- Sezione 1 (San Giorgio): SI: 52 ; NO: 324; Votanti: 57,95%
- Sezione 2 (San Giorgio-Ieracari): SI: 64 ; NO: 385; Votanti: 58,17%
- Sezione 3 (Via Tripi-quarteri 'ndiginu-'Spitali): SI: 67 ; NO: 327; Votanti: 50,57%
- Sezione 4 (Chianalea-Marina Grande): SI: 75 ; NO: 248; Votanti: 49,92%
- Sezione 5 (Solano Sup.): SI: 43 ; NO: 97; Votanti: 24,30%
- Sezione 6 (Favazzina): SI: 15 ; NO: 34; Votanti: 35,33%
- Sezione 7 (Melia): SI: 34 ; NO: 168; Votanti: 38,63%
- TOTALI: SI: 350 (18,11%); NO: 1583 (81,89%, media Calabria 82% ); VOTANTI: 47,11% -praticamenti: i menzi!!
News, pensieri e parole (non di Battisti) dallo Scigghio calabrese. ‘Chi non vive per servire, non serve per vivere’
30 giugno 2006
RISULTATI REFERENDUM COSTITUZIONALE A SCILLA
29 giugno 2006
ANARCHIA A ….PARKING CITY
La temperatura ha raggiunto livelli impensabili, l’umidità è maggiore di quella esistente nto cori della foresta amazzonica e nelle ore diurne, per forza di cose, le attività intellettive praticamente sono ridotte al lumicino. Ecco quindi spiegato perché mi ritrovo a immettere in rete queste news ad ora così tarda.
Da dove cominciare? Del referendum, il cui esito in Calabria è stato unanimemente (e giustamente, secondo il sottoiscritto) rivolto al NO, vi fornirò i dati ufficiali del Comune. Solo qualche ora di pacenzia.
Per il resto, eccovi una breve panoramica:
CONSIGLIO COMUNALE E…DINTORNI
Si è insediato il nuovo Consiglio Comunale che, udite udite, si è riunito per ben tre volte nel breve arco di poco più di otto giorni.
La prima seduta è stata dedicata al giuramento del Sindico ed alla proclamazione degli eletti. Il primo cittadino, evidentemente a causa della "troppa abitudine" a certe pratiche istituzionali, ha dimenticato di fare esporre nella sala sia la bandiera –davanti alla quale avrebbe dovuto giurare, come massimo emblema dello Stato- che il gonfalone del Comune. Fu così che la "forma" o il "protocollo" –chiamatelo come volete- è andata a farsi strabenedire. Tipica nonchalance scigghitana!!!
Nella seconda seduta (il giorno seguente), il Consiglio è stato riunito a scarpa a zoccula in quanto si doveva deliberare in merito alla rinegoziazione di alcuni mutui contratti fino al 1996. In pratica, il comune dovrebbe così pagare di meno verso la banca e risparmiare ben 60-70.000 euro all’anno. Complimentoni!!
Infine, la terza convocazione si è resa necessaria perché scadeva il termine per l’adesione a un bando relativo al recupero dei centri storici. Orbene, riguardo a Scilla sono stati presentati due progetti: il primo, relativo all’ormai mitico ascensore che dovrebbe collegare piazza San Rocco a Marina Grande. Il secondo è relativo invece alla galleria artificiale di Chianalea. L’importo complessivo dei lavori si aggira sui 3-4 milioni di euro. Piccolo particolare: della somma messa a disposizione dal bando –non ben specificata- già il 50% sarà destinato ai comuni della locride. Il che significa che agli altri –tra cui noi- toccherà dividersi l’altra metà che, comunque sarà ben lontana dal coprire l’intera spesa necessaria per la realizzazione delle due opere.
Preso da questa iperattività consiliare, il Sindaco comunque, a distanza ormai di un mese dalle elezioni, non ha ancora assegnato ufficialmente le deleghe ai consiglieri della sua maggioranza. Ciò si traduce in una pressoché totale paralisi dell’attività amministrativa. Si aggiunga che, contemporaneamente, alcuni uffici chiave (vedi ufficio tecnico) sono attualmente soggetti a cambiamenti e/o ridefinizioni d’organico e di personale in tutto o in parte. Tale stato di cose, sicuramente senza pari negli altri comuni della provincia (per non andare troppo lontano), è definibile con una sola, sintetica, cruda, parola: anarchia.
LAVORI IN CORSO
Numerose le novità (o quasi).
Sono in fase di ultimazione i lavori di completamento della nuova illuminazione della via Sinuria, con lampioni similpiazza. A dir la verità non è che ce ne fosse tanto bisogno, considerando la particolare luminosità fluorescente della pietra con la quale sono stati rivestiti i muri di sostegno e di cui ho già riferito a suo tempo.
Nella via Fontana delle Grazie (per capirci, quella che dalla via Nazionale permette l’accesso alla Via Marina), dove erano stati abbattuti alcuni alberi che fungevano da spartitraffico, sono stati ora realizzati due ampi marciapiedi laterali della larghezza di circa 2,00 metri. Conseguenza: la strada, la cui larghezza era di circa 8-9 metri, si è ridotta a poco più della metà, praticamenti nu bureddhu, che dovrà "accogliere" i visitatori (chiamarli turisti sembra effettivamente eccessivo) provenienti sia da Nord (lato Bagnara) che da Sud (lato Villa).
In più, sono stati ripresi e ammodernati alcuni marciapiedi esistenti e si è proceduto ad asfaltare parte della via Marina e zone limitrofe. Certo, non c’è che dire, sono lavori altamente indicati in questo periodo dell’anno! Per di più con temperature dell’aria vicine ai 40° nelle ore centrali della giornata (l’asfalto nuovo sfiorerà i 70°-80°, se non più). Nota a margine: il cantiere per l’esecuzione di questi lavori "essenziali" per la buona riuscita dell’estate scillese, è stato installato in largo San Nicola, alle spalle delle scuole elementari. Conseguenza: si è ridotto al lumicino l’unico spazio effettivamente utilizzabile per il parcheggio dei residenti. Mah!
Altra opera in fase di avvio: la via De Zerbi (sempre per capirci: a scalunata chi vai ra Chiazza finu a Matrici, o viceversa). La scalinata dovrebbe essere completamente smantellata e ricostruita, completa d’impianto elettrico –sempre similpiazza- e di pavimentazione in pietra. Auguriamoci però che non sia come quella realizzata a Chianalea, dove –cosi ri pacci!- perfino i gatti (dopo turisti e visitatori vestiti in abito da cerimonia) evitano di camminare sui ciottoli appuntiti, vermanete spaccaita, e preferiscono percorrere –anche a senso alternato in caso di incroci- le piccole e strette strisce laterali.
PARCHEGGI
Oltre al ben noto progetto relativo a parcheggi multipiano (a Chianalea, Vallone Livorno e chissà dove altro ancora), fonti confidenziali del tutto ufficiose -ma ben informate- riferiscono che sarebbe in via di soluzione -e quindi di finanziamento- anche un altro progetto che prevede la realizzazione di un parcheggio... rintra o muru ra stazioni!
Altro parcheggio, per il quale esiste anche un altro progetto già presentato -o comunque in corso di definizione- è quello che si dovrebbe realizzare in località "Pacì", sotto l'attuale acquedotto, quasi completamente inserito nella montagna soprastante e quindi quasi invisibile dall'esterno, tipu postazioni antiaerea ra sicunda verra mondiali, il che però non guasta dal punto di vista paesaggistico-ambientale (e menu mali!).
Alla luce di tutto questo, propongo un referendum popolare: visto che facciamo parte dell'Europa, perché non aggiungere alla nostra Perla anche un nome inglese? Park(ing) City!!
Alla prossima!
16 giugno 2006
LA DESERTIFICAZIONE DELLA CALABRIA
Un’altra incresciosa vicenda, che ha trovato ampio spazio su giornali e tv locali, un po’ meno sulla stampa nazionale, è quella relativa alla chiusura forzata di un altro noto locale nei pressi di Santa Trada, il ristorante "Al Valentine".
Anche in questo caso, nonostante le segnalazioni alle autorità competenti (polizia, carabinieri, magistratura, ecc.) a seguito di attentati, o meglio "avvertimenti" sempre più pressanti, con intensità e pericolosità via via crescenti, i proprietari e gestori del locale, nella consapevolezza di non poter garantire l’incolumità della clientela, hanno dovuto preparare le valigie ed abbandonare la loro terra, dirigendosi verso la Francia.
Lì, lontano dall’aria della provincia reggina -che diventa ogni giorno sempre meno respirabile- cercheranno di rifarsi una vita, sperando di poter sfruttare le loro capacità imprenditoriali nella sicurezza, nella pace e nella serenità che solo una società civile –prima delle forze dell’ordine e della magistratura- può garantire.
Unico loro conforto (seppur praticamente inefficace), la solidarietà espressa dai ragazzi di Locri e da pochi altri.
Hanno chiuso, hanno gettato la spugna in lacrime, addolorati, spaventosamente impotenti e –quel che fa più male- quasi fossero loro a doversi vergognare di quello che avevano fatto, a dover scappare di corsa, come ladri, per non essere acciuffati.
Non dalla polizia, (che fatica ad acciuffare il 29° latitante più pericoloso, solo per far entrare nella famosa lista dei trenta colui che era al 31° posto), bensì dalla "pulizia" operata da quella gente che pensa di poter fare e disfare, creare e distruggere a proprio piacimento, senza alcun rispetto per la persona e la vita umana.
E’ solo gente malata. Sì, malata dell’effimera illusione di essere onnipotente, dell’effimera illusione di poter gestire a proprio piacimento ogni attività economica, da cui succhiare come parassiti l’unica cosa che la fa sentire viva, che crede di possedere ma da cui, in realtà è posseduta: il denaro.
Ma questa illusione durerà ancora per poco. Non perché le Autorità –e quindi lo Stato- riusciranno ad avere la meglio. Non perché ci sarà ancora qualcuno disposto a fare l’eroe, a sacrificare la propria vita per denunciare uno stato di cose di cui tutti noi siamo già perfettamente a conoscenza.
Questa illusione durerà poco perché, continuando di questo passo, finirà con l’autodistruggersi. Come? Proseguendo in questa costante, imperterrita opera di desertificazione.
Desertificazione del territorio, poiché proseguendo in quest’opera di far terra bruciata attorno a chi non è di loro gradimento, in Calabria finiranno col rimanerci solo loro: gli illusi schiavi del denaro.
La gente onesta, che lavora, che si fa in quattro per guadagnarsi da vivere, che è disposta a mettere la propria intelligenza al servizio della collettività andrà –seppur certo a malincuore- a seminare il germe del progresso da un’altra parte.
In Calabria resterà la terra nuda, spoglia di iniziative, di idee, di progetti, di vita. La terra, sola, dura come pietra.
La pietra delle lapidi di cui gli onnipotenti dell’effimero hanno già lastricato gran parte del nostro territorio. La pietra di cui hanno rivestito il loro cuore e quello di coloro che supinamente, vigliaccamente, si adeguano, vittime (anche loro) di una progressiva, umanamente gravissima ed inaccettabile desertificazione delle coscienze.
31 maggio 2006
SCIGGHI(TI)TANI(C)
(Trasposizione elettoral-dialettale di “Titanic” di F. De Gregori)
- ‘A prima lista di voti è china,
- ‘a sicunda nenti,
- e ‘a terza mali forti si senti
- e varda in giru mi trova cunfortu
- pirchì iu tuttu stortu.
- Sturiata e nta ‘n misi proposta,
- pu scigghitanu chi cerca risposta,
- a li domandi ch’ ‘a genti si faci
- ma mi rispundi non fu capaci.
- Sacciu sulu chi avi cinc’ anni
- chi a Scilla cchiù nenti si movi,
- ‘a genti è chiusa e voli parrari
- sulu ru tempu, s’è bellu o se chiovi.
- E intantu cu ha vintu festeggia,
- sorispazioni chi mancu li cani,
- a patraternu ognunu s’atteggia,
- a tutti bacia, stringendu li mani.
- I vincituri poi fuiunu abbasciu,
- sì, brinda tutta ‘na tavulata,
- pi ‘na vittoria chi fu bella pi iddhi
- ma chi pi l’atri, ahi!, fu ‘na lignata.
- Ma cu ‘u rissi chi ccà si sta mali,
- chi ru paisi non c’è nenti ‘i pigghiari
- 'imu ‘a Marina e ‘a Chianalea,
- 'imu San Giorgiu e poi Iaracari.
- Nto Scigghiu aimu la nominata,
- chi propria ccà si spaccau lu saccu,
- a cu ndu rici nci ramu ragiuni,
- ndi difindimu, non iamu all’attaccu.
- Ccà ‘u mari cangia mmilli culuri,
- i quandu brisci fin’ a quandu fa sera
- e ogni annu mi ndi fannu cuntenti
- pi quant’è nettu purtamu ‘a bandera.
- Simu nu vantu pi tutta ‘a Calabria e
- ra Costa Viola la perla ‘nvidiata,
- ma non facimu mai ‘n piritu tundu,
- puh! fora iabbu, oh malachiamata!
- ‘A cosa è seria e non è generica,
- nc’è cu non voli sintiri ‘sta prerica,
- nc’è cu rici "Vi salutu, figghioli,
- ccà jeu non ci ‘a fazzu, ora partu pa ‘Merica."
- O’ primu pianu ru vecchiu Palazzu
- lu dadu è trattu nta tuttu ‘u Cumuni,
- ma chi nci cunti? chi signi? chi spunti?
- mancu ‘sta vota si cangia patruni.
- Ora a cu’ ‘st’elezioni ‘i pirdiu
- nci ‘oli nu pocu ‘a rraggia mi sbenta,
- ma pi favuri, cu’ a iddhi scigliu
- m’avi ‘a buntà non mi si lamenta.
- E pi camora, dopu ‘sti votazioni,
- aundi è sulu lu vecchiu ch’avanza,
- megghiu far scorta di calamiddha,
- sarannu forti ‘i duluri di panza.
- Oh scigghitani, vuliti sapiri
- mi staiu nto Scigghiu ora comu mi sentu?
- Comu ‘n maritu cu ‘na bella mugghieri,
- ch’ ‘a porta in giru, curnutu cuntentu!
- E’ propriu ura mi si cangia, si spera
- ma c’è cu non voli sintiri ‘sta prerica,
- nc’è cu rici "Vi salutu, figghioli,
- ccà non ci ‘a fazzu, ora partu pa ‘Merica
." - Nc’è cu rici "Vi salutu, figghioli,
- ccà non ci ‘a fazzu, ora partu pa ‘Merica."
- Nc’è cu rici "Vi salutu, figghioli,
- ccà non ci ‘a fazzu, jeu vaiu a’ ‘Merica."
30 maggio 2006
IL NUOVO (?) CONSIGLIO COMUNALE
- SINDACO: avv. Gaetano Ciccone
- CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA:
- BELLANTONI Francesco Gabriele preferenze 179
- VITA Antonino preferenze 169
- PALADINO Girolamo preferenze 166
- MOLLICA Domenico preferenze 152
- COTRONEO Filippo preferenze 148
- ARBITRIO Pasquale preferenze 119
- DIANO Domenico preferenze 118
- MANGERUCA Pietro preferenze 105
- CAMBARERI Domenico preferenze 102
- FAVA Francesco preferenze 97
- FEDERICO Giuseppe preferenze 89
- CONSIGLIERI DI MINORANZA:
- BUETI Rocco –candidato a sindaco
- PERINA Santo preferenze 144
- CAMBARERI Antonio preferenze 139
- PIRROTTA Antonio preferenze 121
- GIORDANO Rocco –candidato a sindaco
CURIOSITA': Candidato più votato: Bellantoni Francesco Gabriele (lista n. 1): 179 preferenze
Candidato meno votato: D’Amico Giuseppe (lista n. 2): 0 preferenze*
*Campagna elettorale fatta a suon di bigliettini che invitavano a votare liberamente, ma non per lui!
ELEZIONI SCIGGHITANE: AUND’ERIMU, SIMU!
Come facilmente pronosticato alla vigilia e come potrete leggere nelle tabelle allegate a giocare un ruolo decisivo, scavando un solco incolmabile con le altre due liste in corsa, sono state le frazioni, senza eccezione alcuna.
La vera sorpresa è stata la netta affermazione anche nelle sezioni cittadine (soprattutto la n. 1!), fatta eccezione per la n. 2, dove il confronto tra la lista Ciccone e quella Bueti è stato maggiormente in equilibrio. Il distacco è stato minore –seppur di poco- se si considerano anche i voti dati alla sola lista, senza preferenza.
Altro dato significativo è la buona affluenza alle urne, a dimostrazione del fatto che l’appuntamento elettorale era atteso dalla popolazione.
Ma tale attesa non ha cambiato per niente le cose. Anzi, l’enorme divario venuto fuori dal risultato delle urne (seppur in parte giustificato dal fatto che i rapporti di parentela hanno la loro influenza nel decidere a chi assegnare la preferenza), a ben vedere non trova un effettivo ed oggettivo riscontro nella realtà quotidiana degli abitanti dello Sciglio, considerate le numerose lamentele e gli altrettanto numerosi mugugni liberamente espressi da diversi ambiti socio-culturali della popolazione nei cinque anni appena trascorsi.
Perciò, dal punto di vista strettamente logico, appare a dir poco inspiegabile l’aver contribuito –di fatto- in maniera così massiccia all’ulteriore e per molti versi avvilente consolidamento di una situazione politica scigghitana che appare così completamente, pericolosamente e colpevolmente (per chi ha perso) cristallizzata. Figghioli, in pratica, aund’erimu, simu!
Visto che il Giro d’Italia si è concluso da poco, possiamo dire che quella ottenuta dal Sindaco Ciccone più che una vittoria alla Coppi o alla Bartali, è stata una vittoria alla Eddy Merckx, detto "il cannibale".
Chi ha perso, s’interroga, com’è giusto che sia, sui motivi di questo fallimento.
Da un lato, la lista proposta da Rocco Giordano è stata il frutto di un’iniziativa personale, basata principalmente sul suo particolare "carisma" e sulla sua genuina simpatia, che non ha mancato di raccogliere consensi per alcune idee proposte dal "Bais", al quale, comunque, va senz’altro il primo premio per la campagna pubblicitaria, con cartelloni immortalati anche in numerose foto ricordo: eccezionale!
Dall’altro, la lista che candidava Rocco Bueti. Era quella che dal punto di vista più strettamente politico avrebbe dovuto contrastare maggiormente la compagine "cicconiana".
Visti i risultati però, c’è parecchio su cui riflettere e interrogarsi. In primo luogo, la tempistica nella formazione della lista. Considerata la particolare mentalità paesana –simu tutti testa dura, calabrisi!- si sarebbe dovuti partire con molto più anticipo nelle "consultazioni" preliminari, coinvolgendo maggiormente tutta quella parte di popolazione che ha espresso in tutti questi cinque anni un profondo disagio per la situazione economico-sociale in cui vive. E poi, ci si sarebbe dovuto ricordare del semplice ma detto: "A jatta prescialora, faci i jattareddhi orbi" !
Il tempo -che come si sa, aggiusta ogni cosa- sarebbe servito anche a smussare e dirimere quelle reciproche riserve avanzate dalle diverse forze politiche interessate (tutte collocate all’interno del centrosinistra), le quali hanno purtroppo impedito di portare avanti un discorso unitario che poteva essere maggiormente apprezzato dagli scillesi.
Infine, la propaganda. Non serve a niente affidarsi a volantini dell’ultim’ora, tipo strillo dei giornali. Non servono perché agli occhi del popolo –che deve poi giudicare- appaiono essere solo un gioco a rimpiattino, un <
Per chi ha perso, ci sarà modo, comunque, di riparare, di far sciogliere questo pericoloso ghiaccio che tende a cristallizzarsi. Come?
In primo luogo utilizzando lo strumento democratico costituito dalla presenza all’interno del futuro Consiglio Comunale. Una presenza che deve essere convinta e continua, non fantasma, come oramai da dieci anni a questa parte. Una presenza vigile, che tenga d’occhio l’operato della maggioranza, e metta al corrente la cittadinanza tutta di quel che avviene nella "stanza dei bottoni". Una presenza propositiva, nel senso di portare avanti le istanze provenienti dalla società scillese, di saper cogliere e segnalare a chi amministra quelle opportunità di risparmio per la collettività e di sviluppo sociale offerte dalla legislazione vigente e futura (nazionale ed europea, in particolare), che finora sono state sfruttate se non male, diciamo così, senz’altro ad intermittenza.
In secondo luogo, avviando sin da domani una forma di dialogo e di coinvolgimento nell’azione politica che sia davvero continuo, quasi quotidiano, con tutte quelle parti della popolazione scillese –sicuramente in numero maggiore di quanto non abbiano detto i risultati finali- e soprattutto i giovani, che possono rappresentare quella scossa di cui la politica scigghitana denota avere estremo bisogno.
I quali, da parte loro, non possono e non devono starsene alla finestra, fingendo che la politica sia un’entità astratta. Ma ai quali non bisogna ricorrere solo e soltanto per riempire qualche posto vuoto nella prossima lista.
15 maggio 2006
AUGURI, PRESIDENTE!
Nonostante l’opposizione non abbia gradito il "metodo" con il quale si è proceduto all’elezione del Presidente –poiché il Suo nome non era stato preventivamente inserito nella "rosa" dei candidati- alla fine più di uno dei suoi esponenti di primo piano ha ammesso di aver commesso un errore.
L’errore di non aver sostenuto con il proprio voto una personalità di cui tutti, alla fine, hanno riconosciuto pubblicamente il profilo morale e l’alta competenza istituzionale.
Ciò per non turbare l’elettorato di centrodestra, al quale è stata propinata una campagna elettorale dominata da un unico tema portante: l’anticomunismo, nella sua forma più accesa, da anni ’50. Da qui il problema: come giustificare il voto dato proprio ad un "ex comunista"?
A dire il vero, per quanto hanno riferito tutti i mezzi d’informazione, potremmo definire Giorgio Napolitano come il "meno comunista" tra i comunisti, nel senso che ha improntato tutta la sua attività all’interno del partito cercando il dialogo con le altre forze politiche, venendo in più di un’occasione "emarginato" dai suoi stessi compagni i quali però hanno poi riconosciuto la validità e la fondatezza delle sue posizioni, improntate verso un moderno socialismo riformista.
Al di là di tutto ciò, credo comunque che davanti a personalità dello spessore e del carisma del Senatore Napolitano, proprio per la speciale carica di "Senatore a vita" che già rivestiva, i veti posti e le perplessità sollevate dal centrodestra sono del tutto infondate.
Di sicuro, il neo Presidente Napolitano lo proverà, svolgendo la necessaria opera di mediazione all’interno di un clima politico surriscaldato dagli eccessi di personalismo. Lo proverà riportando al centro del dibattito "l’attualità" della nostra Costituzione, che deve essere sì adattata alle nuove esigenze di questo periodo storico ma che, non per questo, deve essere necessariamente stravolta nel suo impianto base. Un’impostazione conferitale dai Padri della Costituente, la cui lungimiranza nel prevedere già a quel tempo le soluzioni per i futuri possibili adeguamenti e miglioramenti, è stata subito sottolineata e messa in evidenza dal nuovo Presidente.
Oggi, ventuno salve di cannone saluteranno la Sua elezione e l’inizio di un cammino nuovo della politica italiana. Un cammino fatto di dialogo tra gli schieramenti, di rispetto per le reciproche posizioni. Un cammino nel quale vengono messi da parte i poco comprensibili "odi" o le infondate "paure", retaggio di un passato che è ormai storia e che oggi può servire da utile insegnamento.
Mi auguro che questi ventun colpi di cannone diano la "sveglia" a tutta la nostra classe politica (di governo e opposizione), che certamente potrà e dovrà fare tesoro dell’apporto fattivo, concreto e di sicuro al di sopra delle parti del neo eletto, Giorgio Napolitano. Auguri, Presidente!
14 maggio 2006
LA JUVENTUS E I MODERNI MANGIAFUOCO
E’ passata solo una settimana e quelle lacrime, quella stanchezza, trovano oggi tutt’altra spiegazione.
Piangeva, "Penna Bianca", ma non per la gioia. Erano lacrime di amarezza, di sconforto, quasi di delusione. Sì, perché erano le lacrime d’addio al calcio di cui ha fatto parte, di cui è stato una delle tante (per fortuna) bandiere.
Piangeva, e con lui tutti i veri tifosi, la fine di un’epoca. Di un’epoca in cui per rinnovare un contratto, bastava una stretta di mano tra giocatori e presidente, in cui per capirsi era sufficiente guardarsi negli occhi, senza bisogno né di intermediari/procuratori né di telefonini. Un’epoca in cui gli accordi venivano rispettati per tutta la durata concordata e non venivano disattesi dopo poco tempo, così, perché imposti dalle convenienze personali di qualcuno.
Un’epoca in cui i calciatori erano ben consapevoli di essere dei "fortunati", dei privilegiati ma altresì rispettosi –con i loro sacrifici e il loro attaccamento alla maglia- del loro pubblico, quel pubblico che decretava poi i loro successi o i loro fallimenti.
Mi vengono in mente nomi del passato quali Boniperti, Sivori, Charles o, in epoca più recente, quelli di Zoff, Gentile, Cabrini, Tardelli, Platini, Rossi, Boniek e poi, il grande e sempre più compianto Gaetano Scirea.
Tutti loro hanno condiviso con Bettega quel modo di fare, quegli atteggiamenti, quella consapevolezza di persone dalle origini semplici, dotate di una particolare abilità nel dare calci ad un pallone e, per questo, capaci di regalare momenti di gioia e di speranza al loro pubblico, alla ricerca di quel sano divertimento che solo lo sport è in grado di offrire.
Dietro di loro, dirigenti capaci, ricchi sì delle necessarie risorse economiche –seppur modeste se paragonate a quelle di oggi- ma, soprattutto di tanta umanità e rispetto per il lavoro dei loro particolari "dipendenti" e per i loro tifosi.
Erano, sono stati grandi personaggi, in grado di fare visceralmente "innamorare" del gioco del calcio diverse generazioni di ragazzi. Grandi presidenti, grandi campioni, grandi uomini: uomini da serie A.
Le lacrime di Bettega, sono la più incredibile ed impensabile testimonianza di quanto è stato doloroso il passaggio dal calcio "tradizionale" delle semplici società sportive, alle S.P.A., alle "aziende".
E, si sa, l’azienda-calcio (come tutte le altre), deve far quadrare i conti. Ma per tenere alla pari i bilanci, alcuni maldestri burattinai hanno finito con l’inventarsi i metodi più impensabili, degni dei migliori equilibristi, finendo però col farle diventare delle splendide….scatole vuote.
I moderni Mangiafuoco, privi di qualsiasi scrupolo, per il loro tornaconto personale, per le loro effimere manie di grandezza, non hanno esitato a calpestare la dignità di tutto il mondo del calcio e di tutti quelli che direttamente (calciatori, arbitri, addetti ai lavori) o indirettamente (tifosi, semplici appassionati) ne fanno parte.
I Mangiafuoco dei nostri tempi avevano scritto e pianificato la loro "commedia", il loro spettacolo, a partire dai ruoli principali fino alle battute delle comparse. Ma è uno spettacolo squallido, che non ha niente di fiabesco, tutt’altro. Con la loro famelica ingordigia sono stati capaci di rovinare per sempre quella splendida fiaba –il calcio- con la quale siamo cresciuti, immaginando –per radio con Ameri e Ciotti- e poi vedendo –in TV con Martellini e Pizzul- le gesta di "Penna Bianca" e compagni.
Ridateci il calcio di una volta:allegria, divertimento, competizione. SPORT!
Restituiteci i campioni, gli uomini da Serie A da applaudire, incoraggiare, ammirare.
Loro invece, i maldestri burattinai, i moderni squallidi Mangiafuoco, solo loro, se ne stiano in C……!
29 aprile 2006
SCIGGHITANI, ALLE URNE!
Scigghitani, alle urne!
Sono state presentate le liste dei candidati per l’elezione del nuovo (?) Consiglio Comunale e del nuovo (??) Sindaco. Si vota con il sistema maggioritario, che ancora è in vigore per Comuni e Provincie, il 28-29 maggio prossimi. Organizzatevi i ferii!!
La prima novità rispetto alle elezioni del 2001 è la presenza di tre liste invece di due. Il che significa che ci sarà maggiore "dispersione" di voti, con margini che potrebbero essere davvero minimi. Vediamo un po’ più da vicino le tre liste.
- Insieme per il Progresso
E’ la lista del Sindaco uscente –avv. Gaetano Ciccone. Sostanzialmente immutata rispetto alle elezioni del 2001 nelle quali prevalse per un pugno….di voti. Da esperto "allenatore", l’avv. Ciccone ha dunque seguito l’antico motto che vale in ogni competizione: "squadra che vince non si cambia", nonostante qualche "scricchiolio" interno, evidentemente superato.
Non ha un preciso riferimento politico a livello nazionale, poiché costituita in parte da DS, in parte da Socialisti e in parte da indipendenti. A sottolineare la "trasversalità" della compagine del Sindaco in carica, la vera novità (?!) è costituita dalla candidatura del neo coordinatore cittadino dell’Udeur. Altro elemento caratterizzante è la presenza di una forte rappresentanza delle frazioni (Melia, Solano e Favazzina), pari quasi al 40% dei candidati.
Potrebbe essere un elemento decisivo, come già in passato!! - Forza Italia
Il candidato a sindaco è Rocco Giordano –detto "U Bais"- noto imprenditore ed operatore commerciale cittadino, se non sbaglio, alla prima candidatura a sindaco, dopo diverse presenze (???) in Consiglio Comunale, sui banchi dell’opposizione.
Il riferimento politico è netto ed inequivocabile. La lista è prevalentemente formata da imprenditori commerciali –oltre allo stesso candidato a sindaco- ed ha una forte presenza giovanile: è la lista con l’età media più bassa, 40 anni.
Si punta a confermare il buon risultato ottenuto nelle recenti elezioni politiche, nelle quali Forza Italia è stato il primo partito a Scilla.
Ma per le elezioni comunali, di solito, è tutta un’altra storia…. - Uniti per Rinnovare
Candidato a sindaco è Rocco Bueti, predecessore di Ciccone, avendo già ricoperto tale carica fino al 2001.
Il riferimento politico è l’Unione, con prevalente presenza di Margherita, poi DS e Verdi. Mancano però uomini in quota a Rifondazione Comunista, a quanto risulta per via di non ancora sopiti "rancori" nei confronti di Bueti in occasione della sua prima esperienza come sindaco. In ogni caso, da parte dei Rifondatori -memori della tattica che ha comunque portato alla caduta del primo governo Prodi- dovrebbe essere assicurato il cosiddetto "appoggio esterno".
Come detto poi, da parte dell’Udeur all’ultimo momento si è scelta un’altra strada, così che il progetto originario appare essersi –di fatto- dimezzato.
E’ la lista con la più alta percentuale di rappresentanza femminile: più del 30%.
Appare essere quella in grado di competere meglio nelle frazioni contro la lista del Sindaco uscente. A Scilla centro, come sempre, tutto si deciderà sul filo di lana.
Che dire: i nomi sono lì, sotto gli occhi di tutti:
www.malanova.it Bisogna scegliere. Ma deve essere una scelta ben ponderata. A parte le parentele da accontentare -inevitabili in un ambito limitato come Scilla- se vogliamo cambiare davvero mentalità, una cosa è certa: non dobbiamo pensare che il nostro cambiamento possa avvenire per ….favore ricevuto!!!18 aprile 2006
PASCUNI A ......LIVORNU
- Com' ogn' annu è tradizioni
- ndi truvammu pa Pasquetta,
- 'a matina nda passammu
- nta nu bar, senza fretta.
- Ma poi quandu 'a fami vinni,
- 'n'ura ropu ru menziornu,
- decidimmu all'intrasattu:
- ndi 'nchianammu a....Livornu.
- Ma pur se non è Toscana
- (è 'na zona ccà vicina),
- esti centu voti megghiu:
- nu vaddhuni ra Marina!
- Cunsumammu tutti cosi
- e mangiammu com' e' pacci:
- da la pasta, fatta o' furnu,
- finu e' fungi nde bbuccacci.
- Poi fu tempu di riposu,
- longa 'a sosta, finu a sera,
- ma, in casu di bisognu,
- nc'era 'i scorta 'na pastera.
- Cari amici oggi assenti,
- vi salutu tutti quanti,
- ccà nta l'aria c'è murfura
- fu 'u suli latitanti.
- Cusì a vui chi non ci siti,
- jeu cu l'ecu ru vaddhuni,
- dicu sulu: bonasira,
- a vui tutti, bon Pascuni!
09 aprile 2006
LA VIA SINURIA E.... I MATTUNELLI RU BAGNU!
Nel mio ultimo messaggio riguardo i lavori in oggetto, vi avevo detto che la loro ultimazione era prevista per la fine di febbraio.
Bene, vi sembrerà incredibbule, ma la strada è stata riaperta al transito con soli quindici giorni circa di ritardo! Voi direte, bbona i manu! Però ...(c'è sempre un però, altrimenti non saremmo in Calabria, e precisamente a Rriggiu...):
- Binirizioni: negli ultimi giorni, il semaforo che avrebbe dovuto regolare il transito a senso alternato, funzionava solo da una parte -in piazza San Rocco. Quello a Piazza Matrice era lampeggiante. Risultato: gli automobilisti circolavano nei due sensi di marcia, facendo lo slalom tra: butuni ill'acqua, muntarozza i terra, birilli tipu gimkana, e via di seguito..., mandandosi binirizioni reciproche.
- Aund' erimu, simu: come previsto e anticipato, la parte lato monte che è stata ampliata, viene quotidianamente utilizzata per il parcheggio delle automobili della zona. Risultato: aund' erimu, simu! La sede stradale infatti, almeno quella lato monte, è larga quanto in origine.
-Llarga e stringi: l'ampliamento lato mare, realizzato solo parzialmente, vanifica, nella sostanza, tutto il lavoro fatto in quanto anzichè eliminare il pericolo rappresentato dalla larghezza limitata, lo ha aggravato. Infatti, poichè il primo tratto lato mare è stato allargato, chiunque si sentirà autorizzato (essendo calabrisi e rriggitanu) a procedere a velocità più sostenuta. Risultato: una volta arrivati all'altezza della curva d'imbocco alla galleria, aundi c'era a ficara, si entrerà "sparati" in un imbuto degno delle migliori chicane con tunnel -tipu Montecarlu!
-"Ratimi aiutu, staju 'ncappottandu!" Restando in tema di gran premi di formula 1, all'altezza del tornante -che pare la curva del Loews, sempre di Montecarlo- per dare un tocco di verde e non passare per insensibili devastatori dell'ambiente, i progettisti -o chi per loro- han deciso di ricavare una piccola aiuola, così piccola, ma così piccola che la palma che vi è stata piantata all'interno sembra come il piede di King Kong dentro la scarpetta di Cenerentola, e la senti quasi gridare "Ratimi aiutu, staju 'ncappottandu" (il che, prevedo, succederà in tempi piuttosto brevi).
LA "CHICCA" -Ma la vera "chicca", che è un vero e proprio pugno nell'occhio, chi quasi vi lori 'u stomucu quandu 'u vardati, è il rivestimento del muro di sostegno tra le due rampe.
Invece di adottare un rivestimento in pietra simile a quella già esistente nel muro di sostegno della Via Zerbi -per intenderci, 'a scalunata ra Chiazza a' Matrici- o a quella usata nella galleria che permette il passaggio da Marina a Chianalea, sempre gli stessi progettisti, in barba a qualsiasi considerazione di impatto ambientale, hanno deciso di utilizzare una tipologia di pietra di color bianco smaltato.
Ma è un bianco particolare che, parafrasando una delle battute migliori di un film comico di alcuni anni fa, potrei definire come: la più bianca pietra bianca che abbia mai visto in vita mia!!
Ebbene sì, figghioli, ne parlavo oggi con due amici. Uno mi ha chiesto:"Ma, chi l'ha scelta quella pietra?"; l'altra amica: "A me, sembrano le piastrelle di una sala operatoria". Sì, a voler essere buoni, sembrano da sala operatoria, ma a me ricordano tanto, ma proprio tanto, 'i mattunelli 'i ceramica 20x20 ru bagnu 'i 'na casa i campagna!!!
06 febbraio 2006
XL SUPERBOWL NFL -PITTSBURGH CAMPIONE
Si è da poco concluso il Superbowl numero XL, la finale del campionato di football americano. L'evento mediatico che monopolizza l'attenzione di un'intera nazione, la massima espressione dell'american way of life, dell'"americanità" più esasperata (ed esagerata) .
Per la cronaca hanno vinto i Pittsburgh Steelers, battendo i Seattle Seahawks per 21 a 10.
Qualche dato, tra i più interessanti.
- L'incontro si è svolto a Detroit, in uno stadio coperto, con erba sintetica (come dovrebbero essere tutti i nostri campi da calcio, considerata la scarsa qualità dell'erba naturale e i relativi costi di gestione).
- L'inno nazionale è stato cantato da Aretha Franklin (mitica!), accompagnata da alcuni musicisti di New Orleans, città la cui popolazione - ridotta ad un quarto di quella pre-Katrina - cerca di risollevarsi con l'aiuto di tutti, anche della NFL, la lega del football (bampata a sordi);
- Pittsburgh è al suo quinto titolo -dopo averne vinti quattro negli ormai (ahimè) lontani anni '70- e, come dicono negli States, hanno raggiunto il pollice.
Per comprendere il significato di questa espressione mi ci è voluto un po'. Alla fine ci sono arrivato. Dovete sapere che i 'mericani, oltre a parlare al contrario -nel senso di invertire il posto tra aggettivo e sostantivo- non cominciano a contare dal pollice (com'è naturale) bensì dal mignolo, così che il pollice è solamente il quinto delle dita della mano. Quindi, raggiungere il pollice significa arrivare al quinto oggetto di un'enumerazione (in questo caso i titoli del campionato NFL).
- Seattle (patria dei Nirvana, dei Pearl Jam e della grunge-music) era invece alla sua prima apparizione in finale. Avevano in squadra il miglior giocatore dell'anno ma...sarà per un'altra volta.
- E' la prima volta che una squadra (Pittsburgh) partita dall'ultima wild card (ultimo posto utile per entrare ai playoff, il che significa aver dovuto giocare tutte le partite decisive in trasferta) vince il Superowl.
- L'allenatore dei nuovi campioni è quello che siede da più tempo su una stessa panchina, ben 14 anni. Un record (il secondo in ordine di durata, dopo quello del suo stesso predecessore), se si pensa che il football è uno sport in cui il ciclo di un allenatore dura in media tra i quattro-cinque anni.
- Il tradizionale spettacolo tra il primo e il secondo tempo ha visto l'esibizione -con conseguente delirio dei presenti- dei mitici Rolling Stones, al loro quarantesimo anno di attività (guarda caso come le edizioni del Superbowl), con il solito Jagger: vecchio ma siccu siccu, bruttu e più tarantolato che mai. Satisfaction!
-Per finire:spettatori negli States circa 149 milioni; nel mondo circa 1 miliardo; gli spot pubblicitari mandati in onda durante la partita sono costati solo.... 5 milioni di dollari al minuto!
Inoltre, e questo lo potevano fare solo negli USA, qualora uno volesse, può rivedere tutti gli spot andati in onda durante il Superowl (!?, c'è chi lo fa? i 'mericani sì, evidentemente) e addirittura votare il miglior commercial di tutte le edizioni. Non ci credete? Date un'occhiata: http://www.superbowl.com/commercials
19 gennaio 2006
TURISTI A SCILLA!
Nonostante qualcuno intenda farci passare per "tropeani", ogni tanto si trova ancora qualcuno che apprezzi il nostro paesello.
Date un'occhiata agli appunti di viaggio e al minivideofotomusicale preparato da un turista dello Scigghio, viaggiatore di professione:
http://appuntidiviaggio.clarence.com/permalink/214310.html
e a quest'altro, direttamente dalla Russia, che però ha imparato a conoscere le....MEDUSE!
http://gerdas.livejournal.com/313126.html
o quest'altra (anche se come fotografa non è un granchè)
http://spaces.msn.com/members/eelisa/Blog/cns!1p9RUcJ0iKU7AY8p3M7J8m0A!746.entry
mentre a quest'altro è piaciuto il castello:
http://sundialcloister.blogspot.com/2006/01/castle-of-scilla.html
e ancora...memorie di un pescatore:
http://spaces.msn.com/members/jimi-s/Blog/cns!1pYDcr_FemRNSkadDU0e5usA!207.entry
e poi..... ancora Chianalea: http://www.flickr.com/photos/95521613@N00/59984674/
oppure quest'omaggio:
http://spaces.msn.com/members/ray121/Blog/cns!1pRoA0UhYNCu4mBmKngnUxXQ!781.entry
e chista cu è, me soru?
http://spaces.msn.com/members/freyja27/Blog/cns!1pweDJtrhVn7BW5MiGJK-ISw!287.entry
Infine, questo Bill dà..... i voti: Scilla-Bagnara 52-45 . In testa c'è Eraclea Minoa (aahhh?), in un parco nazionale vicino Sciacca. http://billives.typepad.com/portals_and_km/2005/07/rating_the_beac.html
Questo il commento: Scilla is next to Bagnara and is mentioned in Homer. There is an old fort giving it a bit more ambiance than its neighbor but is otherwise similar. Water – 6, Sand – 5, Shade – 1, Bars – 7, Parking – 8, Crowds – 5, Natural Beauty – 10, Ambience – 10.
01 gennaio 2006
BUON 2006
dopu uri di mangiogna,/
comu ‘rriva a’ menzanotti,/
PUM! si stappa la sciampagna.//
E dopu ‘n’ura ch’è di focu,/
confusioni e gioia pazza,/
ndi facimu l’auguri/
cu l’amici a centru chiazza.//
Poi iucamu in cumpagnia/
e tiramu finu a tardu,/
cu ‘n biccheri di liquori,/
sì, a sordi, non d’azzardu.//
Quando ancora ‘u suli dormi/
ma la notti già è iata,/
si va tutti quanti a Rriggiu,/
supr’ o’ Corsu a passiata.//
E a li cincu ra matina,/
(‘a città già cangia aspettu),/
c’è la prima colazioni:/
cappuccinu + cornettu.//
Si fa rotta versu casa,/
tutti allegri e spinzirati,/
chi ormai è iornu fattu,/
simu tantu ‘nzonnacchiati.//
Pochi l’uri di riposu/
e poi senti: “Ciao, bongiornu”/
ma ‘na cosa c’è di stranu:/
veni da la pasta al fornu!//
Simu comu rimbambiti,/
già, si sà, amici mei,/
pirciò sul bon annu dicu/
a vui pi ‘stu 2006.
25 dicembre 2005
"ADAGIU" DI NATALI
- Si ‘ncumincia ill’antipastu,
- ri ddu’ primi un sulu assaggiu,
- milli i sicundi e già su’ lestu,
- ‘a me’ panza grira: “Adagiu!”
- Pi sorbettu lu finocchiu
- forsi è megghiu ru furmaggiu
- e dopu jeu, fora malocchiu,
- cu fichi e nuci vaju adagiu.
- “Pigghia ‘u turruni e li petrali”,
- cerca ancora ‘u nonnu saggiu,
- “Pirchì se no, non è Natali,
- ancor c’è tempu, iati adagiu!”
- Pi finir, cafè e amaru,
- pi digeriri su’ ‘n vantaggiu,
- ma ormai non c’è riparu,
- ‘a panza è china adagiu, adagiu.
- Sul dopu ‘n pranzu eccezionali,
- forsi pinsamu a cu’ stà peggiu,
- pirchì pi tutti oggi è Natali:
- ‘st’auguri mandu ‘i Rriggiu.
11 dicembre 2005
‘U SINDICU CUNTENTU*
- Nta ‘na notti comu tanti,
- lu pinzeru sulu vai
- a cu’ non rindiu pisanti
- li so’ tanti e grossi guai.
- A ‘n omu miti, saggiu, onestu
- da la facci propria ruci,
- ch’ ‘i carattiri era tostu
- ma chi mai jazava ‘a vuci.
- Ogn’ ostaculu ha ‘ffruntatu
- sempri seriu e sorridenti
- fu da tutti ben vulutu,
- ra ggenti povira e putenti.
- O’ so’ postu, sempri prontu,
- trasmittiu ‘u so’ curaggiu
- e pi chistu è oggi un vantu
- di lu populu di Rriggiu.
- Rumpiu vecchi cumparati,
- senza ‘mbrogghi sutta bancu,
- barau sulu e’ risultati,
- di lottari mai fu stancu.
- Nda ott’ anni di lavuru
- poi fu spessu cuntrastatu
- ma alla fini, da lu scuru,
- Rriggiu ‘a testa ha jazatu!
- Omu finu d’intellettu
- truvò iddhu la manera
- di finiri ‘u so’ progettu:
- fù pi Rriggiu primavera.
- Ma nu corpu malandrinu,
- nda nu caddu jornu ‘i ‘stati,
- ‘ccumunau lu so’ distinu
- a chiddhu bruttu ri malati.
- Giuntu a’ fini ra so’ vita,
- pirchì ebbi la Chiamata,
- la lizioni ch’ ha ‘mpartita
- nuddhu ancora l’ha scurdata.
- Oggi Rriggiu è stracangiata,
- non è cchiù ‘na cosa’ i nenti,
- finalmenti è rispittata
- in Italia e in Cuntinenti.
- Sì, ‘u so’ cielu non è scuru
- è chinu ‘i stiddhi luccicanti,
- oggi chiaru è lu futuru
- p’ ‘a città e i so’ abitanti.
- E d'arretu di ‘na stiddha,
- chi ndi varda, in firmamentu,
- nc’è ‘na facci: propria chiddha
- di lu Sindicu, cuntentu!
* In ricordo di Italo Falcomatà
26 novembre 2005
A IERACARI CON.... L'ELICOTTERO? -Parte III
Oggi pomeriggio si è svolta una riunione tra i cittadini di Ieracari, il comitato che li rappresenta e il Sindaco, durante la quale è stato illustrato lo stato di fatto attuale della questione “strada che non c’è”.
Ebbene, figghioli, c’è da mettersi le mani nei capelli !(per chi ancora ce n’ha, jeu i finìa). Cercherò di riassumere in breve:
SINTITI SINTITI!
- Dopo numerosi incontri tra Anas, comuni interessati e Ministero, è stato approvato un progetto che sembrerebbe essere quello definitivo, sulla base del quale sono stati eseguiti gli espropri (anche se ancora non si ha notizia quello esecutivo). A quanto pare, l’Anas non vuole discostarsi molto da detto progetto poiché esso ha già ottenuto tutte le autorizzazioni e i nulla-osta necessari, compreso quello paesaggistico-ambientale (per il quale ci sono voluti circa due anni!).
- In questo progetto, di cui al Comune esistono non meglio precisati “disegni” sono riportati solo la disposizione e l’ingombro della nuova sede autostradale, ricalcando, suppongo, in tutto e per tutto, i limiti degli espropri eseguiti (senza, naturalmente, alcuna traccia di collegamento tra Ieracari e San Giorgio). In esso, sono state individuate delle aree da utilizzare come “discarica” del materiale di risulta (tra demolizioni e scavi) dei lavori da eseguire. Non ci crederete ma come discarica, è stata indicata, tra le altre, la zona di Monte Scrisi.
Ebbene, in base alle direttive comunitarie denominate “Uccelli” (Direttiva 79/409/CEE) e “Habitat” (Direttiva 92/43/CEE), che risalgono rispettivamente al 1979 e al 1992, Monte Scrisi è stato incluso nella lista dei Siti di Interesse Comunitario (S.I.C.), esattamente il sito codice IT9350177 della superficie di 296 Ha., all’interno del Piano di Sviluppo rurale della Regione Calabria per il periodo 2000-2006 (vedi foto).

Sempre secondo le stesse direttive, recepite dalle legislazioni nazionale (Legge n° 357/97 e seguenti) e regionali (D.G.R. N° 607 del 27.06.2005), lo stesso sito è inoltre incluso nel sistema regionale delle ZPS (Zone di Protezione Speciale), all’interno della zona denominata “Costa Viola”.
MI DOMANDO: COME E’ STATO POSSIBILE OTTENERE IL NULLA-OSTA PAESAGGISTICO-AMBIENTALE PER UN PROGETTO CHE TRASFORMA IN DISCARICA UN SITO DI INTERESSE COMUNITARIO, PER DI PIU’ SITUATO ALL’INTERNO DI UNA ZONA A PROTEZIONE SPECIALE?
Come se ciò non bastasse a far rivedere il progetto nella sua interezza, durante la fase dei sondaggi geologici, si è venuto a sapere che tutta la montagna, che dovrebbe essere perforata onde consentire la realizzazione di una galleria unica da Monacena a Santa Trada, è in zona a rischio frane, già inclusa ed indicata nel PAI (Piano di Assetto Idrogeologico).
Lo stesso dicasi per il vallone dell’Annunziata, classificata come zona a rischio medio-alto. Il che fa porre grosse perplessità circa la fattibilità pratica della preventivata idea di un riempimento di tale vallone con parte del materiale di risulta proveniente dai lavori in progetto, come in un primo tempo richiesto dal nostro comune.
Per quanto concerne poi l’andamento definitivo di quello che dovrebbe essere il nuovo svincolo, alla luce di quanto sopra, tutto è stato rimesso in discussione (e ci credo!), poiché a questo punto mi sa che i signori dell’Anas (o chi per loro), dovranno ripartire quasi da zero.
In ogni caso, autostrada o non autostrada, bisogna comunque trovare il modo di migliorare la viabilità esistente a Ieracari, creando una sorta di anello, in modo da consentire dei collegamenti alternativi, anche e soprattutto per scongiurare un eventuale tutt’oggi possibile isolamento del quartiere in caso di interruzioni o problemi alla strada esistente. Da qui la necessità di elaborare uno o più progetti (alcuni dei quali sembra giacciano nei cassetti del comune oramai da anni, anche all’insaputa del sindaco, per sua stessa ammissione!).
Una cosa è certa. Secondo me, a prescindere dai progetti che l’Amministrazione del nostro paese –quella in carica o le successive- ritenesse opportuno elaborare per risolvere il problema (per la qual cosa il sindaco si è impegnato a prevedere nel bilancio del prossimo anno una somma adeguata), oggi deve essere solo ed esclusivamente l’Anas a proporre, finanziare e mettere in atto –naturalmente di concerto e secondo le indicazioni dell’amministrazione del nostro comune- una soluzione di viabilità alternativa a quella esistente, al fine di consentire l’accesso a Ieracari e la comunicazione tra lo stesso quartiere e il resto del paese.
Questo perché altrimenti il comune verrebbe privato della possibilità di esercitare i suoi diritti su una porzione di territorio. E questo non sarebbe proprio accettabile.
Per intenderci, sarebbe come se da una proprietà privata venisse espropriata la parte da cui si accede, e tale accesso (seppur spostato o modificato rispetto a quello originario) non venisse più ricostituito, per consentire al proprietario la fruibilità della parte di proprietà rimanente.
Visto come si sono messe le cose, credo sia meglio cominciare a contattare qualche ditta produttrice di elicotteri e farsi mandare i relativi cataloghi, dopodichè occorrerà trovare una buona scuola di volo per il relativo brevetto. Fateci un pensierino!
To be continued…
19 novembre 2005
VIA SINURIA: 'LLARGA E STRINGI
continua il periodo nero per la viabilità dello Scigghio.
Dopo le già narrate "sviste" dell'Anas riguardo al collegamento per Ieracari (n.b.: si sono susseguiti alcuni incontri ma, finora, nessuna decisione), mio malgrado ve ne devo segnalare un'altra che ha veramente dell'INCREDIBULE! (come direbbe il grande Sasà Salvaggio, chiddhu i "Striscia"), riguardante l'allargamento dell'attuale Via Sinuria.
Pochi giorni fa, su richiesta avanzata da un comitato cittadino, si è svolta al Comune una riunione alla quale, oltre a Sindaco e assessore al ramo, hanno partecipato anche il Presidente della Provincia (nonché ingegnere), unitamente ai tecnici dello stesso Ente, che hanno redatto il progetto.
Dopo tante discussioni, gira, vota e firrìa, è venuto fuori che non sarà possibile allargare per intero la parte di strada lato mare, perché, (senti e trema),non c'è fisicamente il terreno dove affondare il sistema di palificazioni di sostegno previste nel progetto!!!!!!
MA COMU? E SE NE ACCORGONO SOLO ORA? CHI CARTI VARDARU?
Non c'è che dire, tra Provincia e Anas sembra stiano facendo a cu poti u cchiù!
Tale tratto di strada infatti è costituito da un ponte su arcate che è stato costruito nei primi anni del '900, proprio per attraversare una zona in cui vi è una depressione (nel senso di quota altimetrica) del terreno. Pertanto, il previsto sistema di sostegno (basato su una serie di palificazioni in cemento armato) non può essere realizzato! SAREBBE BASTATO UN SEMPLICE SOPRALLUOGO PER RENDERSI CONTO DELLA SITUAZIONE, MA (ALLA PROVA DEI FATTI) SEMBRA SIA STATO PIU' FACILE TIRARE LINEE SULLA CARTA, STANDOSENE COMODAMENTE SEDUTI IN UFFICIO.
Un risultato comunque è stato raggiunto: nella prossima settimana la strada dovrebbe essere parzialmente riaperta, seppure solo in un senso. I lavori, stando a quanto affermato dal Presidente Fuda (che a breve lascerà la guida della Provincia, passando ad altro schieramento politico), dovrebbero concludersi entro il mese di febbraio del prossimo anno.
Alla fine, dunque, l'unico "allargamento" conseguito sarà quello dei tempi di realizzazione, perché per completare l'opera secondo quello che era l'intendimento iniziale, dovrà essere redatto un nuovo progetto, si dovranno reperire nuovi fondi e...virendu, facendu!
Per ora, comunque, avremo solo una strada monca, che prima si allarga e poi si restringe:come il cuore degli scillesi, prima illuso dalla speranza (che qualcosa cambi) e poi deluso dall'apparentemente immutabile realtà. (to be continued...)
05 novembre 2005
A IERACARI CON ....L'ELICOTTERO? -Parte II
(trasposizione Scigghitan-Iaracarota de “L’isola che non c’è” di E. Bennato)
**************************************
‘A sicunda a sinistra,/
‘nchianandu pa Mulia,/
poi ddrittu fin’ o’ cavalcavia,/
e quandu arrivi propria o’ cimiteru /
già ddha è cchiù largu lu sinteru.//
‘I Vaddhi r’Angilu finu nti Scaranu, /
‘a strata è ddritta, ma l’asfaltu non è sanu,/
poi non appena si passa sutt’ o’ ponti,/
Iaracari è ddha propria di fronti.//
Tra orti e vigni poi passati,/
standu sempri ch’i freni ‘mpizzati,/
pirchì ‘na vota chi ‘rrivati a la vutata /
stritta e longa è la calata.//
Tra camii, ruspi e atabussi,/
non si marcia ccà a singhiozzu,/
ma ri nerbi vi ‘nchiana sulu ‘a tussi./
E dopu ‘sta gran gimkana,/
tra li casi fitti fitti,/
ddha in fondu, c’è l’arrivu:/
spunta ‘u… /
campu sportivu.//
Eccu a vui la descrizioni /
fatta giustu di pochi paroli /
di chiddha chi oggi è la sula via /
ch’o’ paisi ‘i Iaracari ndi carria.//
Non c’è spaziu mi si fui,/
è ‘n chilomitru di focu,/
ma chi razza di strata è? /
Ma non vi preoccupati /
durerà ancor pi pocu,/
pirchì ‘a strata pari, cchiù non c’è,/
cchiù non c’è.//
E’ scrittu nta li carti,/
ch’andrà cangiatu /
di lu svinculu l’interu tracciatu /
ma ncacch’unu però sbagliau /
e ‘a nostra strata ‘a cancellau!/
E ti pigghiunu in giru /
‘chì nde carti n’ ‘a trovi /
Scigghitanu, ha ‘nsistiri puru tu /
chi non si’ ‘i Iaracari,/
mi nci rici nta facci /
a chiddhi ill’Anas chi scecchi chi su’!
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N.B.: Prima della lettura, si consiglia di inserire nel lettore il CD (se l'aviti) o scaricare il file mp3.
26 ottobre 2005
LA VITTORIA DI PIRROBUSH
Non si parla più della guerra in corso, intesa dal punto di vista militare. Soprattutto, non si parla più (peggio ancora, si fa passare la cosa sotto silenzio), di coloro che la guerra la fanno, o meglio, sono chiamati a farla in nome di altri (ed alti) potentati:i soldati.
Anche se la televisione, la radio e la maggior parte dei giornali non sembrano molto interessati al riguardo, giovani militari (la maggior parte tra i 18 e i 30 anni, in prevalenza americani), continuano a morire giorno dopo giorno, ad un ritmo impressionante.
Dall'inizio del conflitto in Iraq (marzo 2003), i soldati americani che hanno pagato con la vita il loro servizio reso alla Patria per la causa irachena sono più di 2000, nonostante il presidente Bush abbia trionfalmente dichiarato (con tanto di atterraggio del suo elicottero su una delle portaerei USA), la fine della guerra e la "vittoria" delle forze occidentali già a maggio del 2003.
E dopo? Come sono morti tutti gli altri soldati? Portando la pace e la democrazia? No.
In realtà la guerra non è ancora finita ma si è solo trasformata, assumendo una forma più insidiosa, subdola, difficile, incontrollabile: la guerriglia.
Questa parola, nella mente di ogni americano e di ogni giovane della mia generazione evoca -oltre ai purtroppo "soliti" scenari africani o centroamericani- quella che è stata la più devastante guerra combattuta dagli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale: il Vietnam.
Per fortuna, non si è ancora raggiunto (e mi auguro non lo si raggiunga mai più) il numero di morti del Vietnam, anche se, ahimé, sembra siamo già oggi al livello immediatamente inferiore.
Geoge W. Bush ha gioito ed ha già cantato vittoria. Il resto degli Stati Uniti, continua a soffrire e a piangere giovani vite spezzate, continua a rendere loro rispettoso e doveroso ricordo ed omaggio. Lo fa anche per mezzo di giornali come il New York Times, tra i pochi che continuano i loro reportage raccontando il dramma delle famiglie dei militari caduti e che continuano a tenere il macabro conteggio dei morti:per data, per nome, per stato di provenienza, per età.
Sono oltre 2000, quelli di cui l'unica cosa che resta (oltre al ricordo di chi li ha conosciuti), è una foto. (http://www.nytimes.com/2005/10/26/national/IRAQDEATHS_GRAPHIC.html?th&emc=th)
Già, una foto. Proprio come quelle che compaiono su tutti i giornali e che ritraggono "The Commander in Chief" sorridente e sicuro (?) di sè, mentre afferma:"We'll win!" -Vinceremo.
Ma, non aveva già vinto due anni e mezzo fa? No, era solo la vittoria di PirroBush.