02 maggio 2011

PI CU’ VOLI IARI O’ LUTTU NTI OSAMA

 

AUND’ERA OSAMA BIN LADEN? NON SI TRUVAU PI QUASI 10 ANNI, TANTO CHE MOLTI CREDEVANO SI FOSSE RIFUGIATO NELL’ARUCAZZSTAN.

INVECE, IERI, 1 MAGGIO 2011, ‘U TRUVARU! ERA IN UNA NOTA LOCALITA’ TURISTICA DEL PAKISTAN, A ABBOTTABAD, CHE TRADOTTO IN ITALIANO SIGNIFICA: AH, BOTTA I SANGU!

SCIGGHITANI, VUI CHI NISCITI SULU PI IARI O’ LUTTU O E’ FUNERALI, VULITI IARI O’ LUTTU I OSAMA PURU VUI?

SUNNU SULU 8.105 KM DI STRATA E CI SI ‘MPIEGA 4 GIORNI E 4 URI.

CORAGGIU, FACITIVI A BALIGGIA, E NON VI SPIRDITI ‘N PACCU ‘I ZUCCURU E ‘NA BUTTIGGHIA I MARSALA ‘TOMBOLINI’.

‘A STRATA? VA RICU IEU:

image

Indicazioni stradali per Osama bin Laden's Compound, Abbottabad, Pakistan

Il percorso prevede il trasporto auto in traghetto. - altre informazioni »

Il percorso prevede il pagamento di pedaggi. - altre informazioni »

Scilla RC

1. Procedi in direzione sud su Piazza San Rocco

25 m

2. Continua su Via Umberto I

250 m

3. Svolta a sinistra e imbocca Via Matteotti

400 m

4. Svolta leggermente a destra verso A3

290 m

5. Mantieni la sinistra al bivio, segui le indicazioni per Salerno ed entra in A3

203 km

6. Prendi l'uscita Tarsia Nord verso Contrada Le Caselle/SS283

650 m

7. Mantieni la destra al bivio, segui le indicazioni per Taranto/Crotone ed entra in Contrada Le Caselle/SS283

Continua a seguire la SS283

13,8 km

8. Mantieni la destra al bivio, segui le indicazioni per Sibari/Taranto/Corigliano/Cassano ed entra in SS534

14,9 km

9. Svolta a sinistra e imbocca SS106radd

2,3 km

10. Continua su SS106

124 km

11. Entra nella E90/SS7 attraverso lo svincolo per Grottaglie/Brindisi

65,6 km

12. Svolta leggermente a destra e imbocca Viale Caduti di Via Fani

800 m

13. Continua su Viale Palmiro Togliatti

750 m

14. Continua su Viale Aldo Moro

950 m

15. Svolta a destra e imbocca Via Martiri delle Ardeatine

1,1 km

16. Prendi lo svincolo per Via Provinciale per Lecce

240 m

17. Svolta a destra e imbocca Via Provinciale per Lecce

400 m

18. Svolta a destra e imbocca Viale Arno

750 m

19. Continua su Prolungamento Viale Arno

650 m

20. Alla rotonda, prendi la 1a uscita

600 m

21. Svolta a destra verso Viale Albert Einstein

240 m

22. Prendi la 1a a sinistra in corrispondenza di Viale Albert Einstein

500 m

23. Prendi la 2a a sinistra

450 m

24. Prendi il traghetto Igoumenitsa - Brindisi per Ηγουμενίτσα

254 km

25. Svolta leggermente a destra e imbocca A2/E55/E90

Continua a seguire la A2/E90

Strada a pedaggio parziale

285 km

26. Mantieni la sinistra al bivio, segui le indicazioni per ΘΕΣΣΑΛΟΝΙΚΗ/Thessaloniki/E75 ed entra in E75

Strada a pedaggio parziale

12,7 km

27. Continua su Thessalonikis-Malgaron/Θεσσαλονίκης-Μαλγάρων/E90 (indicazioni per ΘΕΣΣΑΛΟΝΙΚΗ/Thessaloniki)

Strada a pedaggio parziale

1,9 km

28. Continua su E75

9,0 km

29. Prendi l'uscita 21 per entrare in Egnatia Odos/Εγνατία Οδός/A2/E90 verso Καβάλα/Kavala/Σέρρες/Serres/Χαλκιδική/Chalkidiki

13,8 km

30. Prendi l'uscita 23 verso Kavala/Σέρρες/Serres

1,1 km

31. Entra in Egnatia Odos/Εγνατία Οδός/A2/E90

331 km

32. Continua su Tekirdağ İpsala Yolu/D110/E84

Continua a seguire la D110/E84

Attraversa 10 rotonde

124 km

33. Svolta a destra verso İstanbul Blv/D110/E84

6 m

34. Prendi la 1a a sinistra verso İstanbul Blv/D110/E84

250 m

35. Svolta a sinistra verso İstanbul Blv/D110/E84

5 m

36. Svolta a destra e imbocca İstanbul Blv/D110/E84

Continua a seguire la E84

Attraversa 2 rotonde

50,6 km

37. Mantieni la destra al bivio ed entra in E-80

Strada a pedaggio parziale

394 km

38. Continua su E89

Strada a pedaggio parziale

127 km

39. Continua su Ankara Çevre Yolu/O-20/E90

23,0 km

40. Prendi l'uscita verso Ankara Konya Yolu/D750/E90

1,4 km

41. Mantieni la destra al bivio ed entra in Ankara Konya Yolu/D750/E90

Continua a seguire la D750/E90

301 km

42. Svolta a sinistra per rimanere su D750/E90

28,8 km

43. Entra in Ulukışla Girişi-K6

450 m

44. Entra in E90

Strada a pedaggio parziale

383 km

45. Continua su O-52

Strada a pedaggio

5,3 km

46. Prendi l'uscita per Adana-Şanlıurfa Otoyolu/O-52

Strada a pedaggio parziale

2,8 km

47. Svolta a sinistra e imbocca E90

18,6 km

48. Prendi lo svincolo

750 m

49. Prosegui dritto

3,8 km

50. Prosegui dritto su Adana-Şanlıurfa Otoyolu Birecik Bağlantısı

1,0 km

51. Prendi lo svincolo per la Adana-Şanlıurfa Otoyolu/O-54

76,8 km

52. Prendi l'uscita

270 m

53. Prosegui dritto

550 m

54. Prendi lo svincolo per la Şanlıurfa Diyarbakır Yolu/D885/E99

7,7 km

55. Svolta leggermente a destra per rimanere su Şanlıurfa Diyarbakır Yolu/D885/E99

Continua a seguire la E99

Attraversa 9 rotonde

388 km

56. Svolta leggermente a destra e imbocca D300

Attraversa 1 rotonda

72,1 km

57. Svolta tutto a destra verso Bitlis-Van Yolu/D300

1,2 km

58. Svolta a destra e imbocca Bitlis-Van Yolu/D300

Attraversa 1 rotonda

38,2 km

59. Alla rotonda prendi la 1a uscita e imbocca Bitlis-Hakkari Yolu/D975

Continua a seguire la D975

Attraversa 1 rotonda

161 km

60. Svolta a sinistra e imbocca E90

73,9 km

61. Continua su Sero

35,4 km

62. Continua su Nazlou/جاده نازلو‎

12,3 km

63. Svolta a destra e imbocca Qods

2,6 km

64. Svolta a sinistra e imbocca Abozar

14,6 km

65. Continua su Strada 16

97,6 km

66. Continua su A82

1,4 km

67. Continua su Strada 16

2,4 km

68. Continua su A82

10,5 km

69. Continua su Strada 16

2,8 km

70. Alla rotonda, prendi la 2a uscita

300 m

71. Svolta leggermente a destra e imbocca A82

850 m

72. Prendi l'uscita

96 m

73. Mantieni la sinistra al bivio

500 m

74. Prosegui dritto

3,7 km

75. Prosegui dritto su A01

12,6 km

76. Svolta a destra e imbocca Strada 2

474 km

77. Continua su Karaj-Qazvin Hwy

99,7 km

78. Continua su Tehran-Karaj Hwy/اتوبان تهران-کرج‎

17,3 km

79. Svolta tutto a sinistra per rimanere su Tehran-Karaj Hwy/اتوبان تهران-کرج‎

1,8 km

80. Svolta a sinistra per rimanere su Tehran-Karaj Hwy/اتوبان تهران-کرج‎

11,0 km

81. Esci su Jenah Hwy/بزرگراه جناح‎

1,2 km

82. Prendi lo svincolo

230 m

83. Alla rotonda, prendi la 2a uscita

3,0 km

84. Prendi lo svincolo a sinistra

230 m

85. Svolta a sinistra

Attraversa 1 rotonda

3,0 km

86. Mantieni la destra al bivio

5,7 km

87. Prosegui dritto su Persian Gulf Hwy/بزرگراه خلیج فارس‎

14,9 km

88. Continua su Bozorgrah-e-Tehran-Qom

450 m

89. Continua su Persian Gulf Hwy

112 km

90. Svolta a sinistra verso قم - کاشان‎

10 m

91. Svolta a destra e imbocca قم - کاشان‎

1,2 km

92. Continua su Qom-Kashan Fwy/آزادراه قم-کاشان‎

23,2 km

93. Continua su Strada 7

65,9 km

94. Svolta leggermente a destra

1,0 km

95. Svolta tutto a sinistra verso بلوار علامه قطب راوند‎/بلوار علامه قطب راوندی‎

2,5 km

96. Alla rotonda prendi la 1a uscita e imbocca بلوار علامه قطب راوند‎/بلوار علامه قطب راوندی‎

6,6 km

97. Svolta a destra e imbocca بلوار دانشجو‎

450 m

98. Prendi la 1a a destra

260 m

99. Prendi la 1a a sinistra verso Boostan

500 m

100. Prendi la 3a a destra in corrispondenza di Boostan

1,4 km

101. Svolta a destra e imbocca میدان امام رضا‎

46 m

102. Continua su بلوار امام رضا‎

7,3 km

103. Continua su Qom-Kashan Fwy/آزادراه قم-کاشان‎

44,2 km

104. Continua su Isfehan-Kashan Fwy/آزادراه اصفهان-کاشان‎

9,0 km

105. Isfehan-Kashan Fwy/آزادراه اصفهان-کاشان‎ svolta a sinistra e diventa Strada 7

7,0 km

106. Continua su مسیر ورودی بادرود و ابیانه به اتوبان کاشان اصفهان‎

1,4 km

107. Continua su Strada 7

2,6 km

108. Continua su مسیر ورودی بادرود و ابیانه به اتوبان کاشان اصفهان‎

800 m

109. Continua su Strada 7

1,6 km

110. Svolta leggermente a sinistra

12,5 km

111. Prosegui dritto

850 m

112. Prosegui dritto su A80

101 km

113. Svolta leggermente a destra per rimanere su A80

32,0 km

114. Alla rotonda, prendi la 1a uscita

Attraversa 1 rotonda

4,2 km

115. Alla rotonda prendi la 1a uscita e imbocca A02

1,5 km

116. Svolta leggermente a destra per rimanere su A02

104 km

117. Alla rotonda, prendi la 3a uscita

2,0 km

118. Alla rotonda imbocca Shahid Beheshti

2,3 km

119. Alla rotonda prendi la 3a uscita e imbocca Beheshti/بلوار بهشتی‎

2,6 km

120. Alla rotonda prendi la 2a uscita e imbocca Modarres Blvd/بلوار مدرس‎

4,3 km

121. Alla rotonda, prendi la 2a uscita

1,0 km

122. Alla rotonda prendi la 2a uscita e imbocca Modarres Blvd/بلوار مدرس‎

850 m

123. Alla rotonda prendi la 2a uscita e imbocca A02

37,6 km

124. Svolta leggermente a destra verso 71 شمال‎/Strada 71

1,3 km

125. Prosegui dritto su 71 شمال‎/Strada 71

24,7 km

126. Prendi l'uscita a sinistra

290 m

127. Prosegui dritto

300 m

128. Alla rotonda prendi la 1a uscita e imbocca lo svincolo 71 جنوب‎/Strada 71

450 m

129. Svolta a destra e imbocca 71 جنوب‎/Strada 71

Continua a seguire la 71 جنوب‎

26,3 km

130. Continua su آیب الله کاشانی‎

5,1 km

131. Continua su A02

193 km

132. Svolta leggermente a destra

4,9 km

133. Svolta leggermente a sinistra

5,0 km

134. Svolta leggermente a destra verso A02

15,9 km

135. Prosegui dritto su A02

4,8 km

136. Mantieni la destra al bivio

6,3 km

137. Mantieni la destra al bivio

15,0 km

138. Svolta leggermente a destra per rimanere su A02

5,5 km

139. Prosegui dritto per rimanere su A02

61,1 km

140. Continua su صدوقی‎

550 m

141. Svolta a destra in کمربندی‎

2,4 km

142. Prosegui dritto su Imam Hwy/بزرگراه امام‎

1,0 km

143. Svolta leggermente a destra e imbocca Imam Khomeyni Hwy/بزرگراه امام خمینی‎

3,4 km

144. Prendi lo svincolo

300 m

145. Prosegui dritto

800 m

146. Prosegui dritto su شهاب‎

1,0 km

147. Alla rotonda, prendi la 1a uscita

26,2 km

148. Alla rotonda, prendi la 1a uscita

6,9 km

149. Prosegui dritto su A 02

17,4 km

150. Svolta leggermente a sinistra verso A 02

260 m

151. Svolta tutto a destra e imbocca A 02

Attraversa 2 rotonde

171 km

152. Svolta a destra e imbocca Strada 93

312 km

153. Svolta leggermente a destra per rimanere su Strada 93

140 m

154. Alla rotonda, prendi la 1a uscita

400 m

155. Svolta leggermente a destra verso Strada 93

1,2 km

156. Svolta a destra verso Strada 93

Attraversa 1 rotonda

280 m

157. Alla rotonda prendi la 3a uscita e imbocca Strada 93

Attraversa 1 rotonda

3,2 km

158. Alla rotonda prendi la 1a uscita e imbocca Strada 95

188 km

159. Svolta a sinistra

Attraversa 1 rotonda

31,4 km

160. Prosegui dritto

3,0 km

161. Svolta leggermente a destra e imbocca Kurumb Bazaar

1,3 km

162. Continua su Kurumb Rd

9,3 km

163. Continua su Saiyid Chah Rd

9,3 km

164. Svolta a destra e imbocca Main Road

4,1 km

165. Continua su Gawak Bazaar

2,1 km

166. Continua su Mand - Turbat Rd

42,3 km

167. Svolta leggermente a sinistra per rimanere su Mand - Turbat Rd

74 m

168. Continua su Turbat Rd/تربت روڈ‎

1,2 km

169. Continua su Nihing Bridge

350 m

170. Continua su Zubeda Jalal Road

20,8 km

171. Continua su Mand Rd/منڈ روڈ‎

24,8 km

172. Svolta a sinistra e imbocca Ratodero - Gwadar Motorway

101 km

173. Svolta leggermente a sinistra e imbocca N85

190 m

174. Continua su Panjgur Road/پنجگور روڈ‎

75,2 km

175. Continua su Hoshab Road/ھوشاب روڈ‎/N-85

Continua a seguire la N-85

58,1 km

176. Mantieni la destra al bivio

Continua a seguire la N-85

61,3 km

177. Continua su Panjgur Road/پنجگور روڈ‎

40,8 km

178. Continua su N-85

123 km

179. Continua su Zayaki Jangal Bypass

2,7 km

180. Continua su N-85

85,5 km

181. Svolta a destra e imbocca سراب روڈ‎/N-85

2,4 km

182. Mantieni la sinistra al bivio

54 m

183. Svolta leggermente a sinistra e imbocca Regional Cooperation for Development Hwy

195 km

184. Svolta a sinistra per rimanere su Regional Cooperation for Development Hwy

Attraversa 1 rotonda

22,9 km

185. Continua su RCD Highway/آر سی ڈی ہائی وے‎

14,9 km

186. Svolta a destra e imbocca N-50

306 km

187. Svolta a destra per rimanere su N-50

110 m

188. Prendi la 1a a sinistra per rimanere su N-50

Attraversa 1 rotonda

210 km

189. Svolta leggermente a destra e imbocca DIK Circular Rd

260 m

190. Continua su Indus Hwy/انڈس ہائی وے‎/N-55

Continua a seguire la انڈس ہائی وے‎/N-55

295 km

191. Alla rotonda prendi la 2a uscita e imbocca lo svincolo Ring Rd

400 m

192. Entra in Ring Rd

Attraversa 1 rotonda

8,1 km

193. Svolta leggermente a sinistra e imbocca Islamabad-Peshawar Motorway/M-1

116 km

194. Prendi l'uscita verso G.T. Rd

750 m

195. Mantieni la destra al bivio ed entra in G.T. Rd

4,5 km

196. Svolta a sinistra e imbocca Karakoram Hwy

33,6 km

197. Svolta a sinistra verso Karakoram Hwy

120 m

198. Svolta a sinistra in Shakarshah Rd

350 m

199. Svolta a destra e imbocca Karakoram Hwy

5,0 km

200. Svolta leggermente a destra per rimanere su Karakoram Hwy

1,0 km

201. Svolta a sinistra per rimanere su Karakoram Hwy

30,4 km

202. Svolta a destra e imbocca Jinnah Rd

26 m

203. Alla rotonda prendi la 2a uscita e imbocca Kunj Rd

350 m

204. Svolta a sinistra verso Hospital Rd

200 m

205. Svolta a destra e imbocca Hospital Rd

90 m

206. Prendi la 1a a sinistra

160 m

207. Prendi la 1a a destra

La tua destinazione è sulla destra

58 m

Osama bin Laden's Compound

Abbottabad, Pakistan

image

‘RRIVASTU! AH, BOTTA I SANGU MI HAVI!

24 aprile 2011

NOTTI ‘I PASCA

 

cero

Chista è la notti ch’è la cchiù scura,

chi ru niru cchiù niru amprima si tingi,

ddha petra ‘i sepurcu è pisanti, è dura,

è mortu ‘u Signuri e ‘u cori ti stringi.

 

Chista è la notti chi ritorna alla menti

com’ ‘a vita, ‘u mundu, tuttu è iniziatu:

ru scuru alla luci si passau nta nenti,

nta la piccula fiamma d’un focu ddhumatu.

 

Chista è la notti chi con emozioni,

liggendu li setti sacri scritturi,

si ricorda l’omu la so’ creazioni

e l’impegnu pigghiatu cu nostru Signuri.

 

Chista è la notti ch’ ‘u Signuri rissi

chi d’ogni curpa nui sim’ libirati,

si rinnova ‘u battiscimu, li nostri prumissi,

biniritta esti l’acqua chi lava i piccati.

 

Chista è la notti chi schiarisci, chianu,

‘chì Cristu, murendu, la morti ha sconfittu.

E’ la notti chi signa p’ogni cristianu,

pi la so’ vita un novu tragittu.

 

Nta chista notti, oh Cristu, mortu,

la nostra fedi, fa sì chi rinasca.

In cielu è andatu, in gloria risortu,

passata è la notti di la Santa Pasca.

09 aprile 2011

MA PIRDIMMU I CIRIVEDDHI? -PARTE III

image Torniamo a parlare del caso dei “cervelli in fuga” calabresi, pubblicando il testo del comunicato stampa emesso dagli ex stagisti della Regione Calabria, con gli aggiornamenti sulla loro situazione.

E' una situazione paradossale, che solo la Regione Calabria poteva essere in grado di creare.

Dal contenuto del comunicato emergono infatti aspetti formali che demoliscono la millenaria storia del diritto italiano e che, a parere di scrive, costituiscano dei validi motivi per far modificare la norma attualmente in vigore, il cui unico scopo è quello di non dare certezze.

Si registra infatti il primo caso al mondo in cui avvisi pubblici assurgono all'inedito ruolo di 'fonte normativa', superando il contenuto di una legge regionale!

Nella stessa legge regionale, non poche perplessità suscita la previsione della copertura finanziaria: a fronte di 350 giovani -per i quali, secondo la norma, dovrebbero essere reperiti € 3.500.000- la Regione stanzia un totale di fondi di € 550.000, utili a coprire la spesa per soli 55 ex stagisti.

Per l'esercizio finanziario 2011, la perla: la Giunta regionale quantificherà le risorse occorrenti in base alla manifestazione di interesse presentata dai soggetti pubblici interessati.

Praticamente, è come se la Regione attendesse le prenotazioni per noleggiare uno o più autobus, sui quali al momento non si sa quanti dei restanti 295 potranno salire.

Agli altri non resterebbe che...scappare a piedi!

 

Il testo del comunicato:

E’ sempre il caso dei partecipanti al Programma Stages 2008/2010 della Regione Calabria a tenere banco. Noi poveri sventurati attendiamo dal 20/10/2010, data in cui è scaduto il nostro “pseudo” contratto con la Regione, la possibilità di rientrare a lavorare negli Enti dove ci siamo distinti per merito come dimostrano le innumerevoli lettere indirizzate dagli amministratori locali ai Presidenti di Giunta e Consiglio Regionale.Cosa impedisce di fatto questo idillio? 

Il meccanismo assolutamente sconnesso, arcano e distruttivo che la Regione ha messo in atto. Già perché a più riprese la Regione, nella persona del Presidente della Giunta, del Consiglio, ed ogni singolo Consigliere hanno declamato a gran voce che noi giovani plurititolati siamo una risorsa da trattenere gelosamente, indispensabili, bravissimi e bellissimi. E la cosa è dimostrata anche dal fatto che hanno tutti votato all’unanimità la legge regionale n. 32/2010, legge che cita testualmente “Al fine di non disperdere il patrimonio di conoscenza già acquisito dai giovani impegnati nel "Programma Stages" (…) la Regione assicura l'erogazione di un contributo annuo di euro 10.000,00 a favore di soggetti pubblici, che si impegnano a stipulare, con ogni stagista, che abbia concluso con esito positivo tutte le attività di formazione previste dal Regolamento (…) tipologie contrattuali previste dalla normativa vigente per una durata non inferiore ai 12 mesi di lavoro”.

Peccato però che i fatti siano ben diversi. Intanto perché la legge è stata accompagnata da un avviso pubblico rivolto agli enti che assolutamente contraddice il contenuto della stessa: prevede una graduatoria che finanzia solo 55 stagisti (siamo circa 350). La priorità viene data a quei soggetti pubblici che s’impegnano a stipulare contratti full time o superiori ai 12 mesi. Ma questa novità non era assolutamente prevista nella legge. Accade questo perché la regione Calabria ha stanziato nel suo bilancio solo 550.000 euro per questa iniziativa, mentre la famosa legge,come già detto prima, prevede il finanziamento di ogni stagista per cui pervenga domanda di contrattualizzazione. Che fine faranno gli altri stagisti che “loro malgrado” non rientreranno nei primi 55 posti di graduatoria? Saranno solo sfortunati e colpevoli di trovarsi in Enti impossibilitati da dissesti o normative nazionali (legge Brunetta) ad aggiungere soldi per i loro contratti. Da mesi ormai continuiamo a rivendicare l’attuazione della legge e riceviamo continue rassicurazioni verbali (verba volant, scripta manent!!) sul fatto che nessuno resterà fuori. Ma affinché questo accada realmente è necessario che la Regione si impegni a realizzare una integrazione in bilancio delle somme necessarie. Integrazione che ci viene promessa da chicchessia ma solo a parole e per metterci a tacere in un angolo. E’ ormai palese che i Signori della politica Calabrese ci stanno solo prendendo in giro, lasciandoci “a spasso” ormai già da sei mesi e senza prospettive ravvicinate all’orizzonte. Soprattutto fuggono dalle loro responsabilità, perché scriviamo articoli, chiediamo incontri, e nessuno riesce a darci delle risposte concrete, forse perché troppo impegnati con il Governatore Scopelliti ad organizzare “specchietti per allodole” come i meeting per parlare delle problematiche giovanili tralasciando però il piccolo dettaglio della porta sbattuta in faccia ai giovani autoctoni più titolati. Ad esempio, sempre nella famosa legge 32/2010 c’è l’articolo 7 che cita testualmente “Alla copertura finanziaria, stimata per l'esercizio finanziario 2010 in euro 200.000,00, in ordine alla stipula dei contratti di cui al comma 1, si provvede con le risorse allocate all'UPB 4.3.02.02 dello stato di previsione della spesa del bilancio medesimo. Per l'esercizio finanziario relativo all'anno 2011 la Giunta regionale quantificherà le risorse occorrenti in base alla manifestazione di interesse presentata dai soggetti pubblici interessati.". [??????-n.d.r.]

Bene, perché qualche politico non ci spiega come mai hanno stanziato 200 mila euro per l’anno 2010 quando era assolutamente impossibile per gli enti contrattualizzarci dal momento che ancora non era neanche uscito l’avviso pubblico con relativo elenco ufficiale dei soggetti in regola con le attività del Programma Stages (elenco pubblicato sul Burc a fine febbraio 2011). 

E soprattutto, che fine hanno fatto questi soldi?E poi ancora, l’articolo 6 della succitata legge recita “La Regione si impegna, altresì, ad incentivare, da parte di soggetti pubblici e privati nei confronti degli stagisti, la realizzazione, di percorsi integrati (anche individuali) di orientamento, di alta formazione e di inserimento occupazionale, con risorse provenienti dai fondi comunitari strutturali”.Sono trascorsi sei mesi dalla legge e di questi “percorsi” non esiste traccia. In sintesi, c’è una legge disattesa, una legge che rappresenta una seria opportunità per noi giovani, vogliamo capire perché ad oggi è solo carta straccia ed ESIGIAMO delle risposte concrete. 

Basta prese per i fondelli, siamo stanchi e stufi di confrontarci con questa politica aleatoria ed inutile.

GRAZIE.

Comitato Programma Stages 2008/2010

[testo ripreso da http://generazionep.ilcannocchiale.it/]

06 aprile 2011

FANTAPOLITICA

 

317925 Constatato che non vi sono i numeri previsti per l'elezione a Presidente della Repubblica poiché non vi sono fondi a sufficienza per "reclutare" altri parlamentari, l'alternativa per arrivare ad avere un potere ancora maggiore è una sola:ripercorrere la strada tracciata nel ventennio tra le due guerre.

Si deposita –o meglio si fa depositare- un "disegnino di legge", quasi innocuo, inosservato;

si vende fumo e barzellette in pubblico, indossando casualmente una camicia nera e...

(alla prossima puntata)

[commento a “Un partito chiamato fascista” –di M. Gramellini]

03 aprile 2011

FRASI DA DIMENTICARE

 

"Certe frasi sputate in un momento di irritazione non vengono dal nulla. Incubano, magari per anni, in una palude di pensieri facili e brutti." [M. Gramellini]

Il bravo giornalista de “La Stampa” si riferiva al «Fate stare zitta quella handicappata del czz» rivolto con estrema gentilezza verso una parlamentare disabile che, non potendo utilizzare le mani,  applaudiva tramite terzi.

La frase di cui sopra fa comunque il paio con l’oramai arcinoto "foera di ball!" pronunciato da Bossi.

Gli son capitati davanti i migranti di Lampedusa e il cortese invito sembrava essere rivolto a loro.

In realtà, come nota argutamente da fine psicologo Gramellini, l’esternazione ha rivelato il pensiero profondo del capobanda leghista riguardo alla vera finalità -nelle sue intenzioni- del federalismo.

Che dire, sono Parole, suoni, voci, che pungono veloci –come cantava tempo fa Daniele Silvestri- ma che fannu smoviri nu pocu i nerbatura.

Da calafricano, educatamente ringrazio del pensiero e sentitamente ricambio. In calabrisi però!

28 marzo 2011

CLANDESTINO? NO, PRECARIO.

 

Lampedusa 1 L’altra sera conversavo con due amici, uno dei quali vive fuori Scilla ed era tornato al paesello giusto per qualche ora.

E’ uno dei tanti giovani che vive sulla propria pelle la non-colpa di appartenere alla cosiddetta “generazione 1000 Euro” (la metà e più dei quali quasi non basta per pagare affitto e bollette), pur avendo un lavoro per il quale ha doverosamente studiato, che, per giunta, gli piace e per il quale ha deciso, suo malgrado, di mullari barca e rizza scigghitani e trasferirsi da un’altra parte.

A un certo punto il discorso si sposta su un altro amico, pure lui scigghitanu, pure lui emigrato al Nord, pure lui appartenente alla stessa generazioni..

Mi raccontavano delle sue difficoltà iniziali con l’ambiente alt italiano. Difficoltà legate non certo al suo carattere, bensì al colorito della sua carnagione, diciamo così non propriamente…settentrionale.

Sono state e sono ancora oggi parecchie le volte in cui, per il suo aspetto, il nostro viene scambiato per maghrebino o africano del sub-Sahara, dipende dalla luminosità della giornata, che riverbera il colore della sua pelle.

E, con la solita carica di umorismo che caratterizza noi meridionali, il nostro mica s’offendi, come avrebbe fatto un Calderoli o un Castelli qualsiasi? Tutt’altro.

Invece di arrabbiarsi, il nostro gli ride in faccia, tipu Eddie Murphy, facendo risaltare ancora di più il contrasto tra il colore degli occhi e del viso e quello dei suoi denti.

Non sulu. Comincia a parlare in uno slang particolare, un misto di calabro-italico con accento finto arabo che ottiene come risultato quello di confermare alle annebbiate menti nordiche le loro errate certezze.

Friscu friscu di questa salubre e simpatica riscurruta, torno a casa e al tiligiornali sentu ‘na notizia: per limitare il fenomino degli sbarchi a Lampedusa, il ministro Frattini ha proposto di elargire «1.500-1700 euro [facimu 1600 e non si ndi parra cchiù? Aggiudicato!–ndr] per ogni immigrato che accetterà di tornare a casa e sarà aiutato a crearsi un’attività in modo che poi non abbia più la necessità di andare via».

Eh bravu o’ ministru! Bella idea!

M’ha fattu viniri in menti ‘na bella pinsata, che potrà tornare utile ai due amici di cui sopra e a molti altri che si trovano nelle loro stesse condizioni.

Vista la brillante proposta ministeriale, perché non approfittarne alla maniera…meridionale?

Basterebbe che questi miei due amici pigghiassero ‘na piccula barca a paleddhi, una di chiddhi mintuti a panza all’aria supr’ a spiaggia, e partissiru non per il Nord ma per il Sud.

Attraversassero lo Stritto di Missina e si dirigessero ddrittu ddrittu a Sud, passandu bastevolmente a Est dell’isola di Malta.

Dopu di che, basterebbe ancora poche miglia a Sud, cominciare ad avvicinarsi alla costa Est di Lampedusa, doppiare “Cala francese”, percorrere la costa Sud-Est parallelamente alla pista dell’arioportu isolano e approdare così, stanchi, morti e cunsumati al molo “Favaloro” di Lampedusa città.

Lampedusa 2

Qui, vuoi per la lunghezza della traversata, vuoi per l’aspetto malandatu ma soprattutto per i tratti somatici, i nostri non avrebbero difficoltà alcuna a mischiarsi alla moltitudine di poviri cristi africani che fuggono alla ricerca di un futuro, propria comu e’ scigghitani.

E me li vedo già lì, in fila, cu ‘na facci ‘i ‘mpigna da Oscar per la recitazioni, a riscuotere l’assegno dalle mani del ministro o di un suo delegato.

Bastano un paio di viaggi al mese, finché dura quest’emergenza, e “lavorando” di paleddha non più di 10 giorni, avrebbero praticamente assicurato più del triplo dell’attuale stipendio da precario.

Il panorama testé delineato, ovviamente è frutto dell’inconsapevole maloperato della mia muruddha. Dovrebbe essere impensabile, per una mente normodotata e per di più chiamata a confrontarsi con la realtà. Invece…

Non sarebbe infatti un bel giorno quello in cui a chi ti prende in giro perché considera il tuo lavoro un lavoro di serie B, con l’aggravante di farsi al contempo beffa di una buona parte dell’umanità, guardandoti in maniera compassionevole, ti chiede: “Clandestino?” E tu sarai costretto a rispondere: “No, precario.”

27 marzo 2011

A SCILLA UNA SCUOLA…FOTOVOLTAICA

Avete prisente la scuola media "G. Minasi", dai cui banchi, da più di 40 anni, son passati e passunu i figghioli scigghitani? Ebbene, la scola non ha ciaramiri (ovverosia tegole), ma la sua copertura è costituita da una soletta chiana, 'ncatramata il che, con la solita tecnologia che usiamo dalle nostre parti, significa: friddu si 'mbernu e caddu di 'stati.
Ebbene, in un futuro alquanto prossimo, il tretto della scuola non trasmetterà più né caddu né friddu ma energia!
Comu? Sfruttando tutta una serie di pannelli fotovoltaici.
Il progetto è stato approntato dall'ufficio tecnico comunale in collaborazione con i tecnici del programma "Stages 2008" della Regione Calabria ( vedi voce n. 10 dell’elenco) e prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico proprio sul tetto della scuola media scigghitana.
Ebbene, il progetto è stato ammesso in toto dalla Regione e sarà finanziato per un importo di € 97.577,82 su un investimento totale di € 121.635,60, usufruendo dei fondi POR-FESR 2007/2013.

La graduatoria -seppur provvisoria è stata approvata con Decreto n. 4519 dello scorso 1.4.2010 e il progetto presentato dal Comune di Scilla è al 276° posto su 377 presentati, dei quali solo 320 ritenuti ammissibili.

E' il primo passo verso la realizzazione di un progetto che non potrà che portare buoni frutti. L'auspicio è che i tempi burocratici e la successiva realizzazione tecnica dell'intervento non si protraggano oltre ogni limite dell'umana pacenzia.
Per chi vuole approfondire: http://www.regione.calabria.it/sviluppo/index.php?option=com_content&task=view&id=196&Itemid=41

18 marzo 2011

TO YOU

Versione ‘ngrisi di “A te” di Lorenzo Jovanotti (ma iddhu non sapi nenti)

The little birds like babies, curious and bold,
are peepin' out from the leafy branches,
oh, they are still numb with the winter's cold,
they're announcin' some good weather changes.

They welcome the sun with their joyful trill,
and they only stop just for sipping the dew,
they have been in their nest during winter's chill,
when the warmth of the rays was still out of view.

They're used to give us their own forewarn,
it is a good news the one they have to bring,
while the morning's taking the place of dawn,
oh, they are the first who can hail the spring.

I'm sure it's not, it's not for a case
if you're born in these days,
if you're born in these days.

Noble-minded girl, who with strong devotion,
each and every day  you follow your fate,
you give back the joy, you give good emotions,
you are  like the spring that's approachin' its date.

In the winter it's like you're in the haze of  steam,
takin' shape on the mirror when you take a shower.
Oh, it makes you blind and ev'rything's so grim
and you feel like lost, an engine without power.

You care the children like sailors when they are storm-tossed,
you the captain, so wise, at the helm in the booth
with your skills, it's sure, they cannot get lost,
you take them in safe, by pointing the route.

I'm sure it's not, it is not for a case
if you're born in these days,
if you're born in these days.

I'm sure it's not, it is not for a case
if you're born in these days,
if you're born in these days.

To the ones who are sailin' through the life in a stir,
you keep smiling and ready to answer their call,
as the sun in the spring, makes ev'rythin' so clear,
you clear up their way when they ride for a fall.

And so now, in this new awakening of the Nature,
we are hailing the spring, we're forgetting the cold,
now as good as bright they can see their future,
just in a few days, the flowers will unfold.

Noble-minded girl, who with strong devotion,
each and every day  you follow your fate,
you give back the joy, you give good emotions
you are like the spring that's approachin' its date.

And I'm sure it's not, it is not for a case
if you're born in these days,
if you're born in these days.
And I'm sure it's not, it is not for a case
if you're born in these days,
if you're born in these days.

17 marzo 2011

VIVA L’ITALIA!

 bandiera-italia

ATTO DI PROCLAMAZIONE DEL REGNO D'ITALIA

proclamazioneregnoditalia

VITTORIO EMANUELE II

Re di Sardegna, di Cipro, di Gerusalemme

ecc. ecc. ecc..

"Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue:

Articolo unico:

Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d'Italia.
Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Da Torino addì 17 marzo 1861"

Vittorio Emanuele II

[Immagini e testo da http://www.ideenuovebinago.com/]

16 marzo 2011

OSPEDALE SCILLESI D’AMERICA: FACCIAMO LUCE SUGLI OSCURI ‘MAMAO’

scillesi “La giunta comunale è sempre stata presente e segue con estrema attenzione le azioni che porteranno alla riconversione del nostro nosocomio, anche perché il Piano regionale sanitario, è bene chiarirlo, non ha mai contemplato la chiusura di Scilla” [da ‘Gazzetta del Sud’ del 11.03.2011]

Per Ciccone i problemi relativi allo “Scillesi d'America”, che si sta spogliando a poco a poco di tutte le sue funzioni, non sono causate dalla riconversione in corso ma da “forze oscure” che remano contro il mantenimento della struttura. La proposta venuta fuori nel corso dell'assise è quella di creare una commissione per organizzare una manifestazione popolare per chiedere con maggior forza la richiesta avanzata da “Futuro donna”, ovvero che l'ospedale sia salvo [da ‘Calabria Ora’ del 15.3.2011]

C'è in atto un terrorismo psicologico da fonti ancora a noi sconosciute che punta alla liquidazione preventiva dell'ospedale, non si sa per quali interessi [da ‘Il Quotidiano’ del 15.03.2011]

La chiusura del reparto di Chirurgia e poi di Medicina non dipende dalla riconversione dovuta al piano sanitario regionale, varato dalla giunta Scopelliti e imposta dal governo, bensì dall'Azienda sanitaria provinciale, nella persona del commissario Squillacioti, «che è stato impossibile incontrare nonostante i tanti tentativi». «Ciò che accade nell'ospedale – ha proseguito Ciccone – non è una conseguenza del Piano sanitario. La riduzione del personale medico e i pensionamenti stanno portano l'ospedale a un collasso interno. Il momento è difficile e l'iniziativa dei cittadini è utile tenendo conto che momentaneamente, non essendoci la conferenza dei sindaci, è la dottoressa Squillacioti a decidere». Il sindaco propone così una manifestazione popolare attraverso la convocazione di un consiglio comunale aperto esteso ai sindaci dei paesi del comprensorio, a cui invitare anche il governatore Scopelliti e i vertici dell'Asp. [da ‘Gazzetta del Sud del 15.03.2011]

Bene bene bene. A Scilla si torna a parrari ru ‘Spitali.

Grazie all’iniziativa di raccolta delle firme promossa dal gruppo di “Futuro donna”, dopo il Consiglio Comunale di ieri si riaccendono le luci sulla vicenda dello “Scillesi d’America”. Sono state luci rimaste spente un po’ troppo a lungo, tanto da far temere un black-out.

Rispetto alle affermazioni fatte ieri dal primo cittadino e nei giorni precedenti da qualche assessore, vorremmo mettere in evidenza alcune cose.

1. E’ vero, il Piano Sanitario Regionale ha sempre previsto la riconversione dell’ospedale. Prima a centro di ricerca specialistico, poi a casa della salute, vale a dire a struttura che, pur non dotata di reparti specialistici, dovrebbe essere in grado di assicurare un’assistenza dignitosa nei casi più comuni e meno ‘complicati’.

2. Se la Giunta Comunale ha sempre seguito la vicenda, beh, in pochi se ne sono accorti. Ancora meno l’ha seguita il Consiglio Comunale, se consideriamo che l’ultima assise cittadina dedicata al tema risale a parecchi mesi or sono e che l’unico atto ufficiale espresso di comune accordo dai nostri rappresentanti è stata una –e dico una- relazione, peraltro piuttosto stringata.

3. Acclarato che quanto sta succedendo non è da imputare alle previsioni di questo sciagurato P.S.R., stando a quanto riferito dal primo cittadino, vediamo come stanno le cose, spulciando direttamente nelle ‘carte’ dell’ASP.

Delibera del Commissario Straordinario ASP Reggio Calabria n° 16 del 10.8.2010:

1) in nome del contenimento delle spese in materia di impiego pubblico, i trattenimenti in servizio equivalgono a nuove assunzioni!

Art. 9 comma 31 D.L. 78/2010: Al fine di agevolare il processo di riduzione degli assetti organizzativi delle pubbliche amministrazioni, [dal 31.7.2010] i trattenimenti in servizio previsti dalle predette disposizioni possono essere disposti esclusivamente nell'ambito delle facolta' assunzionali consentite dalla legislazione vigente in base alle cessazioni del personale e con il rispetto delle relative procedure autorizzatorie; le risorse destinabili a nuove assunzioni in base alle predette cessazioni sono ridotte in misura pari all'importo del trattamento retributivo derivante dai trattenimenti in servizio.

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Risultato: appena  i dipendenti festeggiano i 65 anni, festeggiano anche il loro licenziamento!

Delibera del Commissario Straordinario ASP Reggio Calabria n° 17 del 10.8.2010: dirigenti e medici con un’anzianità contributiva di 40 anni, si ndannu a iari pa casa!

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[Delibera del Commissario Straordinario ASP Reggio Calabria n° 362 del 30.11.2010]: Scilla, già compresa nel distretto di Villa San Giovanni, entra a far parte del Distretto Reggio Calabria 1

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[Delibera del Commissario Straordinario ASP Reggio Calabria n° 363 del 30.11.2010]: 

1) I Dipartimenti vengono ridotti da 17 a 5!

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2) I compiti di queste strutture sono i seguenti:

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3) Per ogni Dipartimento, queste sono le strutture presso cui si svolge l’attività:

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Il quadro è chiaru.

Al fine di recuperare il debito spaventoso causato dalle folli spese sanitarie del passato, si sono mandati a casa coloro che avevano raggiunto i quaranta anni di contributi, con soli sei mesi di preavviso!

Secondo le delibere di fine 2010, presso lo “Scillesi d’America” dovrebbero rimanere attivi i reparti di: medicina, cardiorespirazione, gastroenterologia, cardiologia, chirurgia e l’unità d’emergenza, pronto soccorso compreso.

Inoltre, nel programma triennale delle opere pubbliche 2010/2012 –approvato con Delibera n. 873 del 31.12.2009, per l’Ospedale di Scilla vengono previsti i seguenti interventi:

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per una spesa complessiva prevista € 758.983,52 per il 2010. La ristrutturazione (con progetto esecutivo) e l’adeguamento (a livello di studio di fattibilità) erano previsti nel corso dello stesso anno.

Entro la fine del 2011, con progetto esecutivo, era previsto il completamento del centro disabili (il cui costo totale è di € 217.053,42),  con un’ulteriore spesa di € 151.937,39.

Dunque, per lo “Scillesi d’America” ci sono progetti esecutivi e spese previste per € 590.937.39!

Il problema è che, a causa delle superiori disposizioni legislative nazionali, nel settore della sanità pubblica non vengono previste assunzioni. In pratica: non ci sunnu medici!

La cosa strana, però è che con Delibera n. 371 del 1.12.2010  e successiva Delibera definitiva n. 191 del 15.2.2011, è stata approvata la graduatoria dei medici convenzionati per l’assistenza primaria negli ambiti territoriali carenti.

In pratica: è stato previsto l’impiego dei cosiddetti medici di base. Allura i medici nci sunnu!

Sulu che si preferisce (o dovremmo dire preferiscono) prestare la loro opera all’esterno delle strutture ospedaliere –presidi o case della salute che siano, come previsto peraltro nel P.S.R.?

E certu, quandu unu avi u raffridduri, preferisce andare nell’ambulatorio del medico di famiglia piuttosto che andare a trovare lo stesso medico –e magari qualche cura in più- o’ ‘spitali. Sarà ‘na questioni psicologica? O unu sana prima pi ddaveru?

Si parla di ‘forze oscure’ fautori di ‘terrorismo psicologico’.  Insomma, roba da veri… mamau!

Ma vo’ viriri chi, liggendu liggendu abbiamo fatto venire ‘alla luce le forze oscure’? Insomma, vo’ viriri chi scoprimmu cu è…. ‘u mamau?!?!

Desidereremmo tanto però, che sia Peppone Scopelliti che il Commissario Straordinario che ha firmato le Delibere di cui sopra, ci facessero cortesemente capire se hanno capito ciò che hanno scritto nei documenti ufficiali.

08 marzo 2011

A TIA, DONNA RU MUNDU

 

mimosa221 

Ancora lu 'mbernu par s'addumura,
'u suli nto friddu nu pocu ccattìa,
ma 'u cielu è chiaru, oi puru 'a Natura
da fimmina, oh donna fà festa cu tia.

Nto friddu chi tagghia, 'a facci ti pungi,
pi tia chi si' mamma, si' soru, o sposa,
com' o' suli di giallu nu raggiu ti giungi
ra Natura 'n omaggiu, lu fior di mimosa.

Cent'anni passaru, ‘i ddhu iornu luntanu
ma in virità ancor parunu pocu,
i chi si tingìu lu suol 'mericanu
di sangu di donna, di morti, di focu.

Però si' cchiù dura ru focu e ra morti,
la paura cumbatti e non a tutti piaci.
Sì, tu 'ddivintasti ancora cchiù forti
di cui mali ti fici, di cu' mali ti faci.

E a menz' a chisti, or puru nci stannu,
fimmini chi, p'iddhi l'ovu è rutundu
e chi mi fan sordi 'a strata chi sannu
è 'a 'ncurciatura cchiù vecchia ru mundu.

E c'è pur l'omu tintu, chi la testa perdi
e i mani ti iaza pigghianduti a bbuci.
Bestia, non omu, pirchì iddhu si sperdi
cu fu chi ru mundu nci iapriu la luci.

Ma tu donna, nta l'anni ndi facisti di strata,
'ncurciasti i distanzi e puru 'a faddetta.
Pu mundu camini oi tu a testa iata,
e u mundu, t'ammira, cchiù 'ssai ti rispetta.

Pirciò puru oggi, a cent'anni i distanza,
e chi sian altri centu nta l'anni futuri,
ricorda e fa' festa pi 'sta circustanza:
a tia, donna ru mundu, tanti auguri!

24 febbraio 2011

C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA…

La Little Italy di New York, più Little ogni anno

-di Sam Roberts (tratto dal New York Times del 21.2.2011)

Little Italy  Quello che segue è un ampio stralcio di un lungo articolo firmato da Sam Roberts che il New York Times ha dedicato a Little Italy, lo storico quartiere italiano di New York.

Tante cose sono cambiate, ma rimangono ancora forti negli Italo-Americani il richiamo alla tradizione e una grande forza, Una forza che viene dalle proprie radici, ancora profondamente italiane.

Nel 1950, quasi metà degli oltre 10,000 Newyorchesi che vivono nel cuore di Little Italy si identificavano come Italo-Americani. Le strade strette brulicavano di bambini e risuonavano di melodici scambi in italiano tra gli uno su cinque residenti nati in Italia e i loro vicini di seconda e terza generazione.

Dal 2000, il censimento ha riscontrato che la popolazione Italo-Americana era diminuita al 6 percento. Solo 44 erano native Italiani, rispetto ai 2.149 di mezzo secolo prima.

Un sondaggio censuario pubblicato a Dicembre ha determinato che la proporzione di Italo-Americani tra gli 8.600 residenti nella stessa area di Lower Manhattan si era ridotto a circa il 5 percento.

E, incredibilmente, il censimento non è riuscito a trovare un solo residente che fosse nato in Italia.

La Little Italy che una volta era il cuore della vita Italo-Americana nella città esiste in gran parte come un ricordo nostalgico o nelle menti dei turisti che ancora ne fanno un posto da dover visitare nel loro itinerario a New York.

Il vecchio Ravenite social club della famiglia criminale dei Gambino al 247 della Mulberry è ora una boutique di borse e calzature. Di recente nel 2005, Vincent Gigante, il boss settantasettenne della famiglia criminale dei Genovese, vagò per il quartiere in accappatoio e pantofole fingendo di avere una malattia mentale per evitare il processo. Il mese scorso, più di 100 presunti membri di famiglie malavitose sono stati incriminati per reati federali; nessuno viveva a Little Italy.

Lo scorso anno, il National Park Service ha designato il Distretto Storico di Chinatown e Little Italy senza alcuna distinzione geografica tra i quartieri. I due quartieri hanno cominciato a organizzare un Marco Polo Day e una sfilata di Natale l’Est incontra l’Ovest.

Presto il Comune cancellerà ulteriormente i confini.

Seguendo l’esempio di tre uffici locali della comunità, la Commissione per la Pianificazione della Città approverà a Marzo la creazione di un Distretto per l’Incremento del Commercio di Chinatown, che ingloberà quasi tutto quel paradiso che una volta … aveva la più grande concentrazione di immigrati Italiani degli Stati Uniti.

“Adesso è davvero tutta Chinatown,” dice John A. Zaccaro Sr.,titolare della società immobiliare Little Italy, fondata da suo padre nel 1935.

Anche la Festa di San Gennaro che ancora raccoglie folle gigantesche a Mulberry Street, potrà essere in formato ridotto su richiesta dei disturbati commercianti di Nord Little Italy.

Il numero di residenti di discendenza Italiana nel quartiere ha cominciato a diminuire a partire dagli anni ‘60, quando l’immigrazione dall’Italia rifluì e gli Italo-Americani si arricchirono e si trasferirono in altre parti della città e nei sobborghi.

“Quando gli Italiani hanno fatto soldi si sono trasferiti al Queens e in New Jersey, hanno venduto ai cinesi, che adesso stanno vendendo a Vietnamiti e Malesi,” dice Ernest Lepore, 46, che, con suo padre e sua madre, è proprietario di Ferrara, un caffè-pasticceria che la sua famiglia aprì 119 anni fa.

Ancora, circa 30 bambini Italo-Americani nati nel quartiere vengono battezzati ogni anno nella Chiesa del Più Prezioso Sangue in Baxter Street. E alcuni residenti si aggrappano a un quartiere che è ricco di storia e cultura.

Degli 8,600 residenti contati dal censimento dell’American Community Survey nel cuore di Little Italy nel 2009, quasi 4,400 erano nati all’estero. Di questi, l’89 percento è nato in Asia. Nel 2009, un immigrato Coreano ha vinto un concorso per tenori sponsorizzato dall’Associazione Commercianti di Little Italy. Quello stesso anno, un’immigrata Cinese, Margaret S. Chin, è stata eletta a rappresentare il distretto nel Consiglio Comunale.

La Sig.ra Chin ha giocato un ruolo chiave nel galvanizzare le diverse fazioni per creare il distretto per l’incremento del commercio, che raggiunge il nord da Chinatown con due bracci che affiancano Mulberry Street e piegano ad arco verso di essa dalla metà di due strade parallele, Baxter e Mott.

“Abbiamo optato fuori” dal distretto, ha affermato Ralph Tramontana, presidente del gruppo di commercianti di Little Italy e proprietario del Sambuca’s Café. “Non pensavamo ce ne fosse bisogno, perché attraverso l’associazione dei commercianti già facciamo quello che fa un distretto per l’incremento del commercio.”

“Ho detto agli esercenti di Chinatown,” ha detto David Louie, che ha contribuito a spingere per il quartiere, “ ‘Dovete guardare a Little Italy e seguire il loro esempio — alle 8:30 di mattina li potete vedere che lavano i marciapiedi.’ ”

Pulizia, singolarità e bassa criminalità hanno ampliato l’appeal del quartiere, il che ha spinto in alto gli affitti.

Un monolocale di 74 mq in un palazzo a sei piani rinnovato al 145 di Mulberry è stato pubblicizzato di recente per $4,200 al mese. I proprietari di una due camere da letto su Grand Street chiedono $1.5 milioni.

Paolucci’s, un popolare ristorante che aprì sulla Mulberry nel 1947, si è trasferito a Staten Island dopo che il proprietario nel 2005 ha aumentato l’affitto a $20,000 al mese da $3,500, dice sempre Zaccaro.

Ancora, altri punti di riferimento di Little Italy non solo sono sopravvissuti, ma sembrano essere fiorenti grazie soprattutto ai turisti e a quelli che l'autore Nicholas Pileggi ha descritto decenni orsono come “Italiani del Sabato” suburbani — i “prosperosi figli in sovrappeso di padri immigrati più magri.”

Di Palo’s, un negozio di specialità gastronomiche italiane al 200 di Grand Street, avviò l’attività nel 1903, un decennio dopo il lattiero-caeseario Alleva al 188 della Grand, che si pubblicizza come il più antico negozio di formaggi italiano della nazione e che, come Ferrara, aprì nel 1892. I membri di quinta generazione della famiglia lavorano in tutti e tre i negozi e tutti e tre vendono i loro prodotti anche via internet.

Nel 1990, ha detto Lou Di Palo, suo padre malato consegnò le chiavi alla generazione successiva.

“Abbiamo deciso che prenderemo la nostra attività e torneremo indietro — ci concentreremo sul modo in cui i nostri nonni e i nostri bisnonni hanno condotto l’attività: basati sulla famiglia, si trasmette le relazioni con i clienti,” ha detto. “Taglieremo il vostro pezzo di formaggio e affetteremo il vostro prosciutto. Siamo ancora un negozio di quartiere, ma abbiamo preso l’iniziativa per rendere il nostro negozio una destinazione.”

“E’ venuto da un negozio di immigrati a un negozio Italo-Americano concentrato sui prodotti autentici dell’Italia,” ha spiegato il Sig. Di Palo. “Non ci aspettiamo che i nostri clienti vengano ogni giorno. Un grande cliente lo vedremo una volta a settimana, un cliente molto buono lo vedremo una volta al mese. La gente mi diceva, ‘Sei ancora qui!’ E io dicevo, ‘Finché continuerete a venire, sarò qui.’ ”

15 febbraio 2011

LA GIOIA DELLA LIBERTA’

 

egitto-protesteIl popolo ha fatto dimettere il regime” –così cantavano i giovani egiziani in piazza Tahir all’annuncio delle dimissioni di Mubarak, il loro presidente-dittatore.

Che fosse un dittatore, in Italia, in Europa e nel resto dell’occidente, l’abbiamo “scoperto” solo dopo aver visto le immagini delle piazze del Cairo, piene di gente in protesta.

Ci si interroga, specie in America, sul perché di questa tardiva scoperta.

L’ex Segretario di Stato americano, Condi Rice ebbe a dire nel 2005: “Per 60 anni, il mio paese, gli Stati Uniti, hanno perseguito la stabilità a spese della democrazia in questa regione, qui in Medio Oriente, e non abbiamo ottenuto nulla”

Questo perché, come si ammette sul New York Times “Per troppo tempo abbiamo trattato il mondo arabo come un campo di petrolio”.

E perché ciò avvenisse, ci si è appoggiati a regimi compiacenti che hanno determinato una stabilità che di fatto, ha come anestetizzato le società mediorientali. Come ammette Ahmed Zewail, egiziano-americano vincitore del Premio Nobel per la chimica: “L’Egitto è stato stabile per 30 anni perché non ha avuto nessuna visione, nessuna aspirazione ed è rimasto in uno stato di stagnazione”. Ma era uno stato che non poteva durare.

Prima il popolo tunisino, poi quello egiziano, si sono svegliate da questo stato di torpore, per fame.

Mi si perdoni il paragone ma è stato come il risvegliarsi la notte, con lo stomaco in preda ai crampi. E allora corri in cucina, apri il frigorifero e cerchi di ingurgitare qualsiasi cosa, senza badare all’etichetta, a piene mani in piena libertà.

Ecco, non era solo la fame vera dei molti poveri di questi paesi, ma la fame di libertà, la voglia del piacere di scegliere il proprio futuro e di non vederlo imposto, a spingere migliaia e migliaia di persone a scendere in piazza contro i dittatori. Senza altre armi.

E nelle vicende tunisine ed egiziane, il mancato uso delle armi è stato l’aspetto più clamoroso, più sorprendente e più…bello che mi sento di sottolineare.

Finora, quelli della mia generazione la potenza della non violenza l’avevano letta sui libri o vista in tv. Gandhi e Martin Luther King sono state figure carismatiche che abbiamo conosciuto indirettamente.

Dobbiamo dire grazie ai tunisini, agli egiziani, se abbiamo avuto la possibilità di vedere direttamente quale sia la forza della non violenza. Una forza capace di cambiare il mondo.

“La giornata di oggi appartiene al popolo egiziano - ha affermato il Presidente Obama - e il popolo americano è commosso dalle scene di piazza Tahrir. La parola 'tahrir' significa liberazione. E' una parola che, come diceva Martin Luther King, arriva direttamente all'anima. Per sempre ricordera' agli egiziani di come loro hanno cambiato il loro Paese, e il mondo. Grazie”. Grazie per la vostra non-violenza. Per l'Egitto è stata la forza morale della non violenza, e non il terrorismo, non le uccisioni folli, a curvare ancora una volta l'arco della storia verso la giustizia”.

E come nota un commentatore politico americano conoscitore del Medio Oriente, la dimostrazione fornita dagli egiziani potrebbe sconvolgere i piani degli estremisti islamici, ponendo fine a uno dei conflitti più lunghi che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto: la questione israelo-palestinese.

Sarebbe affascinante vedere se i Palestinesi abbracciano le proteste non violente di massa nel West Bank come strategia contro gli insediamenti illegali israeliani e la sottrazione dei territori”.

Tanto ottimismo sembra troppo. E’ vero però che il “seme della non violenza” sta contagiando l’intero Maghreb ed è già arrivato in parecchie città dell’Iran, dove proprio in queste ore è ripresa la protesta contro il regime.

In questi disgraziati paesi, la democrazia sembra finalmente essere a portata di mano. E’ lì, alla fine della strada tracciata dalla non violenza, che torna libera, sgombrata dai carri armati i cui cannoni sono rimasti muti.

Il pensiero però, non può che tornare al recente passato, a paesi diciamo meno fortunati. Mi riferisco all’Iraq e all’Afghanistan in particolare.

Non si può non pensare alle assurde “giustificazioni” avanzate dagli Stati Uniti ancora frastornati e sotto choc dopo l’11 Settembre; non si può non pensare a quelle armi di distruzioni di massa che, in realtà, non esistevano.

E, soprattutto negli States ci si interroga oggi, sull’efficacia di una politica estera americana basata in grandissima parte sulla forza militare, sulle bombe, grazie alle quali ci si è illusi di poter imporre la democrazia.

Se pensiamo alla cieca determinazione dimostrata dalla passata amministrazione Bush nell’attuazione pratica della dottrina della “risposta flessibile”, fanno riflettere e non poco, le parole di Robert McNamara, Segretario alla Difesa all’epoca della guerra del Vietnam e teorico di quella stessa dottrina che ha finito col traumatizzare un’intera generazione di americani. Disse McNamara: “Non abbiamo il diritto divino di dar forma a ciascuna nazione a nostra immagine o come noi scegliamo”.

 La democrazia non s’impone, non si può imporre, perché è la forma civile attraverso la quale si manifesta e si realizza la libertà di ogni popolo, di ogni uomo.

Ce lo dimostrano, una volta di più, le lacrime che sgorgano dagli occhi dei tunisini e degli egiziani. Non sono lacrime di dolore, ma di gioia, di grande gioia. Quella gioia che può regalarti solo la consapevolezza di tornare ad essere un uomo libero.

06 febbraio 2011

I FRITTULI

Rileggendo un post di qualche tempo fa, frugando nei miei ricordi e ascoltando più volte la canzone di De Andrè, mi sono detto: se lui, genovese, ha parlato della Cimma (piatto tipico), perché io, calabrisi, non posso parlare ri frittuli?
Beh, più che alla loro preparazione, sarebbe più corretto dire che ho soffermato l’attenzione sulla fase a ciò propedeutica, ovvero sul momento in cui il maiale viene ucciso.
Magari a qualcuno farà impressione, però è proprio così che si fa nella nostra tradizione.
Naturalmente, mi tocca chiedere preventiva pirdonanza al grande Faber per aver rovinato una delle sue canzoni più belle, pregandolo… vivamente di non rivoltarsi nella tomba. 



                   I FRITTULI (trasposizione scigghitana di “A cimma” di Fabrizio De Andrè)





A tia ti brisci oi l'urtimu matinu,
va' 'n paci, carni era e carni sarà.
'Chì pi mia peggiu
assa’ è 'u distinu,
'u sai, a mia di peggiu toccherà.



Ti mintìa 'u broru rintra o' 'mbivirun'
e nta to' zzimba, 'i pagghia 'n cuscin stindìa,
ma staiu a cunta' già l'uri, e pocu sun,
frittuli e carni fina sarai pi mia.



'N'ura 'i menu, poi ti scura,
pi tia regna, ifattu allegra,
leggi 'i Natura.



Bellu or l'ura è giunta ra to' Passioni,
'chì carni e sangu toi saran cosi bboni.
Fora ti spingiu e ddrittu tu 'mpunti 'i peri,
ti stringiu 'u mussu, zittu! 'spetta 'u bucceri.



L'aria l'urlu to' sfregia, 'chì 'a lama armeggia,
vigliaccu giru 'a testa ma 'u sentu, nc'è.
'U me' coraggiu, com' 'a to' forza, lleggia,
sì, unu cu 'n atru, dai, 'u sai com'è.



'N'ura 'i menu, poi ti scura,
pi tia regna, ifattu allegra,
leggi 'i Natura.
Sant'Antoni, preiu a tia:
p'ogni cosa nta 'sta pignata,
'chì bona sia.



Cu mia non t'a pigghiari, o cu bbucceri,
sai comu fatti fummu, è 'u to' misteri:
ti ttocca 'sta fini di tia nenti s'avi a itta',
mangiu e mangiu 'eu, 'u sai, 'chì haiu a mangia'.



'N'ura 'i menu, poi ti scura,
pi tia regna, ifattu allegra,
leggi 'i Natura.
Sant'Antoni, preiu a tia:
p'ogni cosa nta 'sta pignata,
'chì bona sia.



Per  i non adusi (eh, paroluna!) all’uso del dialetto, ecco la traduzione italica:


I CICCIOLI
Per te sorge oggi l'ultimo mattino
vai in pace, carne era e carne sarà.
Perché per me sarà assai peggiore il destino,
sai, a me toccherà di peggio.



Ho messo il brodo nel tuo pastone
e nella porcilaia ho steso un cuscino di paglia
ma sto a contare già le ore, e sono poche
ciccioli e carne fina sarai per me.



Un'ora in meno, poi per te sarà buio
per te regna, per niente allegra,
la legge della natura.



Bello ora è giunta l'ora della tua Passione,
'ché la tua carne e il tuo sangue diventeranno cose vbuone.
Ti spingo fuori e tu punti le zampe dritte,
ti stringo il muso, zitto! il macellaio aspetta.



Il tuo urlo sfregia l'aria mentre la lama armeggia,
vigliacco giro la testa ma lo sento, c'è.
Il mio coraggio, come la tua forza, diminuisce,
Sì, uno con l'altro, dai, lo sai com'è.



Un'ora in meno, poi per te sarà buio
per te regna, per niente allegra,
la legge della natura.
Sant'Antonio, ti prego:
per tutto quel che c'è in pentola,
perché sia buono.



Con me non te la prendere, o con il macellaio,
sai come siamo stati fatti, è il tuo mestiere:
ti tocca questa fine, di te niente andrà sprecato,
mangio e mangio, lo sai, perché devo mangiare.



Un'ora in meno, poi per te sarà buio
per te regna, per niente allegra,
la legge della natura.
Sant'Antonio, ti prego:
per tutto quel che c'è in pentola,
perché sia buono.
 

05 febbraio 2011

IL FEDERALISMO IRRICEVIBILE:’U FATTU FU ‘I NOTTI…MA SI VITTI!

ladro “E’ un fatto procedurale”. Con queste disarmanti parole il cavalier nano brianzolo ha commentato la lettera con la quale il presidente Napolitano ha ritenuto IRRICEVIBILE il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri nella serata di ieri (sempri i notti, com’ e latri).

Ecco cosa dice il Presidente Napolitano:

Devo subito rilevare che non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione, non essendosi con tutta evidenza perfezionato il procedimento per l'esercizio della delega previsto dall'art. 2, commi 3 e 4, della legge n. 42 del 2009: sono pertanto costretto a non ricevere il decreto approvato dal Governo, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza.”

Per coloro che di diritto ndi mastricunu menu i mia, dirò che la Legge cui fa riferimento Napolitano è lo strumento con il quale il Parlamento ha delegato il Governo per la redazione di tutti i decreti che dovrebbero far nascere sto benedetto/maledetto federalismo.

Ma cosa dice esattamente questa Legge e, in particolare l’articolo citato nel comunicato del Quirinale?

Siccome non ci fidiamo poi tanto di quello che dicono i giornali, liggimulu.

Art. 2. (Oggetto e finalità)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge[21.5.2011], uno o più decreti legislativi…al fine di assicurare…. l'autonomia finanziaria di comuni, province, città metropolitane e regioni.

….

3. Gli schemi di decreto legislativo, ….sono trasmessi alle Camere, ciascuno corredato di relazione tecnica ……perché su di essi sia espresso il parere della Commissione di cui all'articolo 3 [Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale] e delle Commissioni parlamentari competenti per le conseguenze di carattere finanziario, entro sessanta giorni dalla trasmissione….

4. Decorso il termine per l'espressione dei pareri …. i decreti possono essere comunque adottati. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, ritrasmette i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni e rende comunicazioni davanti a ciascuna Camera. Decorsi trenta giorni dalla data della nuova trasmissione, i decreti possono comunque essere adottati in via definitiva dal Governo. Il Governo, qualora, anche a seguito dell'espressione dei pareri parlamentari, non intenda conformarsi all'intesa raggiunta in Conferenza unificata, trasmette alle Camere e alla stessa Conferenza unificata una relazione nella quale sono indicate le specifiche motivazioni di difformità dall'intesa.

Come ricorda il Presidente Napolitano, la Commissione parlamentare ha, per regolamento, espresso parere negativo, del quale però al Governo non sembra importagliene molto. Ragion per cui, a norma di Legge, il nuovo testo dovrebbe essere ritrasmesso a Camera e Senato che, inoltre, dovrebbero essere debitamente informate delle modifiche e/o variazioni.

Questo passaggio fondamentale della Legge, che esprime in poche parole il ruolo fondamentale rivestito dal nostro Parlamento nella formazione di ogni legge (quindi anche quelle delegate al Governo), è stato volutamente ignorato dal cavalier nano e dai suoi seguaci, riunitasi in fretta e furia, di notte, per approvare un atto viziato non già da carenze procedurali, ma dalla mancanza di elementi sostanziali che ne inficiano l’efficacia nei confronti di chiunque.

Se, per assurdo, il Presidente Napolitano avesse promulgato la norma approvata dal Consiglio dei nottambuli e un qualunque cittadino avanzasse ricorso contro una qualsiasi delle norme in esso previsto, non ci sarebbe Commissione che non gli darebbe ragione. Ciò costituirebbe un danno verso Regioni, Province e Comuni. Un danno che verrebbe arrecato loro da quelle stesse norme da cui dovrebbero invece trarre beneficio.

Napolitano non nasconde la sua delusione, lamentando la mancata “condivisione sul piano sostanziale” e richiamando la necessità di “evitare una rottura anche sul piano procedimentale, per violazione di puntuali disposizioni della legge.” Cchiù chiaru i cusì!

E, infine, il nostro saggio Presidente (meno male che Giorgio c’è!), non può esimersi dal rendere manifesta, clamorosa scorrettezza del Governo, peraltro già bacchettato in più di un’occasione:

Né posso sottacere che non giova ad un corretto svolgimento dei rapporti istituzionali la convocazione straordinaria di una riunione del Governo senza la fissazione dell'ordine del giorno e senza averne preventivamente informato il Presidente della Repubblica, tanto meno consultandolo sull'intendimento di procedere all'approvazione definitiva del decreto legislativo.”

Insomma, il cavalier nano e i so’ calacazetti, non perdono occasione per dimostrare il loro disprezzo per le regole che governano la nostra Repubblica.

No, non è ignoranza. Una cosa la si può ignorare, ma solo per una volta.

Il perseverare nelle scorrettezze, negli errori e nel menefreghismo istituzionale, non può essere tollerato.

Non si può declassare una precisa norma dello Stato a semplice “fatto procedurale”.

Le leggi dello Stato non sunnu ‘na ‘nsalata, chi se ‘u sali ‘u menti prima o ropu cangia pocu.

E’ vero che il “no” di Napolitano non ferma il percorso verso il federalismo. Ma è un percorso importante e l’Italia non può permettersi di …sbagliare strada.

Per questo, non si deve agire di fretta, né cercando di aggirare la legge, né con provvedimenti adottati nell’oscurità, contando sul fatto chi ‘u fattu fu’ ‘i notti e non si vitti.

Anche in questo caso, il gioco sporco del cavalier nano e dei suoi calacazetti governativi è stato scoperto.

L’atra sira era iurnata di luna nova, pirciò puru se ‘u fattu fu ‘i notti, si vitti. Eccomu se si vitti!

15 gennaio 2011

MARCHIONNE E ‘A LINTICCHIA CA ‘ITALEDDHA

LENTICCHIE Gli operai della FIAT hanno deciso: si cambia all’insegna dei sacrifici.
Si mettano l’animo in pace coloro che pensavano con il loro voto di cambiare una decisione che era comunque inevitabile.
Sì, perché il dott. Marchionne, in caso avessero vinto i NO, sarebbe stato capacissimo di andare a fabbricare le macchine da qualsiasi altra parte del mondo, pur di salvaguardare la società per cui lavora. 

D’altra parte non è questo il suo mestiere?

Marchionne è conosciuto per essere un uomo molto deciso e determinato. Vuoi vedere che hanno davvero ragione quelli del Minnesota Planetarium Society? A causa dello spostamento dell’asse terrestre, il dott. Marchionne –che in origine è nato sotto il segno dei Gemelli (e quindi poteva avere anche qualcuno simile a lui), adesso  è passato sotto il segno del Toro. Segno inconfutabile di testa cchiù dura ru cimentu, chi quandu si zzicca ‘na cosa nta testa, l’avi a fari pi forza!

In realtà, la decisione della FIAT, appoggiata dal Governo (ma sicundu vui poteva mai il Berlusca appoggiare i comunisti della FIOM?), prevede misure pesanti per gli operai in termini di orario di lavoro, ma che –dicono i ben informati- dovrebbero essere ricompensati in qualche modo a fine anno con un aumento in busta paga.
Lo sanno quelli che hanno votato SI: “…Ma adesso non so cosa succederà”. Lo sa anche una parte di quelli che hanno votato NO, seppur in maniera non troppo convinta, visto che uno di loro dichiara:”Io ho votato no ma capisco quelli del sì, se avessi figli avrei fatto altrettanto. Speriamo di dimenticarci presto questi giorni”.
In realtà, la cosa che fa più paura agli italiani, secondo me che non me ne intendo, è che dovrebbero scomparire i “ponti” in corrispondenza delle festività, con lo scoppio di raffredduri e frevi a cumandu, pur di star qualche giorno consecutivo a casa.

Le decisioni aziendali della storica fabbrica torinese non sono il frutto di un sogno/incubo di Marchionne, che magari la sera prima aveva mangiato pesante, né di un’illuminazione divina. Misure dello stesso genere sono state infatti adottate da tutte le principali case automobilistiche europee e da altre aziende di dimensioni paragonabili a quelle della FIAT.

Insomma, visto il chiaro di luna attuale, si è trattato di una scelta obbligata: o timangi ‘sta minestra, o ti ietti ra finestra!
Gli operai della FIOM, però non ne sono convinti e danno tutta la colpa a Marchionne. La vignetta di Giannelli sulla prima pagina del Corriere lo riassume in maniera efficace e, al contempo, mi fa tornare in mente ‘na storiella risalente a parecchi decenni fa, raccontatami da un mio zio.

Erano i tempi della sua figghiolanza e, come tutti i figghioli, anche lui era nu pocu iarmaturi.
‘Na sira, rientrato per l’ora di cena, un’amara sorpresa lo aspetta: supra ‘a tavula ad aspettarlo, c’era un fumante piattu caddu di ‘italeddha ca linticchia!

Me’ zziu che, diciamo, non nisciva pacciu per i legumi in geniri, disse chiaru e tundu a suo padre: “Non ndi vogghiu! Non mi piaci!”
Il padre, persona altrettanto schietta e ferma, non si caddiò più di tantu e davanti al rifiuto del proprio figlio, dichiarò: “A no? Chistu c’è e chistu ti mangi.” e, per chiarire ulteriormente il concetto, aggiunse: “Se non di voi, ta mangi dumani!”.

A quelle parole, me’ zziu, dimostrando un orgoglio da adulto, pi non darla vinta al padre, si alzò da tavola e, cu ‘na ringia longa longa e senza sciatari ‘na parola, salì al piano di sopra se ne andò a letto a ddiunu.
Il resto della famiglia continuò tranquillamente la cena e, giunta l’ora di andare a letto, si andò regolarmente a curcari.

Passarono alcune ore e in me’ zziu accadde un naturali fenomenu secondo una leggi fisica che dici cusì: cchiù ‘u tempu passa, cchiù l’orgoglio si riduci, cchiù ‘a fami aumenta.

'U stomucu i me’ zziù cominciava così a dare segni di nervosismo e lanciava signali chiari e forti, tipo l’urlo di Tarzan nella foresta.
Al che me’ zziù non ci ‘a fici cchiù. Si iazò e, ‘ccattiandu in dirizioni della camera dei genitori, ccuminciò a scindiri li scali ‘a scaza, cercando di fare meno rumuri possibili.
Arrivato in cucina, addhumò la luci e si diresse subito verso la scanzìa. La iaprì e fu accolto da una visioni che –a quell’ura della notti- gli parse paradisiaca: ‘u piattu ra linticchia!

Lo mise sul tavolo, pigghiò ‘na cucchiara e, incurante del fatto chi oramai la pasta era fridda e solidificata, ccuminciò a mangiari con una fami e una voracità davveru lupigna.
Certu, il sapore della linticchia non doveva essere proprio il massimo, ma a me’ zziù, nci pariva di mangiari 'a megghiu pasta o’ furnu ru mundu.

Aveva quasi finito e il piatto era quasi vuoto quando dalla porta una voci lo paralizzò: “Ah, era bbona ‘a linticchia!”
Era il padre che, nonostante le precauzioni messe in atto da me’ zziu, sentito il rumore e visto la luce accesa, aveva immaginato quello che ora i suoi occhi vedevano.
Non aggiunse altro. Ma con un sorriso severo dipinto sul volto –evidente segno di affetto paterno- se ne tornò a dormire.

Ora, il nuovo accordo ‘sparmentatu da Marchionne e voluto dalla maggioranza dei dipendenti FIAT, come confermato dal referendum, è comu o’ piattu i italeddha ca linticchia pi me’ zziu.
Magari caddu caddu non piaci, ma cu tempu, puru friddu, ‘nzipitu e senza sapuri, lo digerirà anche chi non nesci pacciu pa linticchia.


23 dicembre 2010

CHRISTMAS CAROL

(versione anglo-natalizia di “Sei Ottavi” di Rino Gaetano)

Fake decked out trees wink at me from the glass of the windows,
and all the streets are adorned with artificial rainbows.
Oh, it's always the same, but it brings somethin' new,
on cold Christmas time, this is my carol for you.

Children keep playing, they're gathered all in a round,
they’re singing old carols, they like their tunes and their sound.
You listen to them, you become like a child again,
you are safe at home, heedless of the blowin' rain.

The ancient times live again inside the crib scene,
the memory of somethin' we lost in our days' din.
From being so far maybe you had some bad fit of spleen,
in these long months so strange, which weren't so green.

And merry ribbons are hangin' on every door,
through which are comin' some smells you can't find anymore.
In these days you can feel the warmth of the family heat,
it's one of the things which make your own life complete.

So now on this very special star-spangied night,
I'd be really glad and I would have my great delight,
if even your little dreams may all come true,
Christmas is comin' an' this is my carol for you.

08 dicembre 2010

UN SONU NTA NOTTI

Alessandro Sala-Il suono della notte
tratto da www.alesarte.it/
Da chi 'u iornu brisci la prescia t'assali,
ti iazi e 'a facci com' 'a iatta ti lavi.
Poi nesci e va' ddrittu, fa' a memoria la strata,
'a to' testa è 'n rioggiu chi scandisci 'a iurnata.

Se chiovi o c'è 'u suli, quasi mancu lu sai,
pirchì l'occhi o' cielu non li iazi mai.
Ma fui, sì t'affanni, quasi perdi lu sciatu,
curri tu com' a 'n trenu ch' ha 'u binariu signatu.

Poi 'rriva la sira e 'a to' cursa la smetti:
tiri 'a linia, ti fermi, pensi, rifletti.
E riviri tu ddh'occhi, ddha risata risenti
chi, sbituatu, ti parsi di 'n conoscenti.

Ma la vista ti sciali, su' cuntenti 'i to' ricchi,
parti 'na sinfonia chi ndo cori ti zzicchi.
Già, pirchì ddha risata e ddhu sguardu sinceru,
ti li sa donari sul cu' è amicu veru.

E mentri ti culla nta notti ddhu sonu,
tu non 'spetti atru: mi ricambi lu donu!