News, pensieri e parole (non di Battisti) dallo Scigghio calabrese. ‘Chi non vive per servire, non serve per vivere’
02 agosto 2008
"FURTI" DI STATO, LAVORI ALTERNATIVI , 'MBRAGGHI E 'MBROGGHI
Temperatura 26,5 °C, non si movi 'na fogghia e l'umidità sarà al 150%: si sura puru mi si rispira.
Con questo clima, non si può far altro che...starsene beatamente a panza all'aria o supr' a' spiaggia, ad arrostirsi e vutarsi e girarsi nta rina comu a 'na cutuletta, o nto balcuni a Iaracari, liggendu 'u giurnali sorseggiando 'na bella birra fridda 'nghiacciata chi ti 'nghiala le pareti dell'esofago.
A tuttu si pensa quindi, menu chi al lavuru. Ah! 'u lavuru! Croce e delizia della vita di ognuno di noi.
Mai termine fu più sconosciuto in terra calabra, sicundu i grandi sostenitori del federalismo fiscale di cui tantu si parra.
Stando a quanto bandiano -ora a mari, ora 'n terra- questi grandi esperti, saremmo noi calabrisi le più grandi schine lisce d'Italia; i parassiti di miglior razza in tutta la Penisola; i più grandi mangiafranchi della nostra Nazione.
E' per questo, per punire tale allergia al lavoro che una volta applicato il famoso federalismo fiscale, le casse della nostra Regione saranno alleggerite di ben 6 milioni di Euro all'anno.
Ora ieu vogghiu diri chistu. A mia -e a tanti altri comu a mia, nati in questa terra bella e disgraziata- nuddhu mi rialau mai nenti. Sacciu sulu chi a levu para -come dicono a Oxford- ra matina a' sira tutta a sumana. Di questo però non mi lamentu, anzi, ringraziu 'u Signuri e provo una grande soddisfazione a poter dire che quello che ho (non importa se poco o assai), me lo sono guadagnato.
Quindi, cari i miei espertoni federalisti, le accuse di parassitismo, pi favureddhu, tinitavvilli pi vui!
Ma ci pinzati chi succedi se tutti i calafricani, i siculi, i pugliesi, castrariati in terra padana si cogghiunu i bagattelli e si ndi tornunu r'aundi partiru? L'Italia si ferma, si blocca, resta senza sangu nte vini. Mori.
Certu, è veru, in Italia, supra a 10, lavurunu in 4, e in Calabria bastunu, tinendu cuntu chi ognunu di nui avi almenu due o tri Sangiuvanni e autri dui o tri amici (ed eccu chi puru nui 'rrivamu a 10), ma ci vadano piano quindi, prima di denigrarci tutti, a gratis.
Come anticipo, per preparci al grande "furto" federalista, eccu che il nostro Guvernu, con una legge chi mancu Archimede Pitagorico avrebbe potuto sparmentari, si è inventato un "furto" più meschino, tipico dei raschiatori del barile, ri morti 'i fami, per dirla alla paisana.
Mi riferisco ai così detti "conti dormienti", cioè "'a libretta" chi 'a nonna teni a' Posta o a' Banca pi vint'anni in attesa mi crisciunu i niputeddhi. Ddhi sordiceddhi non ponnu stari ddha, si devono muovere, investire. Ma chi mi movi? aundi vai? A cu' 'mbesti, in un mercato dove l'inflazione è a più del 4% e un litru 'i benzina custa quantu menzu chilu 'i pani?
Forse sembrerò antiquato, ma a 'stu puntu, inveci mi mi fazzu futtìri ru Statu, pigghiu 'sti sordi e mi sarbu nto matarazzu o sutta a mattunella (tanto l'interesse è praticamenti 'u stessu). Oppuru 'i 'ncorniciu e mi vardu 'mpisi o' muru o' postu ra televisioni. Pirchì, non si poti?
'Na cosa bona però 'u Guvernu 'a sta' facendu. Da la caccia agli imboscati. No, non ai latitanti, o meglio non solo ai latitanti propriamente detti (mafiusi, 'ndranghitisti, delinquenti in genere), ma ai latitanti dal lavoro. A chiddhi chi 'a matina timbrunu 'u cartellinu e poi nesciunu mi si fannu 'a partita e' carti; a chiddhi chi timbrunu e nesciunu mi fannu 'a spisa; a chiddhi chi si fannu fari un certificatu medico con efficacia retroattiva (esempio: il paziente riferisce di essere ammalato da otto mesi...).
Bisogna stare attenti però. Sì, perchè per una legge nuova -il cui intento è quello di rendere in qualche modo giustizia ai lavoratori onesti- ce ne sono almeno tre che tutelano il lavoratore, seriu o schina liscia che sia. Siamo uno Stato di diritto o no?
Cusì, dopo trentottanni nei quali si sono succedute leggi sul lavoro a raffica, vogghiu viriri cu' vai e caccia a ddhu patri i famigghia la cui occupazione principale è stata quella -una volta in ufficio- di accendersi una sigaretta, accomodarsi alla scrivania e aprire....la Gazzetta dello Sport.
Niente paura però. Se, caso mai, vi dovessero licenziare, potrete sempre riconvertirvi all'...elemosina! Potrete dare a tutti un saggio della vostra flessibilità lavorativa, magari andando a chiedere 1 Euro per mangiare per le strade del centro di Milano. Da calcoli fatti dopo una prova pratica "sul campo", si è visto che si riesce a racimolare qualcosa come 1.440 Euro al mese, netti. Fateci un pensierino!
Se proprio dobbiamo passare per parassiti noi calabresi, cosa dobbiamo dire allora di Brett Favre, campione di football americano, idolo delle folle di Green Bay dal 1992 al 2007, che "rischia" di essere pagato ben 20 milioni di dollari per i prossimi 10 anni, solo per starsene fuori dal campo, a fare marketing per la "sua" squadra. Che bel mestiere fare la "vetrina" di lusso per far vendere magliette, cappellini e 'mbragghi.
Grande popolo gli americani: riescono a guadagnare cifre pazzesche facendu 'mbragghi e non 'mbrogghi, praticamente senza fare una beneamata...Fossimo capaci di imitarli in Calabria...basterebbe cambiare una vocale!
Buone ferie a tutti.
19 luglio 2008
MENTITI CH'I MEGGHIU 'I TIA E FANCI 'I SPISI
LA VERA RIQUALIFICAZIONE, 'U "CUGNU" E ...CAMORANESI
Tempo fa, avevo parlato delle sinergie assolutamente problematiche (vedi post del 7.1.2008), oggi un'altra parola mi firrìa nte ricchi, peggiu ra zanzara chi 'mmazzaia stanotti. Il sostantivo in questione è: riqualificazione.
Se nci faciti casu, il nostro beneamato paisuzzo è stato oggetto di parecchie riqualificazioni o presunte tali. Mi riferisco alla Piazza San Rocco, alla Via Panoramica, al rione di Spirito Santo, al quartiere di Chianalea e, più di recente, allo Scoglio d'Ulisse, alla Villa Comunale. Sono tutti luoghi caratteristici di Scilla che, grazie in primo luogo alla generosa disponibilità dell'Europa, hanno subito sicuramente una trasformazione. Ma che tipo di trasformazione è stata? Si è davvero trattato di una riqualificazione?
Trattandosi di termine appartenente all'idioma italico, da ignorante, iaia mi vardu nto vocabolariu:
RIQUALIFICAZIONE: l'azione di riqualificare e il fatto di venire riqualificato.
E, liggendu pocu pocu cchiù supra, RIQUALIFICARE: nel linguaggio economico, rendere qualitativamente più valido.
Ah! Allura abbiamo appurato che riqualificazione veni a diri miglioramento della qualità della vita nei luoghi scigghitani sopra citati e, per estensione, delle qualità di attrazione che essi sono in grado di esercitare sul pubblico.
Mi domandu e mi spiu allura: ma 'a vita a' Chianalea, o' Spiritu Santu, o' Scogliu d'Ulissi (bonanima), migliorau? Anzi, cambiau?
Non vorrei fari a chiddhu chi 'a viri sempri nira, ma non mi pari proprio chi ciò sia avvenuto. A voler essere buoni, si è trattato tutt'al più di un semplice ammodernamento dell'esistente, attuato peraltro il più delle volte con scelte molto discutibili e/o criticabili (per stessa ammissione di chi queste scelte le ha operate), o, addirittura con l'esecuzione di opere rimaste...a metà e non ultimate.
Questa domanda e questa risposta mi iucavunu a ping pong nta testa aieri sira, durante la presentazione alla cittadinanza del Bando promosso dalla Regione Calabria nell'ambito degli Accordi di Programma Quadro, per la realizzazione di “Progetti integrati per la riqualificazione, recupero e valorizzazione dei centri storici della Calabria”, finanziati con fondi deliberati dal Cipe nel 2005 e nel 2006.
In breve (chi vuole approfondire può andare sul sito della Regione Calabria), il Comune di Scilla si è unito ad altri 13 comuni della Provincia -di modo che la popolazione totale superasse le 50.000 unità, condizione primaria per accedere ai finanziamenti- e in collaborazione con la facoltà di Architettura (che fornirà la necessaria consulenza tecnica specifica), presenterà nei prossimi giorni alla Regione (entro il 29 c.m.) un progetto che interesserà la parte del centro storico compresa nel Rione San Giorgio:Via Nucarella, Via Minasi, belvedere (nei pressi della Casa della Carità, per capirci), via Raffaele Piria e relativi vicoli, parte alta di via Sinuria, vicoli di via Umberto I.
La quantificazione economica del finanziamento: l'art. 6 del Bando parla di “...progetti di importo non inferiore a 1.000.000 di euro”, ma l'art. 11 specifica che “l'erogazione del finanziamento sarà...subordinata alle reali disponibilità di cassa...” della Regione Calabria cui dovranno essere trasferite le risorse, i tecnici parlano di una disponibilità finanziaria di poco inferiore a 1 milione di euro. Per dare un'idea, un terzo in meno di quanto è costato l'intervento effettuato in piazza San Rocco e in Via Canalello.
Ora, il fatto che arrivino finanziamenti è senz'altro positivo, ma il discorso si complica se si pensa a chi fini farannu 'sti sordi ma, soprattutto -valutata in un'ottica futura- alla filosofia che sta dietro al progetto.
Indubbiamente, questo metodo di distribuire risorse non fa che farmi venire in mente la logica del branco. Tanti picculi lupacchiotti 'ffamati chi si 'rrancunu tutti mi spruppunu 'u stessu 'gneddhu, ma ancora non hannu mancu 'i denti. Ma tant' è, chistu passa 'u cunventu.
Altra nota dolente è la maniera di spendere questi soldini.
'A nicula tipu beneficenza di cui il comune usufruisce con questi progetti, dovrebbe costituire lo spunto, lo stimolo per attuare autonomamente tutte quelle iniziative “di contorno”, che sono necessarie e complementari a una completa integrazione delle opere di nuova realizzazione nell'ambito del contesto urbano esistente. Ad esempio: piano del colore per Chianalea (mai attuato, seppur previsto); manutenzione programmata delle facciate almeno degli edifici prospettanti sulle vie principali (mai pensato a una cosa del genere).
Nel caso del nuovo progetto in questione, sarebbe auspicabile che si desse finalmente attuazione a quella nuova toponomastica cittadina, le cui basi sono state gettate sì tanti anni addietro, ma che è rimasta finora lettera morta.
Nel particolare, l'idea di fondo per la ricomposizione della toponomastica cittadina (e dei suoi numerosi vicoli) era quella di legare le vie di Scilla al suo mito, alle sue leggende e alla sua storia, con espliciti richiami alle diverse opere letterarie -antiche e moderne- che parlano ru Scigghiu.
E' appunto seguendo quest'idea che -insieme alla sezione cittadina della Lega Navale Italiana- lanciamo la campagna di cui potete leggere in questo stesso blog.
Ma il mito, le leggende e la storia scigghitana ieri sera hanno avuto una grossa sorpresa.
Abbiamo infatti scoperto di avere forti legami storici e commerciali, oltre che con Bagnara e Palmi (la qual cosa è notoria), anche con S. Eufemia d'Aspromonte, S. Cristina, Delianuova, Varapodio e altri paiseddhi preaspromontani compresi nel cugno esistente tra l'area dello Stretto (limitata chissà pirchì finu a Villa S. Giovanni) e la Piana di Gioia Tauro. Il filo di questo legame storico è -udite! udite!- il terremoto del 1783 che però, non si è detto, scutulau triquarti 'i Calabria e non solo questi 14 comuni. Il legame commerciale, scusate la mia “sceccaggini” storica, ma non 'rrinesciu propria mu trovu: forse lo scambio 'ill'ogghiu 'i 'liva?
Comunque, tantu è bellu 'u nostru paisi, che sulla copertina del progetto campeggia l'immagine del nostro centro storico, mica chiddha ra chiazza 'i Varapodio (cu tuttu 'u rispettu)!
Dunque, almeno sulla carta (intesa proprio in senso letterale), a Scilla all'interno del gruppo di comuni, tocca sicuramente un ruolo primario a livello di immagine, datosi che ne rappresenta l'avamposto sul mare lato Sud, quello più vicino allo Stretto e a quella Sicilia che in tema di turismo, ndi poti fari scola e dopuscola.
Questa strana “santa alleanza” a caccia di sordi, è stata preferita ad un altro gruppo di comuni, formato dai paesi che -tutto sommato e parrandu ca virità- costituiscono la punta d'eccellenza del turismo calabro, quali Tropea, Gerace, Altomonte, ecc.
Scilla, non ritenendosi evidentemente all'altezza di “competere”, con cotanti nomi, ha preferito rifiutare questa possibilità. Il discriminante di questa scelta, per cui si è preferito far parte ru “cugnu”, è stata la contiguità territoriale. Eh sì, pirchì mi vai a Tropea o a Gerace, unu si perdi ra casa, mentri mi 'nchiana a Santa Cristina....
Si è dunque abbandonata una possibilità di agganciarsi veramente al treno dei paesi calabresi che davvero possono fare da traino per l'economia dell'intera Regione. Paesi come Tropea o Gerace, possono essere raggiunti semplicemente ed in barba alle faraoniche e dispendiose opere viarie in fase di realizzazione: via mare.
Scilla ha sì l'80% del territorio in ambito montano o collinare, ma la sua storia, la sua vita, il suo nome, sono tutti inevitabilmente ed inscindibilmente legati al mare. Dovremmo cercare di non dimenticarcene. Mai.
Anche se a Santa Cristina fanno fatica ad ammetterlo, è dal mare che la ricchezza si è diffusa verso le zone interne; è grazie al mare -prima ancora che ai treni o ai camion o agli aerei- se i prodotti delle attività agricole o agro-silvo-pastorali che si svolgevano nel nostro comune, hanno potuto raggiungere il resto d'Italia e del mondo per farsi apprezzare.
Credo non sia un'utopia immaginare delle escursioni su piccoli battelli in grado di collegare questi paesi, costeggiando Capo Vaticano o lungo gli anfratti della Costa Viola, superare Capo Spartivento, il 38° parallelo e percorrere quindi la riviera dei Gelsomini sul lato ionico.
Li vedo attraccare al nuovo porto di Scilla; vedo i turisti scendere e percorrere a piedi le viuzze di Chianalea, il lungomare, i vicoli di Spirito Santo e di San Giorgio; li vedo entrare a visitare il nostro castello, le nostre chiese.
Rafforziamo quindi questi legami storici, migliorando la qualità dei collegamenti, l'interscambio culturale tra le numerose ricchezze architettoniche e paesaggistiche delle nostre coste, meta, purtroppo, di ben altri tipi di battelli, carichi di poveri cristi per i quali “Freedom is just another word for nothing left to lose” (J. Joplin) [Libertà è solo un altra parola che sta per: non è rimasto niente da perdere].
Solo dopo -proprio com'è avvenuto nella storia- si potranno creare, le condizioni per un adeguato sviluppo delle zone interne, attraverso la riscoperta di tutti quegli antichi percorsi naturali incastonati tra le nostre colline e le nostre montagne.
Si è invece scelta un'impostazione diversa, basata sul “cugno” (e poi dicono chi simu calabrisi!) territoriale, abbagliati dalle luci della ribalta delle copertine dei depliants.
Vorrei tanto sbagliarmi, ma ho paura che una tale impostazione avrà un unico risultato: 'na bella piazza a Varapodio, o a Sant'Eufemia; 'na bella strata a Scilla o a Santa Cristina. Opere magari belle, sì ma che resteranno lì dove sono e, soprattutto, come sono: staccate fra loro, non collegate tra loro (perché non lo sono mai state!) da scambi turistici, prive quindi della valorizzazione primaria, quella fatta cioè da chi in questi posti ci abita, ci vive.
Non so voi cosa ne pensiate, ma piuttosto che fare da paese-copertina (e nenti cchiù), avrei preferito accodarmi al gruppo definito delle eccellenze turistiche. Tropea, Altomonte, Gerace, hanno avviato da tempo diverse iniziative per avere flussi continui di turisti durante tutto l'anno: collegamenti con agenzie turistiche di mezza Europa, organizzazione di voli charter, servizi navetta per escursioni a...Scilla!
Dicivunu 'i 'ntichi: mentiti ch'i megghiu 'i tia e fanci 'i spisi.
Onestamente, dobbiamo ammettere che oggi come oggi, dal punto di vista turistico queste località sono organizzate nettamente meglio di noi. Quindi, perché non cogliere l'occasione per...imparare? E poi, credo che avremmo avuto comunque poco da rimetterci e tanto da guadagnarci.
A coloro che -se liggiru finu a ccà- pensunu che quanto ho detto sia improponibile e che la sola politica possibile sia chiddha ru “cugnu”, vorrei solo portare il seguente esempio chiarificatore, perfetta applicazione pratica del sopra richiamato detto 'nticu scigghitanu. Vengo e mi spiego.
Mauro German Camoranesi è un calciatore della Juventus, di nazionalità 'ndigina uruguaiana. Egli però, datu lu monu, scafuliau negli archivi di qualche ufficio anagrafe, e scopriu chi so' nonnu era italianu.
Allura ddhu 'ndiginu 'i Camoranesi pinzau: “Mi cunveni mi iocu ca nazionali uruguaiana e mi fazzu o' Maradona i Montevideo? O, forsi, non mi cunveni megghiu circari la naturalizzazioni 'taliana e iucari nta nazionali i Lippi chi, tra l'altru, mi canusci?”
Da persona furba e 'ntelligenti, Camoranesi ha rifiutato di vestire i panni di “prima donna” sulle copertine dei giornali sportivi uruguaiani e ha avuto l'umiltà di “accontentarsi” anche di fare panchina nella nazionale italiana.
Il risultato lo sappiamo tutti: Mauro German Camoranesi è campione del mondo in carica!
13 luglio 2008
LA SCUOLA PRIMA DI INTERNET: 4° PUNTATA
Cari amici, 'u suli è iatu e ndi calìa, è quasi menziornu e ho appena finito di...vutari 'i pumaroru nta sparrazza.
In questo clima umidu e cu sciroccu chi bussa a' porta priputenti, megghiu pinsari a cosi liggeri, simpatichi.
E pirciò, nella nostra carrellata, eccovi altre perle di saggezza provenienti da quel puzzu di fantasia chi era il Prof. Demetrio, da Pellegrina di Bagnara [vedi anche la puntata precedenti].
Un'avvertenza è d'obbligo: se 'n casu mai vi dovissi sfiorari il minimo dubbio chi trattasi di "palli", cacciatavvilllu ra testa. E' sulu bravura!
Il nostro Prufissuri, come avrete avuto modo di leggiri nella puntata pricidenti, era un appassionatu di caccia. E pi nu cacciaturi è normali aviri nta casa 'na bella argiaceddha. Dentro, naturalmenti, un piccolo ceddhuzzu, un canarinu. Ma siccomu era ru prufissuri, non era un canarinu comu all'autri. No, pirchì 'u trattava cusì bonu chi "Ohu, mangiandu mangiandu, si fici i 10 chili!"
Gita scolastica a Gambarie. E' 'mbernu fundu, faci friddu e c'è 'n saccu di nivi peri peri.
Dopo la solita escursione e il frugale pasto a sacco, tutti in cerchio:l'uditorio è in fremente attesa di uno dei monologhi del mitico prufissuri.
Forse ispirato dalla particolarità dell'ambienti o, cu sapi comu, da qualche film di Rambo chi magari avivuno passatu da pocu in TV, il nostro, con voce incrinata dall'emozioni, a 'n certu puntu esclama: "Eh, queste nevi! Mi ricordo quando scendevo nelle valli del Vietnam!"
P.S.: Ma, a vui vi risulta chi nto Vietnam nivicau mai?
Nonostanti il titulu, 'sta vota non parramu nè di film, nè di televisioni.
Da buon bagnarotu, non poteva mancari una storiella d'ambientazioni marinara. Definiamola cusì: una versione in puro stil pallonar-bagnarotu de "Il vecchio e il mare" di Hemingway.
" 'Na vota ia a mari ca barca. Mentri era chi piscava, sintìa 'na botta nto fundu ra barca. Era 'na piovra chi s'aviva 'mbrancatu e non mi faciva iari nè avanti, nè arretu. A 'n certu puntu, sciuppaia 'u tavulato [fondo della barca] e 'ccuminciaia m'a pigghiu a botti nta testa, finu a quandu n'a 'mmazzaia. 'I quantu botti nci dessi, a fici pezza pezza, e i pezzi erunu cusì picculi chi 'i mintìa nta 'na buccaccia tanta![mimando con il pollice e l'indice 'na buccacceddha di piccolissime dimensioni]".
Comu forsi sapiti, Bagnara fu sempri terra di iocaturi di palluni. E in giovintù il nostro prufissuri calcò anch'egli i campi di calcio, nelle fila della formazione ru Pellegrina [aundi fannu puru 'a sagra ru pani 'i 'ranu, per capirci].
" 'A me' squatra pirdiva 1-0 e 'a partita stava quasi pi finiri. O' 90° minutu, calcio di rigore pi nui. Cu 'u tira? Cu 'u tira? 'U tiraia jeu. Era tanta la raggia chi minaia cusì forti,chi 'u palluni trasiu in porta e nisciu. Allura jeu tiraia 'n autra vota e signaia 'n autra vota. Fu tuttu cusì veloci, chi l'arbitru non si ndi 'ccorgiu e mi dessi 2 gol. Vincimmu 2-1!"
P.S.: Un saluto e un ringraziamento all'amico Enrico per questi bei ricordi
05 luglio 2008
LA SCUOLA PRIMA DI INTERNET: 3° PUNTATA
Il nostro giro d'orizzonte nella scola dei tempi che furono, ci porta a Bagnara Calabra, per raccontarvi le storie-simbolo di un altro Professore certamente molto particolare che, purtroppo, ci ha salutato qualche anno fa.
Era da tutti canusciutu e oggi ricurdatu con il nome di battiscimu: Demetrio. 'Nsignava educazione fisica presso il Liceo "E. Fermi" in quel di Bagnara Calabra, altra nota fucina di ciriveddhi talentuosi della nostra Suddola provincia, che tantu onori e vantu hannu recatu e recanu in giro pi l'Italia.
Tra i tanti ciriveddhi fini di razza pura, numerosi sono gli amici malanovisti che hanno firriato da quelle parti, a menzu a piscispaaatiiaa!, mutulieee! e calamaaariieee!
E giust'appunto e varda casu, un posto di prim'ordine tra i banchi bagnaroti l'avippi puramenti il nostro Tatomaster, il quale nonostanti 'stu caddu, sforzandu pocu pocu la muruddha (vistu chi su' fatti che in pochi possono dimenticare), è 'rrinisciutu mi si ricorda alcuni episodi che hanno fatto la storia ru liceu bagnarotu e che vogliamo tramandare a tutti e, in special modo, a coloro chi dal prossimu settembri frequenteranno 'u liceu ra Vagnara.
Naturalmenti, consideratu chi passaru 'na chindicina d'anni, può essiri chi 'n cacchi dettagliu a me' cumpari nci fuìu, ma comunqui, come egli medesimo di pirsona pirsonalmenti mi ha scritto, 'i storii sunnu "cchiù o menu chisti". La parola a Tato.
Battuta di caccia 1: a cinghiali
Il nostro era un assai sperto cacciaturi e ovviamente un omo coi peli sul petto e di fattura caprina, per quanto era omo. Credo che se campasse ancora, i vari Squazzenegger, Ciaccu Norris, Rambu e VanDammi, si stutava cu na manu sula e mortu i sonnu.
Ma veniamu alla fantacaccia. 'Ssittatu supra a cattedra nte jorna chi non putiumu nisciri mi facimu educazioni fisica.. ndi cuntava..
"Na vota figghioli, mindi ia a caccia sulu.. ncera nu tempu ca non vi cuntu e m’aiva quasi perdutu pi quantu aiva caminatu.
Era unu ji jorna niri, e lu nerbusu si misurava a kili.
S’aiva fattu menzujornu, aiva sparatu na para i quagghi, ma rrobba rossa.. mancu lu sciauru!
A n’certu puntu mi tiru u paru e u sparu.. no u sparu.. nta ju sensu.. il paro e lo sparo.. aviti caputu?
Bhe.. mi fazzu sti cunti.. e mi convinciu pe mi tornu pa casa. M’aiva rristatu na sula cartuccia carricata a cinghiali.
'Na sula palla i chiumbu e tanta purbiri stivata. Ma lu me’ orgogliu i cacciaturi non mi rassava u pigghiu sonnu.
E ti ndi torni a mani vacanti?.. gira vota e firria finu a quando trovi ‘ncuna cosa!
E così ho fatto. Sudatu micciu, rrivu nta nu llargatu cu na petra nto menzu. Penzu.. ma ssettu 5 minuti e pulizzìu u fucili.. non si sa mai s’avissi a 'ncartari. Era ja ca pulizziava la canna.. e a n’certu puntu.. sentu moviri li fogghi avanzi a mia. U tempu mi mi izu e ti viru spuntari nu testuni i nu cinghiali rossu, chi putiva aviri ddu’ cantara. Chistu se mi pigghia mi rruvina.. sempri se prima no rruvinu eu.
Chiudu u fucili, pigghiu la mira… e aspettu. Non pozzu sbagghiari, se u pigghiu i strisciu si ncazza e mi curria.
Aspettu.. iju si faci sempri cchiù vicinu.. miru a lu cirveddhu… e… sparu.
Mentri chi sparava.. mi ccorgiu chi arretu du primu cinghiali.. ndi spuntava n’autru e puru iddhu carricava.
Mi sintia pirdutu. Ma chi succiriu; currendu lu primu cinghiali a vucca aperta.. la pallottola anveci m’u pija nto cirvellu lu pija nta la vucca.. e lu passa di parti a parti, cori compresu. Nesci dill’altra vanda.. e pija l’autru cinghiali chi stava rrivandu, puru iju ca vucca 'perta.
Eu aviva murutu ru schiantu ma, ..non si prisenta n’autru cinghiali arretu a lu sicundu? La pallottola passa di parti a parti puru lu sicurndu e pija u terzu drittu nta frunti.. e cadi mortu.
Figghioli chi voliti mi vi dicu, vui pensati ch’esti 'na palla.. eu vi dicu ch’è bbravura."
Battuta di caccia 2 : I tre fagiani
L’inizio della storia è praticamente uguale, fino allo spiazzo e alla pulitura del fucile.. solo che 'sta vota ambeci mi viri nu cinghiali..
"..Mi 'ccorgiu ca supra a rrama i n’arbiru di fronti.. nci sunnu, no unu e no ddui, ma tri fagiani supra lu stessu rramu.
Figghioli, eu fagiani supra e rrami, nandi vitti mai.. mai finu a ddhu mumentu. In pratica era 'na famigghia, Patri matri e fajianellu.
'U patri era rossu assai, la fimmina non tantu ma era cchiù ggiuvina e tennira, e poi n’cera u pujia.. nu pujia rossu, nto menzu i tuttu e ddui. E penza chi ti ripenza.. u problema era sempri u stessu. Na bbotta sula e tri fagiani.
A quali sparu? O' cchiù grossu, o' chiju vecchiu, o' figghiu, sperandu mi rresta puru a mamma? Opuru a' mamma direttamenti ch’era tennira assai?
Allura mi vinni na pinzata.. se 'i sparu ravanti ndi piju unu sulu.. ma se sparu cull’effettu, almenu ddui li sparu.
Mi priparaja cu calma, puntaja almenu 3-4 metri a destra ri fagiani.. e poi sparaja. Mentri 'a palla era ancora nta canna.. nci desi l’effettu.. autru chi Zicu.
A palla partiu.. e n’cuminciau a vutari.. pariva nu bumerang.. Inzomma pi farla curta, i pijaja tutti e tri.. e n’atru pocu mi sparava sulu pirchì a palla turnandu arretu mi finiu quasi nte pedi.
Figghioli chi voliti mi vi dicu, vui pensati ch’esti 'na palla.. eu vi dicu ch’è bbravura."
Avventura nel deserto
Un’altra mitica che però non mi ricordo bene.. era la sua avventura nel deserto. Partito per le vacanze.. aveva poi deciso di fare da solo….la PARIGI-DAKAR, ma non in moto, né in fuoristrada o in camion.. ma con la sua 500 L del ’76.
E tu dirai.. ma come, in mezzo al deserto? Da solo? E non muriva 'i siti e 'i fami? Ma quando mai.. perché devi sapere che lui.. aveva la rulotte con tutto il necessario rimorchiata dalla 500...
Figghioli chi voliti mi vi dicu, vui pensati ch’esti na palla.. eu vi dicu ch’è bbravura.
22 giugno 2008
LA SCUOLA PRIMA DI INTERNET: 2° PUNTATA
Cuntinuamu a raccontarvi altri episodi legati alla mitica figura dell'indimenticato e indimenticabile Prof. Alberto Buccafurri.
Di seguito, ecco altri aneddoti che ho avuto modo di raccogliere in questi giorni e che meritano di essere raccontati.
- Il primo giorno di scuola. E' sicuramente il giorno che tutti (o quasi) ricordiamo con piaciri, a maggior ragione se 'u primu prufissuri chi viriti è proprio quello di cui tutta la scuola parla.
'U Prufissuri, appena trasutu in classi, 'rrancata la borsa supra 'a cattedra, facendu chiaramenti intendiri quali doviva essiri la priorità assoluta per i neoalunni, annunciò con vuci proclamanti: "Oggi è lunedi e c'è fisica!".
-'U boi non vai in sicunda. Passati già 'na pari di misi dopo il primo iorno di scola e avendo avutu sentori della particolari fama ru Prufissuri, anche gli alunni ru primu annu cercavano di prenderlo bonariamenti in giru, facendu versi 'nimaleschi duranti la lizioni. Nel campionario animale, tra i più gettonati, c'era 'u versu ru boi:muuuu!
'U Prufissuri, non si scomponiva di certu davanti a queste ingenue imitazioni e, mentri cuntinuava a spiegari comu si scompuniva una forza in due direzioni, esclamava a mo' di minaccia:" 'U boi non vai in sicunda!".
-Botta di... gissu. Oltre agli imitatori di 'nimali, c'erunu ovviamenti puru chiddhi -solitamenti all'ultimu bancu- chi non truvandu di megghiu da fari, si pigghiavunu a botti di gissu per i motivi più disparati.
'U Prufissuri, per farli smettere, individuato il responsabili, diceva loro, saggio: <<Pirchì non ti 'mpari 'a fisica, inveci mi ti pigghi a botti 'i gissu ch' i cumpagni arretu!?>>
-Partitura a due mani. Un chiaro segno della genialità ru Prufissuri, era il modo particolare con il quale illustrava alla lavagna i concetti ra fisica.
Vistutu di tuttu puntu con il suo vistitu niru, cu 'na manu scriviva i formuli (velocità, accelerazioni, ecc.) e cu l'autra, disegnava contemporaneamenti il relativo grafico (rette, parabole, ecc.). E tali era la so' maistrìa, e la so' cunfirenza culla materia (di sicuru 'a chiamava 'i "tu"), chi pariva pi ddaveru un pianista.
Naturalmenti, appena finuta la spiegazioni, quandu si voltava di nuovo versu gli alunni, 'u Prufissuri s'aiva cumbinatu comu a San Girolimu: 'u vistitu ch'era niru, aiva 'ddivintatu iancu di gissu, megghiu chi se lavatu ca varichina.
-'A za' Margherita. La fisica, si sa, non è materia liggera. Pirciò, nelle lunghe lezioni putiva capitari chi a 'n cacch' unu nci scappava d'andari o' gabinettu.
Un iornu, la cosa capitò a un'alunna ru Prufissuri.
'A signurina, poiché non ci 'a faciva cchiù, domandò più d'una volta il permesso per poter andare in bagno, ma 'u Prufissuri, cuntinuandu la lizioni, rispundiva sempri: "Non si nesci!".
All'ennesima richiesta da parti della stessa figghiola, poiché 'a maricchieddha era oramai in lacrime, 'u Prufissuri, per non sintirla ciangiri, resusi cuntu chi non era pi finta (comu spissu facivunu 'i masculeddhi), esclamò:"Oh signurina, mi pariti a me' za' Margherita! Peepeepee! Avanti, iti o' bagnu, forza! E tu -rivolto alla ragazza che sedeva a fianco della 'maricchieddha- 'ccumpagnila. In dui, comu e' Carbuneri!".
-La dettatura degli esercizi: Calcolari... Un episodio particolare, rimasto nelle menti -e nei scianchi- di chi l'ha vissuto direttamenti e tramandato fino ad oggi, è quello che riguarda la dettatura di un esercizio di un compito in classe.
Trattandusi di fisica, il 99% delle tracce che 'u Prufissuri sparmentava nel so' ciriveddhu e chi spissu e vulinteri dettava in dialettu riggitanu, cuminciava sempri con:"Calcolari...."
Un iornu, appena 'u Prufissuri era prontu a dettari, quei figghi di bona mamma degli alunni, cridendu di fargli 'nu scherzu, si iazaru addritta e tutti in coru griraru con quantu sciatu aivunu nte prumuni:
'U Prufissuri però, contrariamenti a quantu cririvunu l'alunni, non si fici pigghiari 'i sorpresa, e a vuci ancora cchiù iata, replicò pronto:
Scoppiò 'na risata generali e, 'n cacch'unu addirittura aippi a fuiri fora, tinendusi 'i scianchi...
-'A Baruna e 'a cascia ri fica sicchi. Arrivati all'ultima interrogazioni dill'annu, 'u Prufissuri era solitu aiutari tutti, specialmenti cui, magari, duranti l'annu aviva zuppicatu nu pocu.
Se nci risdpundivi bonu all'ultima interrogazioni, era dispostu a cancellari i voti brutti e mi ti duna 'a materia. Se no, come detto nella prima puntata, ti dava appuntamentu... o' tempu 'ill'uva.
'Na vota, davanti a un alunnu chi non 'rrinisciva mi rispundi pi nenti, nonostanti li domandi fussiru facili, 'u Prufissuri si firmò, lu vardò nta facci e nci rissi: "Ora ti cuntu nu fattu." Narrò la seguente parabola.
"Nc'era 'na vota nu Baruni, ca Baruna. Ogni matina, 'u Baruni si iazava, si vistiva, si priparava, pigghiava cappeddhu e bastuni e, salutata la mugghieri, si ndi nisciva.
Appena 'u Baruni partiva, 'a Baruna 'ncarricava la fidata cambarera di iri a chiamari o' cumpari, vicinu di casa, mi veni mi.... si pigghia 'u cafè.
'Na matina però 'u Baruni -va viri a cu pinzava!-, si spirdiu cappeddhu e bastuni e pirciò turnau arretu.
'A cambarera, chi faciva 'a guardia ra finestra, subitu fuìu ad avvertiri la Baruna dell'imprevistu ritornu del maritu.
Pigghiata di schiantu, 'a Baruna tirò fora 'a cascia ri fica sicchi chi tiniva sutta o' lettu (ddhi belli letti iati di 'na vota) e nci dissi:
Quandu 'u Baruni trasìu pi salutarla, 'a Baruna fici finta 'i nenti, comu se nenti fussi, tantu i virgogni erunu 'mmucciati sutta o' lettu."
Poi, rivolto all'alunno,concluse dispiaciuto: "Ora, viri, ieu ti spingiu, ti stivu, ti stivu, ma tu nta cascia non vo' trasiri!"
**P.S.:Ancora un ringraziamento a Leo per la "consulenza storica"
08 giugno 2008
LA SCUOLA PRIMA DI INTERNET: 1° PUNTATA
NDI VIRIMU O' TEMPU 'ILL'UVA! [alias RU ZIBIBBU!] *
Comu? Debiti? Eh sì, pari chi ora puru i figghioli chi vannu a scola hanno i loro bei debitucci. Malanova chi tempi! Con la nuova riforma scolastica, liberamente ispirata alla tecnica bancaria (tantu, ormai sunnu i banchi chi cumandunu), oltre ai crediti formativi -vali a diri 'i materii che ti tocca sturiari- nci sunnu puru i debiti formativi.
Forsi -pinsaia ieu- li chiamano debiti per fare abituare i ragazzi a quello che li aspetta una volta diventati adulti.
Ne parlavo qualche iorno fa cu ddu' prufissuri, i quali mi hanno riferito chi 'sti 'mari 'ndebitati, a' fini d'agostu, dovranno sostiniri appunto una prova di virifica, per appurari si hanno saldato il loro debito con...l'ignoranza.
'Na vota si chiamavunu esami 'i riparazioni, per i quali si viniva rimandati a settembri.
E proprio pinsandu a questa circustanza, mi vinni in menti un grandi ed indimenticabili prufissuri di fisica, che hanno conosciuto anche diverse generazioni di scigghitani chi hannu frequentatu l'I.T.G. "A. Righi" di Reggio.
Personalmenti, non l'ebbi comu prufissuri, ma i suoi metodi "eccentrici" e alquanto alternativi, sono oramai divenuti vere e proprie leggende.
Per raccontare tutti questi episodi -tutti reralmente accaduti, ma sicuramente in parte oggetto di enfatizzazioni tipiche dei racconti tramandatisi per via orale- nci vulissi un intero sito e pirciò mi limiterò a ricordarne solo qualcuno. Per i motivi di cui sopra, mi scuso fin d'ora per eventuali inesattezze.
-'A 500. Il suo mezzo personale di trasporto era 'na Fiat 500 ('i chiddhi 'i 'na vota), che però non poteva certo essiri normali. Infatti, il sedile lato passeggero era 'na seggia 'i barberi, con tanto di poggiatesta.
Dovete poi sapiri che, quandu finivunu 'i lizioni, non c'era iornu chi 'a truvava aundi l'aviva lassatu, poiché 'sta 500 viniva letteralmenti scapulata dagli alunni giù per la discesa chi ru Trabucchettu 'rriva finu a Reggio Campi, in un'originale applicazione pratica delle leggi fisiche che regolano il moto di un corpo ('a 500) su un piano inclinato ('a calata, appuntu).
Un'altra variante era quella chi viriva la 500 girata di traversu, a bloccari 'u trafficu.
-Leggi del moto, aerodinamica e... traiettoria nto corridoiu. Ogni matina, 'u Prufissuri 'rrivava a scola cu stessu vistitu niru gessatu, giacca e cravatta e, sutta o' brazzu, 'na borsa portadocumenti ca cernera. Aviva 'na caminata strana, chi però non era dovuta a un difettu fisicu, bensì a un precisu studiu di aerodinamica e leggi del moto applicate. Pari chi 'u fundu ra borsa fussi pisanti e dotatu di impugnatura particolari, in manera da equilibrari la piegatura del corpu (tipu Valentino Rossi) nell'affrontari la curva a 90° chi conduciva in sala prufissuri.
Non basta. Tali piegatura era 'ccumpagnata da un allargamentu di brazza tipu aeroplanu (aviti presenti a Vincenzino Montella? copiau ru Prufissuri), cusì da tagghiari l'aria e permettiri una veloci percorrenza del corridoiu ed un arrivu in perfettu orariu per l'iniziu ra lizioni.
-'U scudu marinu e 'a machina ra scherma. Cchiù 'i 'na vota, nel periudu estivu, è stato avvistatu nel nostru mari scigghitanu, mentre andava 'i Munacina o' Casteddhu nuotando con una strana attrezzatura. No, non erunu né pinni, né maschiri, né salvagenti. 'U prufissuri 'nnatava cu nu scudu speciali che -a detta so'- sirviva a fendere meglio le onde, in modo da eliminare la resistenza del fluido marino.
Altre prodezze degne di nota erano quelle chi 'u Prufissuri nostru compiva cu 'na speciali machina che si era costruito in ambitu casalingu: 'a machina ra scherma. Era nu marchingegnu contro il quali 'u Prufissuri incrociava la propria spada, con risultati chi però non dovivunu essiri tantu boni, vistu chi, dopu ogni sfida, si prisintava a scola cu mani e brazza tagghiati e/o singhiati dalla machina chi iddhu stessu aviva 'mbintatu.
-Le proporzioni e Mennea. Interrogazione di fisica, con calcoli da eseguire su apposito foglietto da firmare e consegnare perchè fosse tenuto come fonte di prova da presentare ai colloqui con i genitori, ai quali però non andava mai nessuno, per non sentirsi regolarmenti chiamari "Sceccu!" davanti a mamma e papà.
Per farsi un'idea preliminare sulle capacità intellettive dell'alunno di turno, poneva una semplice domanda: "Quantu pisi?" Risposta:" 50 kg." Proporzione: "5 grammi 'i ciriveddhu!"
Seguivano semplici esercizi da risolvere, tipu: "Se Mennea curri 100 metri in 10 sicundi netti, tu [riferito all'alunno di turno], cu nu motorinu SI Piaggio di 50 cc., a chi velocità ha iri mi 'rrivi a para?" [risposta: 36 km/h senza ventu e senza considerari l'attritu ra pista].
- 'A viristu 'a scintilla? Prova di laboratorio sull'elettrostatica (o qualcosa di simili). 'U Prufissuri, sempre in gessato nero con giacca e cravatta, girava 'na manuvella che azionava 'na specii di rota, la quali stricandu cuntra altra superfici 'nduruta, produciva 'na scintilla. Gli alunni, mi si passunu 'u tempu, si mettono d'accordo, da perfetti calabrisi:"Figghioli, se ndi spìa, nuddhu vitti nenti."
U' Prufissuri 'ccumincia a macinari e, a 'n certu puntu, scoppia 'na scintilla -cu tantu di fumu. 'U Prufissuri, si ferma e spìa: "'A viristu 'a scintilla!?" gli alunni in coro calabrisi: "No, non vittimu nenti". Insomma, la cosa andò avanti per tre o quattro volte, con il professore che, sempre più preoccupato e sudato -quasi al limite dell'infarto, per lo sforzo sostenuto- chiedeva continuamente: "'A viristu 'a scintilla?". Alla fine, sconfortato dalle risposte sempre negative, il Professore si convinse chi ddha machina non valiva cchiù nenti e chi l'avrebbi dovuta cangiari.
- I compiti in classe e...'a giardinera. Quando si svolgevano i compiti in classe, 'u Prufissuri si mintiva supr' 'a porta o faciva quattru passi in corridoiu, rimanendu comunqui nelle vicinanze. Di tantu in tantu, il silenziu veniva rotto da qualche spiritusu che faceva dei versi, pronunciando il suo nome. 'U Prufissuri turnava subitu arretu e perentorio, con voce rabbiosa minacciava: "Mi pari a mia chi a 'n cacch'unu 'u bocciu!". Poi, se capitava ch'era ura di ricreazioni, mentri l'alunni ittavunu sangu ampestru a...Mennea, 'u Prufissuri 'llargava 'u fazzulettu ('mpaddhatu e già sciusciatu), iapriva 'a borsa ri documenti e nisciva...pani ca giardinera sutt'ogghiu. E bon' appitittu!
-Ndi virimu o' tempu 'ill'uva! [alias ru zibibbu!.] Arrivava la fine dell'anno e dopo l'ultima interrogazione, 'u Prufissuri dava i suoi responsi. Chi durante l'anno aveva studiato, bene (ma erunu pochi). La maggior parte, che faticava a seguire i suoi metodi alquanto particolari, viniva rimandatu a settembri, all'esami di riparazioni."Mi dispiaci.......[alunno di turno], dincillu a to' patri. Ndi virimu o' tempu 'ill'uva!" [alias ru zibibbu!]
01 giugno 2008
LA FESTA DELLA REPUBBLICA
Auguri a tutti, italiane e italiani.
Dumani, 2 giugno, è la festa nazionali. Nci sarà la sfilata di tutte le Forze Armate, reparti, mezzi, ecc. ecc. davanti al Presidenti della Repubblica e alle altre cariche istituzionali, che applaudiranno impettiti.
A prima pinzata, potrebbe sembrari 'na cosa inutili, 'na pacchianata senza sensu, ma ambeci, non è propria accussì.
In realtà, è la rappresentazione in breve della nostra storia. E' un momento particolare, anzi, il momento.
La iurnata in cui ci si rende conto di quantu simu furtunati. Sì, furtunati a viviri nta 'n Paisi chi -pur chinu di cosi storti- ci ha dato la possibilità di essiri libiri d'esprimiri tuttu chiddhu chi ndi passa pi l'anticamira ru ciriveddhu, ma sempri rispittandu la Leggi.
Magari nessuno di noi ci pensa, ma tutto ciò è stato scritto in maniera chiara, diretta e precisa, nella Legge fondamentale dello Stato italiano: la Costituzione.
E siccome, purtroppo, troppo spesso ce ne scordiamo e nte scoli ormai non s'impara cchiù (almeno non in tutti i tipi di scuola), mi piaci ricordare proprio oggi chiddhu che dici il primo articolo:
"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."
Sono due righe appena, ma che esprimono in maniera completa quello che siamo.
Ora, pur non essendu né 'vvucatu, né prufissuri di dirittu, cercherò di spiegari chiddhu chi, sicundu mia, vonnu significari 'sti paroli.
Repubblica vol diri chi l'Italia è 'na cosa chi 'pparteni a tutti nui: masculi, fimmini, figghioli, giuvini, vecchi, belli, brutti, lisci o rappati.
Democratica vol diri chi cu' ndi guverna e nd' amministra lo fa per espresso mandato ricevutu dal popolo sanu. E nto populu, cuntunu tutti alla stessa manera: a partiri dal Presidenti, finu all'ultimu abitanti di Pantelleria.
Ma tutti 'sti belli cosi, questa piena libertà -dici la Costituzione- non sunnu nu rialu chiuvutu du cielu, ma si fondano e sono il frutto del sacrificio di ciascunu di nui autri, attraverso il nostro lavoro. Che non è solo un diritto ma, è bene ricordarlo a tutti ddhi schini lisci chi si 'ncuntrunu peri peri, è soprattutto un dovere, il fondamento appunto, della nostra civiltà.
Infini, la sovranità, cioè il potere originario è sempri del popolo che, però, non poti fari chiddhu chi nci pari e piaci ma è soggetto a un solo controllo. Non quello di un'autorità soggettiva, ma il controllo oggettivo operato attraverso le Leggi, diretta emanazione ed esplicitazione dei principi dettati dalla Costituzione.
Certo, come ha detto il Presidente Napolitano, dopo più di 60 anni, è necessario qualche adeguamento; è necessario salvaguardare questi principi che, a dire il vero, alcune leggi recenti hanno un pochino "annacquato" (vedi legge elettorale, per esempio). E' però un'operazione che bisogna fare insieme, tutti quanti, guardando avanti, cioè facendo in modo che i problemi di oggi non si ripercuotano sulle generazioni future.
E Carlo Azeglio Ciampi, ex Presidente della Repubblica (nonché ex Governatore della Banca d'Italia, Ministro del Tesoro -padre dell'Euro- ed ex capo del Governo), ha invitato gli italiani praticamenti a 'rrussigghiarsi dall'apatia e dallo scunfortu che sembra avriti pigghiatu lu nostru Paisi, che -dici Ciampi- deve ritrovare l'orgoglio. Quale migliore augurio?
Sugnu sicuru chi dumani, videndu sfilari a passu di marcia tutti ddhi banderi triculuri, chini di nastri e di mbragghi 'mpinduti, 'u cori ndi batterà cchiù forti.
Bona festa a tutti!
25 maggio 2008
CHI VI 'MMANCA, 'U TEMPU? IATI A' BANCA!
Poi partiti, ...per il fronte della guerra del traffico: schivati butumeri, atabussi, motopali, camion e affini; v'immittiti supra all'autostrata (o presunta tale) e dopo uno slalom speciali che farebbe la gioia della coppia Thoeni-Tomba, tra una miriadi di birilli multicolori, praticamenti 'na gimkana longa 'na vinticinchina di chilomitri, arrivati a Riggiu.
Vardati 'u riloggiu: passau quasi 'na ura, e trentacincu minuti si ndi iaru sulu pi fari l'ultimu chilomitru e menzu!
Raggiunto il traguardo riggitano, v'aspetta 'n'atra battaglia: pu parcheggiu. Guidati sul più bel chilomitru d'Italia vardandu sempri 'u riloggiu:'i 9:29. Forza, forsi 'sta vota 'u trovu nu postu. E sì, due minuti ancora e, come per magia, non capi cchiù mancu 'na spingula.
Ora poti 'ccuminciari 'a iurnata, satandu da 'n ufficio all'autru, tra 'na fila e 'n atra, comu a Flip (vu ricurdati?), 'u griddhu 'i "L'ape Maia".
Passati 'i iurnati come sopra descritto e non vi firmati mai? girati comu 'n palorgiu, senza mancu 'u tempu pi 'n cafè o' bar? Vi passunu i iurnati e mancu vi ndi 'ccurgiti? Aviti tanti cosi 'i fari chi non vi basterebbi 'na iurnata di 100 uri?
Niente paura, figghioleddhi belli, c'è la soluzioni. L'atra matina, mentri mi pigghiava 'u cafè, addritta supr' a 'n peri (l'autru era già fora ra porta), sintìa 'na bella notizia (ed è 'na rarità).
In Italia esisti 'na Banca chi non vi cerca né spisi per le operazioni e mi vi teni 'u cuntu, né mi vi concedi nu mutuu vi spogghia a' nura.
'Sta banca non tratta soldi, ma 'n cacch' cosa chi vali di cchiù: 'u tempu!
Sì, sto parlando delle Banche del Tempo e in Italia sunnu poco più di 300, di cui una puru a Riggiu.
Il funzionamentu è semplici, basatu sul motto: se tu fai una cosa a me, io poi fo' una cosa a te. Eccuvi 'n esempiu.
Mintimu chi siti 'n prufissuri, un puzzu di scienza, un luminari di fisica delle particelle, chi sapi tuttu della materia, chi sapi dari spiegazioni su tuttu chiddhu chi capita nta l'Universu criatu.
Già, siti propria 'n ciriveddhu, ma non aviti tempu pi chintari 'i pumaroru nta l'ortu o s'aviti a 'nzitari a vigna chi vi rassau vostru nonnu bonanima, non sapiti aundi mi mintiti manu?
Iati alla banca del tempo: ci sarà un cristianeddhu chi vi svelerà le tecniche agricole nicissarie mi vi faciti 'na 'nzalata 'i pumaroru "ri vostri", belli sapuriti.
In cangiu, potrete spiegargli 'nsignargli la sicunda leggi del moto e, comu esercizio, fargli calcolare l'accelerazione subita da un corpo di peso "P" su un pianu inclinatu di un angulu "alfa" rispettu all'orizzontali.
'U sacciu, starete pinzandu: e a chi nci serbi?
Servi, servi: capisci comu fari, quandu 'zzappa, a non 'ccappottari cu trattori.
Se pigghia peri, è propriu 'na bella idea chista delle Banche del Tempo. Potremo così viviri megghiu, cchiù tranquilli, senza fuìri com' e' pacci.
Sarà pirchì qua al Sud il tempo, tutto sommato, sembra rallentari, ma mi tornano in mente le immagini di certi film 'mericani, quelle scene descritte in tante canzoni country-blues: il Sud degli Stati Uniti, ddha genti chi si ndi stai 'ssittata nta 'na seggia a dondulu, sul portico di casa e si 'nnaca chianu chianu, bevendo 'na bella birra 'nghiacciata e parlando ru cchiù e ru menu cull'amici, magari vardandu, davanti a sè, il lento scorrere del Mississippi.
17 maggio 2008
'A RAMIGNA RA SINITRA
Ah, a propositu i Guvernu: l'avimu, finalmenti.
Il Berlusca IV è statu varatu da pochi iorna: 'i facci sunnu sempri chiddhi, ma la novità più simpatica è Ignazio La Russa, promosso (oltre che a reggente capo di Alleanza Nazionale) a Ministro della Guer... pardon della Difesa.
Per il resto, non si sente parlare d'altro che di due cose: ordine e disciplina.
Chi ha perso le elezioni, si consola parlando di larghe intese, di nuovo clima, attratto evidentemente dal dolce stil novo Berlusconiano. Ma me' nonna riciva sempri: quandu 'u riavulu t'accarizza, vol diri chi voli l'anima!
Pi furtuna, c'è 'na cosa che consola tutti gli omini appartenenti all'italica razza: secondo un indagine di un quotidiano straniero, aimu le ministre più bone di tutta Europa. Potenza 'i ddhu fimminaru di don Silviu!
Premesso che non sugnu comunista, dirò comunque che il fatto che i "cumpagni" non sono più in Parlamento, nu pocuceddhu mi dispiaci.
E sì, pirchì 'na Camera e nu Senatu senza comunisti sunnu comu... nu trionfinu senza roteddhi.
Ma se ciò è accadutu dopu giustu 60 anni, 'a curpa è sulu della Sinistra e della sua eccessiva frammentazione. Chiddhu chi era un grandi Partitu (quello socialista, primo partito d'Italia, fondato nel 1892), si spaccau tanti 'i ddhi voti da ridursi fringuli fringuli, praticamenti cisìna. E' pi chistu chi mi vinni in menti 'na storia, e vi la vogghiu cuntari.
Nc'era 'na vota un 'randi prato virdi (non quello di "Un mondo d'amore" di Morandi), cultivatu da tanti contadini chi si spaccavunu 'u fulettu ogni iornu, ra matina a' sira. Ma del loro lavuru, non vedevano che poca cosa, 'i scucciuliati. A' fini ra iurnata, gran parti di chiddhu chi si cugghiva, nci 'u purtavunu o' patruni -il proprietario.
Poi,cull'anni, il contadino dissi o' patruni: vossìa mi scusassi, ma pirchì 'i tutta 'sta proprietà non mi ndi duna nu pezzu, 'na stringa, cusì mi mantegnu la famigghia e mi fazzu puru 'na casiceddha, in manera da essiri sempri presenti, prontu a fari tutti i lavuri di cui il vostru fondo è bisognevuli?
U patruni -chi magari a proprietà non sapiva mancu aund'era- in cambiu di sordi (chi si sapi, su' com o' focu: giustunu tuttu), ciditti.
E 'na stringa a tia e 'na stringa a mia, finiu chi tutti 'ddivintaru proprietari sì, ma insieme ai lati positivi di un tali processu estremamente democratico, ne ereditarunu puru i difetti.
Vali a diri chi ognunu non fici autru chi mi penza sulu o' so orticeddhu, e siccomu ogni testa è 'n tribunali, decise a modu soi di cangiari tipu di cultivazioni o, nell'illusioni di varagnarci cchiù 'ssai, di dari al terrenu tutt'altra destinazioni -magari edificatoria- ma incumpatibili cu la so' natura.
E' cosa nota però chi aundi crisciru sempri citrola, pipi e pumaroru, non si poti chiantari 'u risu.
Inoltri, poiché 'sta stringa di terra è 'ddivintata troppu stritta, 'u trattori chi prima putiva iari avanti e arretu e fari tutti li manovri necessari, ora non ci 'a faciva mancu mi gira nta ddhi lenzi stritti stritti.
Tuttu chistu, portò quel grandi terrenu, un tempu tinutu bonu e produttivu, sia pur a costu di 'randi sacrifici, a vidir crisciri sempri menu citrola, pipi e pumaruru e sempri cchiù 'ramigna.
E 'a ramigna è difficili mi si caccia, pirchì passa da 'n ortu all'autru. Si poti firmari sulu se tutti i proprietari la sdirregnanu cuntemporaneamenti, di cumuni accordu.
'A storia chi vi cuntaia è, se nci facistu casu, 'a storia d'Italia e della sinistra italiana caratterizzata da tanta endemica voglia di divisione che appare quasi essere un suo difetto genetico, in perfetta antitesi con i principi ispiratori originari, che parlavano di "socialismo" e di "comunismo". Di tutta questa storia, oggi in Parlamento non restano che...gli sciolingua siglaioli del Cavaliere in camicia nera (PCI-PDS-DS-PD-...).
Chi, con lungimiranza, ha avuto sentore che le troppe differenziazioni avrebbero finito col soffocare il tradizionale "terreno" di riferimento della sinistra, andando a cercare (seppur con ritardo) la strada del rinnovamento, di una moderna concezione di comunismo (definitivamente distante da quell'immagine ereditata dall'Unione Sovietica, dei comunisti mangiatori di bambini), individuandola nel pacifismo, ha finito con l'essere contestato dai suoi stessi compagni di partito e "ringraziato" dai suoi elettori con l'esclusione dal Parlamento. E' il destino delle personalità carismatiche, dei leaders. E, diceva Martin Luther King, "Un vero leader non va a caccia di consensi".
E sempre il leader nero, in occasione della "Marcia contro la paura" del giugno 1966 in Mississippi, affermava:
“Ho sempre detto, e dico ancora, che non esiste un singolo individuo del nostro movimento che possa cambiare il Mississippi. Non esiste una sola organizzazione del nostro movimento che possa farcela da sola in Mississippi. Ho sempre sostenuto che se ci mettiamo al lavoro tutti insieme, possiamo cambiare il volto del Mississippi. Non è il momento dei contrasti organizzativi, non è il momento dei conflitti egoistici su chi dev'essere il leader. Nella lotta qui nel Mississippi siamo tutti leader. Capite, per cambiare il Mississippi dobbiamo stare insieme. La forza contro cui ci siamo messi non è dotata di un piccolo potere:qui abbiamo a che fare con dinastie politiche potenti, e in qualche modo dobbiamo riuscire a essere quel Davide della verità mandato contro il Golia dell'Ingiustizia. E possiamo cambiare questa situazione. E io credo fermamente che se restiamo insieme così, ci riusciremo.”
E' l'unico modo per la Sinistra italiana di tornare ad essere rappresentata in Parlamento.
E' l'unico modo per eliminare tutta ddha ramigna che l'ha infestata e che ha avuto la meglio sui tanti piccoli orticeddhi, chi oggi non producono nenti e sunnu sulamenti fonte di duluri.
Propriu comu 'a rina ra spiaggia chi 'u sciroccu ti sbatti nta facci. Guvernu latru!
01 maggio 2008
Primo Maggio a San Giovanni (di mezzo)
è 'u primu maggiu, tutti l'anni,
e pirciò, 'na para d'uri,
nui ndi iammu a San Giuvanni*.
Ma non a Roma, in Lateranu,
chi vui certu canusciti,
ma nta 'n postu scigghitanu,
a menz' a virdi castaniti.
Pi cu' non canusci 'a via,
oppur non esti di la zona:
a mità strata è, pa Mulia,
e ru Santu nc'era a 'ngona*.
Ma chi musica 'i cuncerti!
sunnu 'i ceddhi ccà a cantari,
tra castagni -curci e 'nzerti-
o ra fulea, nte cirasari.
'U travagghiu fu onoratu,
nta 'sta festa importanti:
tuttu 'u tempu s'è passatu
comu e' mali faticanti!
'U Nonnu
*N.B.:indicato anche come "San Giovanni di mezzo", luogo ubicato circa a metà percorso della vecchia stradfa comunale Scilla-Melia, dove c'era un piccolo ricovero, con un'edicola dedicata al Santo.
20 aprile 2008
IN ATTESA DEL QUARTO...BERLUSCONI: I RISULTATI SCIGGHITANI
Naturalmente, mi auguro che ciò non avvenga più, ma è fuor di dubbio che in questo ultimo periodo, nell'intera Europa soffiano forti venti di...destra.
In Spagna e Francia ha vinto la destra; in Germania, si discute se ricominciare ad usare la Croce di Ferro, la più alta onorificenza militare tedesca, bandita subito dopo la fine del Terzo Reich, ma rimasta stampata comunque sugli aerei della Wermacht.
Adesso pure in Italia, c'è voglia di ordine e disciplina.
A dir la verità, la cosa si era intuita già da tempo, considerato che a gestire le varie emergenze (vedi spazzatura a Napoli e sanità in Calabria), sono stati chiamati un ex capo della Polizia e un ex Prefetto, evidenziando così in maniera più che evidente l'incapacità della politica, anzi dei politici, di risolvere i problemi concreti.
Dunque, come da pronostico, ha vinto l'omino in camicia nera, il quale -contando sulle capacità taumaturgiche che i suoi elettori gli riconoscono- sembra intenzionato a trasferire la sede del Governo al Palazzo Reale di Napoli, fin quando la questione monnezza non sarà risolta.
Già che c'era (vistu ch'è puru 'mericanu di mentalità), perché non cominciare la nuova "marcia su Roma" dal Castello Ruffo dello Scigghio, facendo approvare un nuovo piano sanitario che non preveda la chiusura ru 'spitali "Scillesi d'America"?
Il nuovo (?) Presidente del Consiglio, si trova davanti delle belle gatte da pelare, ma può contare su tre fattori importanti.
-I conti dello Stato sono in ordine, come assicura Prodi, dopo aver curriato gli evasori fiscali peggiu di un gatto col topo, tipu Tom & Jerry. Ma mentre nel cartone animato, 'u suricicchiu aveva sempre la meglio, con Prodi-Tom, più di uno è rimasto 'ngagghiatu per la coda, anche chi era riuscito a correre fino in Liechtenstein!
- Non avrà a menz' e peri l'incubo delle sue notti insonni da quand'era figghiolu: i comunisti! Tranquillo, Presidente, nessuno mangerà più i bambini!
-I numeri in Parlamento gli permettono di poter approvare qualsiasi provvedimento, anche un decreto che preveda che il campionato che si avvia alla conclusione venga assegnato alla squadra quinta in classifica, cioè il Milan, varda casu [battuta che riporto da "Viva Radio 2"]
E, parrandu di numeri, dopu 'na settimana passata a fari cunti 'iil'ogghiu, vediamo com' è andata nto Scigghiu.
Aviti presenti le amministrative di due anni fa? Come direbbe quel principe del foro dell'avv. Messina [personaggio di "Viva Radio 2], ho sbagliato esempio. Spirditavilli.


Alla Camera, il PDL ha ottenuto poco meno di 1400 voti (pari al 47%), contro i 985 (33%) del PD. Stessa musica al Senato, dove la sfida tra i due gruppi principali è finita 1234-865. Agli altri, nci ristaru sulu...i scucciuliati: da segnalare, il 5% del CDU e il 2% del Movimento per l'Autonomia (altrimenti detta la Lega del Sud) e del Partito Socialista (quasi 3% alla Camera).
E la sinistra? Nel malutempuni che ha fatto naufragare Bertinotti e "compagni", le tre sigle sinistrorse (SC-SA-PCL) hanno complessivamente totalizzato solo il 3,8%.
A Scilla, quindi, alle politiche sono stati letteralmente ribaltati i risultati delle amministrative. L'attuale amministrazione, aveva a suo tempo ottenuto ben 1800 voti, facendo letteralmente mambassa nelle frazioni di Melia e Solano.
Nello scorso ottobre, oltre al primo cittadino, già candidato, per di più eletto, alle primarie- ben nove elementi su undici avevano dichiarato di aver aderito al Partito Democratico.
Bene, il risultasto di questa massiccia "migrazione democratica" (e anche dell'azione amministrativa messa in atto finora? Mah!) è che oggi i voti ottenuti dalla formazione di riferimento dell'attuale Amministrazione sono praticamente la metà e nelle frazioni il PD ha racimolato soltanto il 18-19% dei consensi espressi!
Questo dato, da solo, fotografa una situazione a dir poco imbarazzante, considerato che (non certo per colpa di un coordinamento provinciale che pure ha avuto le sue pecche), contrariamente a quanto verificatosi nei paesi a noi più vicini, da quando si sono svolte le primarie fino a oggi, le due "anime" che costituiscono il partito veltroniano, a Scilla non truvaru 'u tempu mancu mi si pigghiunu 'n cafè insieme! anzi hanno portato avanti due campagne elettorali parallele (invitando a turno i vari candidati), i cui risultati sono ora sotto gli occhi di tutti.
Inevitabilmente, ha vinto il PDL, com'era naturale che fosse, constastata la liquefazione della sinistra e lo scollamento esistente all'interno di quello che dovrebbe essere il PD scigghitanu: una creatura nata sotto il segno di divisioni le cui origini risalgono a un passato che sarebbe meglio mettere da parte; una creatura tirata di ccà e di ddhà, trattata in maniera opposta a come i loro "genitori" romani avevano pensato, indicato e fatto con le altre neonate formazioni gemelle, nel resto d'Italia.
A Scilla no. A Scilla, si è sfiorato l'"aborto" e, 'sta criatura sfurtunata è nata amorfa. Quanto tempo ci vorrà perché prenda forza e cresca? Chissà...
Così, mentre la primavera disvela tutto il suo tepore, l'omino in camicia nera se n'è andato in Sardegna, dove nella sua bella villetta, con il suo grande amico russo (venuto per l'occasione, a svernare in Italia) e l'intero corpo di ballo di un varietà televisivo, cerca di riprendersi dalle fatiche elettorali e in attesa di inaugurare il suo Terzo R...ehm, quarto Governo, ringiovanito per via dell'effetto benefico della vittoria, può cantare allegramente: "Giovinezza, giovinezza, primavera di bellezza....!". Proprio come facevano i giovani balilla nel Ventennio...