hanno probabilmente pensato, ‘lo strano uomo se ne andrà.’”

7) Tacchini eccitati

Martin Schein e Edgar Hale, della Pennsylvania State University, negli anni '60 si dedicarono a studiare il comportamento sessuale dei tacchini, e scoprirono che gli uccelli non sonopignoli Prendendo come modello una tacchina, ne rimossero progressivamente delle parti, finché i maschi persero interesse.
Anche quando tutto ciò che rimase fu una testa su un bastone, i maschi di tacchino rimasero eccitati.

8) Cani a due teste

Vladimir Demikhov, un chirurgo sovietico, rivelò la sua creazione per via chirurgica di un cane a due teste nel 1954. La testa di un cucciolo era stata messa sul collo di un pastore tedesco adulto. La seconda testa andava in cerca di latte anche se non aveva bisogno di nutrimento -e sebbene poi il latte gocciolasse lungo il collo dal suo esofago disconnesso. Entrambi gli animali morirono presto per via di un rigetto dei tessuti -ma questo non fermò Demikhov dal crearne altri 19 nei 15 anni seguenti.

9) Il dottore bevitore di vomito

Stubbins Ffirth, un dottore a Philadelphia durante l'800, formulò l'ipotesi che la febbre gialla non fosse una malattia infettiva, e procedette a testarla su se stesso. Prima versò del vomito infetto nelle ferite aperte, poi bevve il vomito. Non si ammalò -ma non perché la febbre gialla non sia infettiva. Fu scoperto più tardui che essa deve essere iniettata direttamente nella circolazione del sangue, tipicamente attraverso il morso di una zanzara.

10) Occhi aperti

Nel 1960 Ian Oswald, dell'Universià di Edimburgo, cercò di testare le condizioni estreme per addormentarsi. Fasciò gli occhi aperti dei volontari, mentre piazzava un banco di luci lampeggianti a 50 cm. di fronte a loro, e attaccò gli elettrodi alle loro gambe che amministrarono gli shock elettrici. Pompò anche mjusica ad alto volume nelle loro orecchie.
Tutti e tre i soggetti furono capaci di addormentarsi entro 12 minuti. Secondo Oswald la chiave era la natura monotona e regolare degli stimoli.

01 novembre 2007

'U NOVU CIMITERU? A PIRAMIDI!

La notizia -pubblicata da il giornale- è di qualche giorno fa, ma ho pensato di "tenerla in caldo" per una data più "appropriata".
Parliamo infatti dei cimiteri del futuro.
In un paese della ex Germania Est, le autorità hanno promosso un concorso internazionale tra architetti e 'ngigneri di fama mondiale per costruire un nuovo cimitero.
Fin qui niente di strano, se non fosse per il fatto che questo cimitero avrà una forma tutta particolare: sarà a piramide.
Che c'è di nuovo? direte voi, vistu chi già 'u ficiru l'egiziani un paio -e cchiù- di millenni fa.
Pur se l'idea non è nuova, la novità in effetti c'è: le antiche piramidi egiziane hanno ospitato solo il faraone, mentre nella futura piramide tedesca (iata la bellezza di 500 metri, praticamenti finu a' Mulìa), troveranno posto ben 5.000.000 di morticeddhi (solo già ridotti in... cenere e lapidi) e qualche centinaio (di vivi, però) s'è già prenotato, pagando. Cu' si vardau, si sarbau!
Al cimitero vero e proprio, verranno affiancati anche: alberghi, ristoranti, negozi, fiorai, uffici per le imprese funebri, chiese e, pi finiri, puru 'n aeroportu (ma sì, abbondiamo!)
Ma rassamu stari 'a Germania. Mi è vinuta una malapinzata: e se trasportassimo l'idea nel nostro piccolo paiseddho?
Dovete sapiri che nel cimitero scigghitano, non c'è cchiù postu mancu pi 'na spingula! Avogghia mi giriati tundu comu o' palorgiu: tutto esaurito!
La situazione ha raggiunto livelli critici e, se non si trova 'na soluzioni, non oso immaginare cosa potrà succedere in futuro.
Considerate che, nel cimitero attuale trovate queste situazioni: parecchie tombe di persone decedute alla fine dell'ottocento e i cui eredi sono oramai andati via da Scilla; concessioni cimiteriali risalenti pi ddaveru e' tempi ri canonici 'i lignu e che andrebbero tutte aggiornate a oggi e -se possibile- rese disponibili per nuove richieste; una grave disorganizzazione negli archivi (documenti e relative planimetrie), poiché fino a oggi per trovare una tomba anche di parenti o amici, avete due possibilità: firriare letteralmente a 'nduvina-'nduvinagghiu oppure affidarvi alla memoria storica del custode.
Secondo me, considerato che trovare altri spazi disponibili ove ubicare un nuovo cimitero, sembra essere un'impresa impossibile, non sarebbe male cominciare a pensare a un'idea simile a quella tedesca.
Ve l'immaginate 'na bella piramide, chiantata nto centru ru paisi e contornata da locali, ristoranti, alberghi, ecc.(rassamu stari l'arioportu)?
L'area a disposizione è abbastanza vasta, poiché l'attuale cimitero occupa una superficie di 10.580 mq. Inoltre, la possibilità di sviluppare la piramide in altezza -ben maggiore degli attuali due ripiani- consentirebbe di "ospitare" nel cimitero praticamenti tuttu 'u paisi e di inserire nello spazio che si risparmia, altre tipologie da destinare ad attività commerciali.
Inoltre, l'area (e tutto quello che ci andrebbe costruito sopra) è naturalmente di proprietà comunale, pirciò il Comune -che potrebbe trattenere per sè la sola area puramente cimiteriale- avrebbe a disposizione tali e tante possibilità di entrate (gestione diretta, concessione o vendita a privati), da poter risanare tutti i debiti attuali e...campari 'i rendita.
Infatti, se pensate che il posto già oggi viene a trovarsi in posizione centrale, che diventerà strategica una volta che sarà ultimato il nuovo svincolo autostradale (campa cavaddhu!), la nuova struttura potrebbe fungere (inteso non comu fungiu paratu addritta) da vera e propria attrattiva turistica, riqualificando nel contempo tutta la zona circostante.
In particolare, per coloro -comu a mia- chi calunu i Iaracari, non sarebbe male vedere 'na bella piramide, alberghi e ristoranti, invece di cipressi e "casciuni" letteralmente 'mpiccicati supr' o' muru 'i cinta.
Penso -con rispetto parlando- chi puru i nostri cari morti sarebbero più contenti.

Certo, tenendo presenti le opzioni possibili, la pinzata tedesca -opera di uno scrittore e di un economista, mica ddu' fissa!- non è poi da sottovalutare: avremmo a disposizione un cimitero e un'area intera davvero faraonici!


P.S.: Se casu mai qualche laureandu in architettura o qualche architettu o 'ngigneri già in attività dovesse leggere questo post, lo invito a pensarci.
Naturalmenti, se la cosa si farà, apoi spartimu.

19 ottobre 2007

VENDESI FARU RU CASTEDDHU

Fino a oggi ha lampiato ogni notte, ca luna, cu l'acqua e cu ventu, per segnalare ai naviganti passanti per le perigliose acque dello Stritto, la presenza della rocca scigghitana. Ma domani?
Quello che sembrava essere solo un discorso da piazza o da bar; quella che appariva essere una lontana ipotesi -o suggestiva idea, a sicunda di comu la si pensi- balenata nella mente di più di qualche scigghitano; quello che era uno dei temi più gettonati, sui quali si è disquisito per anni sutta all'arbiru ra scienza della nostra amata/odiata chiazza, bene tutto questo è divenuto realtà!
Sì, sì, non vi staiu cuntandu fissarii. 'U faru ru casteddhu sarà presto messo in vendita al miglior offerente.
Come riportato anche dalla stampa nazionale, proprio ieri l'Agenzia del Demanio ha presentato il primo censimento dell'intero patrimonio immobiliare dello Stato. Senza dilungarmi molto, invito coloro cher fossero interessati a consultare direttamente la pubblicazione.
Vi anticipo solo che tra tutti gli immobili censiti, in Calabria ve ne sono solo 7 e uno di essi è appunto 'u faru ru casteddhu, ivi compresi quindi gli attuali alloggi dei faristi e il cortile adiacente, dal quale si gode una vista senza pari.


Entro il 2008, il nostro faro -attualmente proprietà militare, quindi appartenente al Ministero della Difesa- passerà sotto la diretta gestione dell'Agenzia del Demanio, in quanto considerato bene non più utilizzabile a fini militari.
Ciò
significa che 'u faru, pur rimanendo di proprietà dello Stato, poiché Esso avi bisognu 'i picciuli, potrà essere dato in gestione (per mezzo di affitto o concessione che sia, pocu cangia), sia a enti pubblici che privati per una durata massima di 50 anni.
In parole povere, 'u faru ru casteddhu sarà considerato alla stregua di un'area demaniale qualsiasi (tipu 'a spiaggia ra Marina, per intenderci), solo che i tempi della concessione saranno più lunghi.
Lo scopo, naturalmente, è quello di non far fare a questa struttura la fine dello Scoglio d'Ulisse, che come tutti sapiti ha finito i suoi giorni qualche mese fa, seppellito con l'infamante seppur immeritata nomea di "ecomostro".

Sotto questo aspetto, niente da dire. E' inevitabile però porsi alcune domande:

- Memori del fatto che, storicamente, in questa rocca hanno trovato riparo arabi, turchi, normanni, spagnoli, francisi e via di seguito, qualche anno addietro parte dei locali del castello sono stati "riservati" all'Università Mediterranea e, dopo una lunga diatriba sono divenuti sede del progetto CERERE (Centro Regionale per il Recupero dei centri storici calabresi, Scilla esclusu, almeno finora), tanto che la foto del nostro castello fa bella mostra di sè nel banner del sito internet del Centro. Quale altro "parenti ra zzita" faremo trasiri?

- Considerato che non credo il Comune abbia la possibilità di assumere impegni economici che dovrebbero essere di una certa rilevanza, accollandosi quindi l'onere di una concessione demaniale di così lunga durata, non sarebbe comunque opportuno trovare il modo di controllare che le strutture non vengano consegnate nte mani ru primu chi passa?

C'è tutto il tempo per pensarci come si deve. Da parte mia, invito chiunque avesse un'idea valida e soprattutto realizzabile a proporla direttamente sia tramite i commenti a questo post oppure per e-mail cliccando sul link a lato "Senti Nonnu..." o naturalmente utilizzando il forum del nostro sito.
Potremmo raccogliere quindi le idee degli scigghitani e proporle all'amministrazione al momento opportuno.

17 ottobre 2007

TESTE DI...MADDU!

E poi parlano di impatto ambientale, di autorizzazioni paesaggistiche, di salvaguardia dell'ambiente.....ma pi favuri, finimula!

Guardate cosa sta succedendo nei nostri valloni!!!

E' una cosa davvero incredibile. Camionati di terra smuvuta a causa dei lavori di rinnovo dell'autostrada, viene scaricata vaddhuni vaddhuni tra Scilla e Favazzina, in barba a qualsiasi legge dello stato italiano, di cui ancora -almeno credo- facciamo parte.
L'orografia della nostra costa, dell'intera Costa Viola è caratterizzata dalla presenza di valloni lunghi e stretti che s'insinuano nelle colline, risalendo dal mare fino a quote di una certa importanza (dell'ordine di diverse centinaia di metri).
Ostruire letteralmente questi bacini, con lo scarico di materiale di diverso tipo, significa preparare il terreno per le prossime frane!
E' ancora fresca nella memoria degli scigghitani cosa si è verificato solo qualche anno fa nel vallone dell'Oliveto, dove, solo per una questione di poche ore non si è registrato un evento terribile tipo Soverato.
Cosa abbiamo imparato da quello che è accaduto? A quanto pare, proprio niente!
Non voglio fare facili allarmismi, ma secondo me, è giusto segnalare una situazione che, specie con l'approssimarsi della stagione invernale, rappresenta un potenziale pericolo da non sottovalutare.
So per certo che già l'Ufficio Tecnico comunale ha doverosamente ed immediatamente segnalato il fatto alle autorità competenti, affinché vengano presi subito i provvedimenti necessari.
Prendendo ad esempio la fiumara di Favazzina, dalle foto, facendo un confronto con quelle scattate nel mese di agosto (riportate nella colonna centrale), è possibile notare come il letto del torrente, già dopo le prime pioggerelle, sia stato invaso da materiale terroso di vario genere, trasoportato subito a valle, fino a finire direttamente in mare sotto forma di fango, detto volgarmente maddu.
Mi chiedo: quali teste di... maddu dobbiamo ringraziare per questo?

12 ottobre 2007

VIA SINURIA: COMU FINIU?

Prima che lo diciate voi, lo dico io: tornu a coppi!
Ricordate la questione Via Sinuria? Comu finìu?
L'ultimo aggiornamento è di fine agosto (come potete leggere sulla homepage del malasito), poi, più nulla.
Per coloro che avessero la memoria corta, ricordiamo in breve (versione Bignami) aundi aiumu ristatu.

Visto il malorinescito del rivestimento -oltre che dei lavori in generale, rimasti monchi- della quistione era stato interessato direttamente il Ministero, il quale aveva delegato la Soprintendenza calabra di verificare la vicenda e capire il perché di questa orribile bruttura.
Ad agosto, si viene a sapere che la bruttura -almeno per la parte relativa al rivestimento in pietra "albina"-è frutto di lavori abusivi, realizzati in maniera non conforme al progetto approvato. La Soprintendenza, invitava quindi la Provincia a provvedere al rifacimento del rivestimento, utilizzando i materiali regolarmente approvati come da progetto.
Dopo questa comunicazione, non si è saputo più nulla.
Va bonu che domenica si vota per la nascita di un nuovo (?) partito e che quindi dal punto di vista politico figurativi se alla Provincia pensunu o' muru ra Sinuria, però, visto che da lunedi prossimo "sarà un altro giorno", è bene che chi debba provvedere si adoperi al più presto.
Lo stesso invito mi sento di rivolgere a quanti si sono interessati del problema, perché non si sprechi quanto di buono fatto finora.

Non lasciamo che tutto cada nel dimenticatoio!

Per quanto mi riguarda, non mi spirdìa e non mi sperdu, pirchì, vu ricu francamenti, non viru l'ura mi sdurrupunu ddhu schifu! (scusati, ma non mi veni 'n'atra parola).



05 ottobre 2007

BOLLETTE TA.R.S.U: IL COMUNE FA MEA CULPA

Ecco la prova che conferma quanto detto nel post precedente: le richieste avanzate dal Comune (tramite il servizio di riscossione della SESAM), relative a somme dovute quali sanzioni per omessa denuncia per il pagamento della TA.R.S.U., sono illegittime.

A fornirla, è il Comune stesso, e lo scrive chiaramente in un apposito modellino, dove si legge: "VISTO che il contribuente ha prodotto la documentazione comprovante la mancanza di elementi che legittimano l'emissione del provvedimento..." MAH!

Dal 2 ottobre, recandosi presso gli uffici di Via Roma è possibile dunque -almeno credo nella maggior parte dei casi- chiudere una vicenda che ha sollevato davvero un vespaio di polemiche, proprio per le modalità con cui si è dipanata nel corso di quasi quattro mesi (le
prime avvisaglie si erano avute a giugno, con l'invio dei primi "papelli").

Questo semplice modellino dovrebbe quindi calmare i "bollenti spiriti" degli scigghitani, sviluppando il loro lato più "caritatevole", come messo in evidenza nel post precedente.

Ma ora che c'è stata "l'ammissione di colpa", colgo l'occasione - e sennò che malanova di sito saremmo?- per ricordare a quelli più "'nduruti", che numerosi sono gli "orrori" che saltano all'occhio anche a chi non è proprio esperto di questioni tributarie (come, ad esempio, il sottoscritto), meritevoli di un bel ricorso (al Comune faranno già gli scongiuri).
A voi la scelta.

03 ottobre 2007

BOLLETTE TA.R.S.U: SCIGGHITANI, ABBIATE PIETA'!

L'avviso che vedete sopra, da ieri fa bella mostra di sè all'albo pretorio del Comune e continuerà a farlo fino a giorno 16 c.m.
Stranamente (?) però, in giro (almeno fino al momento),
non si sono visti manifesti che informino la popolazione, appirciò ho pinzato di pubblicarlo, cusì almeno qualche scigghitano di buon cuore potrà accogliere il dispirato appello del nostro beneamato Comunello.
E sì, pirchì a mia -ma forsi sugnu ieu chi vogghiu capisciri cusì- pari chi chistu sia una manera malamenti mascherata di 'mmucciari la circustanza chi
'u Cumuni sa di aviri tortu nella spiacevuli vicenna della volgarmente detta "tassa ra spazzatura".
Si rindiru cuntu chi la cittadinanza è a dir pocu maldisposta a pavari puru chiddhu chi non ci ttocca.
Si rindiru cuntu chi non sarà certu in gradu di avirla vinta davanti a qualsiasi cummissioni tributaria o tribunali amministrativu della Repubblica italica.
Si rindiru cuntu chi, cuntinuandu i 'stu passu, non sulu non pigghia 'n centesimu i tassa ma -'na vota pirduta la causa (pirchì la perdirebbi di sicuru)- ndavissi a sborsari 'n saccu e 'na sporta pi pavari spisi legali di giudiziu e onorari 'ill'abbucati (i 'mari! saranno a dir poco contrariati).
Si rindiru cuntu insomma che se portato in giudizio, il Comunello prenderebbe una solenne bastonatura. Ma, (come direbbe l'indimenticabile Totò), cusì com'è cumbinatu, esso non è in condizione di sopportare una solenne bastonatura!
Fu cusì chi pigghiati da lu schiantu, ora cercunu mi ndi pigghiunu cu bonu e parlano di "imprecisioni" effettivamente riscontrate. Ma quali imprecisioni!?
Se poco poco uno si addentra nei meandri della giurisprudenza tributaria, si rende conto che ci sono tante di quelle imprecisioni/inesattezze/errori procedurali, formali e sostanziali, da far salire il sangue alla testa anche al più navigato giudice tributario.
Non sto qui a dirvi quali e soprattutto quanti sono, non ci sarebbe abbastanza spazio e, sicuramente, finirei con l'annoiarvi e farvi 'mbilinari 'u ficutu oltre ogni misura.
Ci "
invitano" dunque "a desistere" (scrittu in grassettu, cusì 'u leggiunu puru l'orbi), a non intentare cause, per evitare dispendio di tempo (a 'nvacanti, per l'avvocato del Comune) e di risorse, di cui il Comune al momento è ampiamente sprovvisto, considerata la situazione economica da...temperature polari!
In cambio ru 'randi "favuri" per la grazia ricevuta dai cittadini, il Comune farà annullare o modificare gli "avvisi di accertamento" (non sono tali. Leggasi, più correttamente, atti di irrogazione di sanzioni). Come dire: scusati, sbagghiammu, sì, però, 'ggiustamundi ntra nui.
Preso atto di cotanto accorato appello....ehm....vuliva diri avviso, speru sulu che, pigghiati da cristiana cumpassioni, ricurdandusi delle sacre scritture e di quantu importanti siano la pietà e la carità, gli scigghitani (cristiani o no, credenti o no), pur avendu ragione da vindiri, alla fini si cunvincano e vadano a bussari alla porta dell'ufficio ragioneria.