IL BASKET TORNA A REGGIO!!!

0 commenti
Com'è che si dice? A volte ritornano!
E stavolta, a tornare, è la
Viola Basket!


(immagine tratta da http://basketcase.blogosfere.it)


Manca ancora l'ufficializzazione da parte della lega pallacanestro, ma se tutto andrà come previsto, il prossimo anno le maglie nero-arancio della storica squadra reggina torneranno a calcare i parquet nazionali.
La storia dei cane
stri reggina, che si era interrotta con il tristissimo annuncio del 16 luglio 2007 comparso sull'ex sito della società Nuovo Basket Viola, riparte in un'altra giornata di luglio, quella di oggi!
Si riparte dalla serie B dilettanti -girone C, ma questo importa poco.
Quello che è più importante è che al Palazzetto di Pentimele, rimasto deserto (o giù di lì) per due lunghi, lunghissimi anni, si senta nuovamente il rumore di un pallone da basket sul parquet; il rumore del "cioff" del canestro; il rumore gioioso, incessante, dell'incitamento continuo di una città e di una provincia, nel sostenere un simbolo della regginità pura.
Ironia della sorte, a "nutrire" i nuovi sogni di speranza del basket reggino è stata la società di Gragnano, sì, proprio la città della famosa pasta!
Mettiamo quindi da parte i bocconi amari ingoiati in questi due anni e soprattutto le polemiche a suo tempo (più che legittimamente) generatesi contro i vari enti territoriali, rimasti lontani nel...momento del bisogno.
Che ognuno si rimbocchi le maniche, primi fra tutti i tifosi, naturalmente.
Speriamo solo che i recenti "venti giudiziari" che -sulla falsariga di quanto avvenuto con "Calciopoli"- oramai da tre mesi spirano proprio da Reggio verso tutta la penisola italica, non ci rompa il giocattolo ancora prima che ricominciamo a giocare.

E L'ANFITEATRO? ASPETTA ANCORA...GODOT

0 commenti
Chi di voi ha buona memoria, ricorderà chi l'annu scorsu, nel misi di febbraio, nella vecchia versioni del sito avevamo proposto un dossier relativo all'allora costruendo anfiteatro.
Non v'u ricurdati? Allura, rinfriscativi 'a muruddha.
Come si leggi nel reportage, i lavori sono iniziati versu la fini del 2007 e per contratto dovevano essere completati entro il 27.5.2008, dopo una spesa di più di € 300.000.
Si era detto che la struttura sarebbe stata inaugurata, pienamente funzionante, a fine giugno 2008.
E' passatu quasi un anno e 'u triatu che si era scatinatu
quandu erano iniziati i lavori, piano piano, col passare del tempo, si sono via via trasformati in un flebile fiato, fino a scumpariri del tutto, nello sconfinato vortice dell'oblio che caratterizza le cose scigghitane: l'anfiteatro? A Scilla? Ma pirchì, esisti?
Quasi quasi sembra non interessare più a nessuno. Ma nui, chi quandu virimu cosi storti ndi 'nturciuniunu 'i bureddhi, non possiamo non interessarcene ancora. E' giustu che qualcuno dia comunque conto agli scigghitani sparsi per il globo terracqueo, di quanto si riesce a (non) fare nel loro beneamatu paisi.
Cusì, approfittandu del recente ponte per la festa della Repubblica, siamo andati per voi a vedere in quali condizioni versa quello che, cu sordi i scummissa, è l'anfiteatro più...ignorato d'Italia.
Vardati:



La struttura è praticamenti finuta, non manca nenti. Si notano, è vero, alcune piccole "defaillances" all'impianto elettrico; alcune "dediche" speciali fatte da giovani 'nnamurati, evidentemente in cerca di un postu dove trovare un po' di intimità; la crescita spontanea e naturale -dopu tutta l'acqua chi chiuviu- di erb' e muru.
Insomma, si è sulla buona strada per...l'abbandono.
Emblematici sono i pluviali che si trovano sul retro della struttura: sono tutti "ammaccati", turciuti e sembrano veramente essiri stati "sparati ra bumba". In poche parole, in caso di pioggia, non sono minimamente in grado di assolvere alla loro funzione di smaltimento delle acque. Vanno semplicemente e urgentemente sostituiti.
Perché la struttura non è entrata ancora in funzione? E quella che doveva essere la riqualificazione della villa comunale? Ci sono delle vicende amministrative da definire? Se sì, quali? Quanto tempo dovremo ancora aspettare? Forse, fino alla vigilia delle prossime elezioni?...
Intanto, registriamo il dato di fatto offerto dalle immagini che avete visto sopra.
Il sottoscritto e il Tatomaster (autori del servizio fotografico) -e tutti gli scigghitani chi non si ndi futtunu- restiamo in attesa di qualcosa che
"oggi non verrà, ma che verrà domani" come disse il messaggero del Signor Godot, colui che fu atteso ma che mai arrivò.
Da questo stato di cose, forse però una cosa buona in fondo c'è. Non avendo ancora ultimato le necessarie "scartoffie" burocratiche, l'anfiteatro è come se non esistesse ancora -dal punto di vista amministrativo, proprio come un bimbo non registrato all'anagrafe.
Il che consente almeno di "risparmiarlo" dalla recente ondata di pignoramenti che ha coinvolto altri immobili di proprietà comunale, primo fra tutti l'Ostello della Gioventù, oramai vecchio e cunsumatu senza mai essere entrato in funzione, monumento lampante dell'oblio scigghitano di cui si diceva prima, al quale dedicheremo prossimamente uno spazio adeguato.
Infine, un'ultima annotazione. Tempo fa, nel gennaio 2008, prendendo spunto da un bell'articolo di Pino D'Amico pubblicato sul blog della malastoria scigghitana, avevo lanciato la proposta di intitolare l'anfiteatro scigghitano all'insigne maestro e compositore Luigi Gaetano Gullì, al quale nel lontano 1924 il paese di Scilla aveva fatto "voto" di intitolare una via.
Dopo 85 anni, questa promessa è stata mantenuta: con una recente delibera comunale è stato deciso di intitolare al maestro Gullì l'attuale Largo Piano.
Ora, va bene l'aver onorato -seppur con colpevole ritardo- una promessa fatta ma onestamente, non riesco a capire il legame tra il maestro Gullì e la piazzetta "'i supr' o' chianu".
A parte la vicinanza con la casa natìa del musicista -all'inizio di Piazza San Rocco- mi viene da pensare che l'unica ragione che abbia portato a una tale scelta, sia quella che un amico ha ironicamente riassunto così: "Perché gli hanno intitolato Largo Piano? Ma perché il maestro Gullì suonava...il piano!".

IL MIGLIOR AMICO DELL'UOMO? IL PORTATILE

1 commenti
Fino a oggi, ho sempre saputo che il cane fosse il miglior amico dell'uomo. Il cane non abbandona mai il suo padrone, ma purtroppo, -come direbbero i matematici- non vi è una corrispondenza biunivoca nel comportamento dell'uomo verso l'animale.
Della fedeltà canina abbiamo diffusissimi esempi. Quelli che restano di sicuro più impressi sono i cosiddetti punkabbestia (o punk-a-bestia), cioè quei girovaghi solitari che, a partire dagli anni '80, un po' per gioco, un po' per sfida, un po' perché portati dalle circostanze della vita, decidono di andare in giro per il mondo (Italia, Europa, America che sia), in fischiandosene di tutto e di tutti, in una sorta di estrema forma di egoismo. Loro unico compagno di viaggio: il cane.
Con l'avanzare della tecnologia però le cose stanno cambiando: anche loro, pur non avendo fissa dimora, hanno comunque cellulari e indirizzi e-mail e, per forza di cose, devono poter avere a disposizione un computer.

Il Messaggero di oggi, riprende una notizia del Wall Street Journal che testimonia in maniera lampante la nascita di quella che potremmo definire una nuova generazione di homeless, di senza fissa dimora tecnologici.
Sono quelli che negli Stati Uniti, a causa della crisi, si ritrovano senza soldi, senza lavoro, senza casa e sono quindi costretti ad arrangiarsi con il solo sussidio di disoccupazione.
Il loro unico legame con il mondo, il loro amico più fidato, più utile, non è più il cane, ma il loro portatile. La loro preoccupazione maggiore -a parte naturalmente trovare il modo di mangiare- è quella di poter ricaricare le batterie del prezioso aggeggio, inventandosi magari i sistemi più assurdi e sfidando pioggia e vento.
Il fenomeno si sta diffondendo talmente tanto, che anche gli ostelli per il ricovero dei senza tetto hanno predisposto le postazioni per i computer. La richiesta è talmente elevata, che ognuno può utilizzarle per un tempo massimo di 30 minuti.
Alcuni di questi "pionieri informatici" senza fissa dimora hanno perfino creato i loro siti fu Facebook, Myspace o Twitter o, ancora meglio, curano delle proprie rubriche personali e sono divenuti molto popolari.
E' il segno che il mondo cambia, è il nuovo modo per chi non ha più niente, di sentirsi uguali agli altri. Così, anche l'aspirante poeta che se ne sta sotto un ponte, protetto solo da una coperta di cartone, può leggere tramite Wikipedia chi è e che cosa fa il Dalai Lama!

Prepariamoci a incontrare per le strade persone come questa


(foto tratta da www.ilmessaggero.it)

ELETTRODOTTO: LAVORI PRONTI A PARTIRE

0 commenti

Pi scigghitani, dall'ovu di Pasca è nisciuta 'a sorpresa: l'elettrodotto “Sorgente-Scilla-Rizziconi” si farà!

A comunicarlo è la stessa Società TERNA Spa sul B.U.R.C. n. 13 -Parte III del 27 Marzo scorso.

Nell'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio -avvenuta con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico n. 239/EL-76/82/2009 del 20.2.2009- viene ricostruito tutto il complicato iter burocratico, avviato fin dal 20.12.2006, con la presentazione del progetto presso i Ministeri dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente, fino al provvedimento finale.

Nel ripercorrere i passi salienti, viene preliminarmente ricordato che “Sono pervenute osservazioni da parte di un proprietario di aree interessate dalle opere di cui trattasi, nonché del Gruppo Consiliare del Comune di Scilla “Uniti per Rinnovare”, di Italia Nostra Onlus –Associazione MAN e del WWF.”

Nonostante ciò, la macchina tritatutto della Terna non si è fermata, anzi, considerato che -per legge- per i tratti aerei è necessario procedere alla Valutazione di Impatto Ambientale che è tuttora in corso, per non restare a “girarsi i pollici”, già il 19.10.2007 “nel segnalare l’urgenza di assicurare, sia pure in via transitoria e con esercizio a tensione ridotta, un minimo potenziamento dell’interconnessione tra la Sicilia e il Continente, ha chiesto, nelle more della definizione della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, di anticipare l’autorizzazione alla costruzione ed all’esercizio del tratto Villafranca Tirrena-Scilla”, prevedendo l'esecuzione di tutte le opere aventi per oggetto quindi i 38 km di cavo sottomarino fino all'approdo a Favazzina, la costruzione della galleria fino alla centrale elettrica di Melia e, infine, una nuova sezione della stessa centrale.

Con due successive note -del 14.2 e 14.3 dello scorso anno- la Terna faceva presente altresì che “il tratto di elettrodotto «Villafranca Tirrena-Scilla» è funzionalmente indipendente nell’ambito del progetto complessivo ed è idoneo a garantire un minimo, indispensabile collegamento tra la Sicilia e il Continente.”. Funzionalmente indipendente sì, ma, soprattutto, fondamentale!

Dopo la terza (e fin qui ultima) Conferenza dei Servizi del 30 luglio dell'anno scorso, la Regione Calabria ha espresso parere favorevole con prescrizioni con decreto n. 13617 del 25 settembre 2008 (pubblicato sul B.U.R.C.il 1.12.2008)

In detto Decreto, viene allegata la valutazione di impatto ambientale svolta dalla Regione Calabria. In essa, viene ricordato il sopralluogo svolto il 26.4.2007 con alcuni rappresentanti dei cittadini di Favazzina e la richiesta di spostare più a Sud -in località Truna o Condoleo- l'approdo dei cavi.

Lo studio di un possibile spostamento è stato effettuato dalla Terna che, il 30.7.2007 conferma “che il sito “Favazzina” è l'unico ove è fattibile approdare con i cavi marini provenienti dalla Sicilia”. Ma va?

La Terna specifica infatti di aver già valutato in sede di progetto tale possibilità di spostamento che <<...pur comportando la realizzazione di una galleria di lunghezza inferiore a quella del sito “Favazzina”, -(1780 mt o 1900 mt, a fronte dei 3,1 km della soluzione adottata)- oltre agli attraversamenti dei due metanodotti di proprietà Snam Rete Gas...sarebbe stato...necessario verificare la fattibilità tecnica dell'attraversamento degli ulteriori 5 metanodotti di proprietà Snam Rete Gas, afferenti all'impianto di Favazzina, provenienti da Mortelle, nonché la disponibilità da parte del proprietario ad autorizzare tali attraversamenti.>>

A parte il fatto che per i due metanodotti interessati, con la Snam è stato acquisito solo un misero “parere di massima favorevole”, poiché la Terna scrive che “sarebbe stato...necessario verificare la fattibilità tecnica dell'attraversamento degli ulteriori 5 metanodotti...”, ne desumo che tale verifica non è stata fatta. Allora mi chiedo: in cosa diavolo è consistito questo famoso “studio”?

Sottolineo tre aspetti:


  1. L'area di approdo dei cavi, ad Est del Metanodotto, è classificata dal P.R.G. Come area di espansione “di rafforzamento e specializzazione di ricettività turistica”.

Ebbene, le prescrizioni del Nucleo VIA della Regione Calabria datate 6.8.2008 (quindi successive al documento di Terna del luglio 2007), al punto b), così recitano: “...TERNA prima della realizzazione esecutiva dovrà verificare puntualmente la direzione dei tracciati in maniera che la stessa non interferisca con zone di espansione urbanistiche o centri abitati onde evitare le problematiche sorte nella realizzazione dell'elettrodotto “Laino-Rizziconi”.” Tradotto, significa: viriti non mi 'nzurtati i cristiani nta casa. Cu' si vardau, si sarbau.

E lo stesso concetto viene ribadito alla succesiva lettera m): “...Considerato che l'area in località Favazzina risulta vincolata....ed atteso, altresì, che le previsioni dello strumento urbanistico...individua la zona dell'approdo dei cavi marini come zona di espansione turistica, valuti, comunque, la possibilità dello spostamento a Sud dell'approdo dei cavi marini previsto a Favazzina.

La Terna ha ottemperato -a loro parere- a tale prescrizione e il 17.2.2009 ha comunicato l'impossibilità di tale spostamento, praticamente sulla base delle considerazioni già fatte due anni prima.

Risultato finale, nonostante quanto sopra affermato dagli stessi tecnici regionali: il tracciato autorizzato è quello già indicato negli elaborati di progetto originari, che risalgono al novembre 2006! [vedi art. 1 del Decreto di autorizzazione]


  1. Per ciò che concerne gli aspetti idrogeologici, il Piano di Assetto Idrogeologico considerano il vallone denominato “Fosso di Favagreca” come “zona di attenzione”.

Il Nucleo VIA della Regione Calabria specifica che per tali zone “...è prevista la possibilità, -da parte di chi ha interesse- di condurre studi volti alla classificazione della pericolosità delle aree di attenzione....In mancanza di studi di dettaglio, ...valgono le stesse prescrizioni vigenti per le aree a rischio R4.

Significa che, poiché non risulta che la Terna abbia effettuato tali studi (e ti pariva!), devono applicarsi le prescrizioni in vigore per le zone a rischio inondazione molto elevato.

Le Norme di Attuazione e misure di salvaguardia del P.A.I. della Regione Calabria, all'art. 21 stabiliscono che tranne interventi di manutenzione e conservazione, sono vietate “tutte le attività di trasformazione dello stato dei luoghi” ad eccezione -tra l'altro- della sola “realizzazione di nuove infrastrutture lineari o a rete non altrimenti realizzabili, compresi i manufatti funzionalmente connessi...[lettera g] .

Tradotto in italiano, vuol dire che è possibile realizzare solo linee elettriche compresi i tralicci (manufatti funzionalmente connessi)

    Il che significa che quanto è possibile realizzare è cosa ben diversa dallo scavare una galleria di più di 3 km di lunghezza, con un tunnel verticale finale di circa 300 mt., tipu puzzu!

    A parte questo, non può inoltre non tornare in mente che il Fosso di Favagreca, come lo chiamano i tecnici, non è altro che lo stesso posto dove qualche anno fa si è riversata la frana -originata, per la verità, molto più a monte, sotto Piano Aquile- che ha causato il deragliamento di un treno e parecchi altri problemi che non sto qui a ricordare.

    Nelle conclusioni però, i tecnici della Regione affermano che “[per] la realizzazione dell'opera non si prevedono impatti significativi per l'assetto geologico e geomorfologico....Per quanto riguarda le possibili interazioni con i dissesti di versante, l'esame delle aree critiche attraversate dall'opera mette in evidenza la presenza di alcuni dissesti superficiali, interessanti la coltre detritica, che in genere non ricadono lungo il tracciato della linea. In ogni caso, al fine di salvaguardare l'integrità dell'opera, il posizionamento dei sostegni e delle opere provvisorie di cantiere eviterà ogni area potenzialmente instabile”.

    Riassunto: ma quali frani! Se cari, cari sulu 'n cacchi petruliddha. In ogni caso, visto che il Fosso di Favagreca è area da attenzionare, vi è la possibilità che si dimostri instabile vo, quanto meno, parzialmente instabile. Il che significa che occorrerà tenere gli occhi aperti quando si andrà ad installare il cantiere per la realizzazione del tratto in galleria.


  1. Dopo le promesse preventive, il 16.10.2007, sul sito internet della TERNA, veniva sbandierato un “accordo di collaborazione ad elevato contenuto ambientale” tra la stessa società, la Provincia di Reggio Calabria, il Comune di Scilla e ARPA Calabria. Detto accordo prevedeva che “I materiali prodotti per l’interramento di una tratta del nuovo elettrodotto a 380 KV “Sorgente-Rizziconi saranno utilizzati per la ricostruzione e la protezione del litorale di Favazzina.
    L’intesa prevede infatti l’uso di oltre 70.000 metri cubi di terre e rocce prodotte nello scavo della galleria dedicata alla posa dei cavi, per la risistemazione del litorale e la costruzione di una barriera frangiflutti di fronte alla nota località balneare.

    Nelle prescrizioni obbligatorie dettate dalla Regione Calabria poco più di un anno dopo, dell'accordo di cui sopra non si fa menzione alcuna, tutt'altro. Al punto d) delle prescrizioni, infatti, si legge:

    Il materiale di risulta degli scavi dovrà essere riutilizzato per la copertura della trincea ed eventuali materiali di risulta non riutilizzabili nell'ambito dei lavori dovranno essere smaltiti presso idonea discarica autorizzata”.

    Non viene quindi prevista alcuna eccezione. Pertanto, se ne deve dedurre che, non rientrando il ripascimento del litorale nell'ambito dei lavori autorizzati, l'accordo fatto a ottobre del 2007 va a farsi silenziosamente ed elegantemente strabenedire!


L'autorizzazione

L'autorizzazione rilasciata con il decreto ministeriale ha effetto di variante urbanistica e pertanto per tutti i terreni interessati dal progetto, scatteranno le misure di salvaguardia, il che significa che eventuali interventi edilizi e/o di altro tipo, dovranno tener conto anche della realizzazione dell'opera. Il Comune dovrà pertanto provvedere all'adeguamento dell'attuale Piano regolatore.

I lavori dovrebbero essere iniziati fin dal prossimo mese di giugno e le opere dovranno essere realizzate entro il 20.2.2014.

Contro l'autorizzazione concessa dal Ministero, è ammesso ricorso al TAR entro il 27.5.2009.


In conclusione, volete sapere come la penso? Beh, ho come l'impressione che tutti questi pareri, queste valutazioni e queste prescrizioni siano in più punti nettamente e marcatamente contraddittori, in quanto prima si esprime un dato di fatto oggettivo nonché normativo; poi però, "stranamente", si perviene a una conclusione contraria.


I LINKS UTILI


Per chi volesse dare un'occhiata ai documenti per eventuali approfondimenti:

DECRETO n. 13617 del 25 settembre 2008 [pag. 36259 e segg.]

http://www.burc.regione.calabria.it/2008/sups1_23.pdf

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE

29 gennaio 2009, n. 36 [pag. 4103 e segg.]

http://www.burc.regione.calabria.it/2009/4_1.pdf

AUTORIZZAZIONE COSTRUZIONE ED ESERCIZIO

http://www.burc.regione.calabria.it/2009/13_3.pdf


Per chi volesse poi rinfrescarsi la memoria:

http://unonnu.blogspot.com/2007/04/occhiu-non-viricori-non-doli.html

http://unonnu.blogspot.com/2007/04/la-terna-e-larcobaleno.html

http://www.terna.it/default/Home/Terna_WebMagazine_1/Terna_WM_ambiente_territorio_18/tabid/1134/Default.aspx

SEMPRE CARO MI FU QUEST'ERMO SCIGGHIO

1 commenti
Di sicuru, la Malaletterina a Babbo Natale inviata nel bellissimo "porco d'aprile" del nostro malasito, potrebbe sicuramente far parte del libro dei sogni.
Ma i sogni, dalle nostre parti è facile, quando si riaprono gli occhi, si trasformano in incubo: la realtà che viviamo.
Cugghiutu da un attaccu di pessimismu non cosmico (Leopardi è sempri Leopardi), ma calabro-scigghitanu (chi, cu tuttu 'u rispettu, è centu voti peggiu), ne approfitto per fare, in un sol colpo, un rapido aggiornamento della malasituazioni.

  • Per le strade si fa ancora quella che ho ribattezzato la gimk(fr)ana.
  • U suli non di voli sapiri mi nesci (vedi post precedente).
  • Nonostante un presidente-ferroviere (cu tantu di birritta), le ferrovie italiane sborsano migliaia di euro di rimborsi per aver fatto viaggiare i passeggeri su vagoni-freezer e i giovani emigrati cuntinuano a prendere i carri-bestiame per il Nord.
  • Nta chiazza non c'è mancu 'n'anima viva.
  • Speriamo che la nera "barriera corallina" scigghitana non faccia la fine di chiddha australiana.
  • L'Ostello della Gioventù dimostra ogni giorno di più la sua...senilità.
  • E' l'ala degli scrittori e soprattutto degli studenti locali che, invece di essere costretta a prendere il volo dallo Scigghio, vorrebbe tanto avere a disposizione una biblioteca.
  • 'A storia ru 'spitali è caduta nel silenzio più totale. E lo Scillesi d'America cade... a pezzi.
  • Quello di Iercari non è un campo sportivo, bensì un campo-scuola. Sì, scuola-guida per aspiranti patentati.
  • La Scillese è solo un ricordo tramandato ai ragazzi attraverso qualche fotografia.
  • Ad oggi, navigando nei pressi di Morselli, l'unica rete chi putiti utilizzari è chiddha... ru sciabacheddhu.
  • Il museo della pesca è una vecchia idea...rimasta tale; i Bronzi di Riace di calabrisi avranno solo...Gattuso che gli fa la pubblicità ca manu nto cori; u pani 'i 'ranu ra Mulia? Beh, se siti ancora vivi dopo lo slalom tra le frane e n'o 'rrivati friddu...
  • Lo Scilla Volley da un anno ormai è Villa Volley.
  • L'anfiteatro: passau quasi un annu da quando doveva essere inaugurato. Più che spettatori, i scigghitani sono e restano ancora "aspettatori" che ciò avvenga.
  • Purtroppo, riguardo le grotte di Tremusa non ci sono né seminari, né itinerari che ivi conducano. Perché? Semplice: perché non ci sono più nemmeno le grotte, dimenticate da tutti.
  • Lo Scilla Cine Film Festival: l'emblema delle cose scigghitane, ovvero è stato bello ma è durato poco.
  • Puntuale, con la primavera, 'rrivau puru u sciroccu, chi ndi macina i ciriveddhi. Di energia alternativa però, non se ne vede. Non sarà che si ha paura di fare girare le...pale...a qualcuno?
  • L'Emilia è troppo indietro rispetto a noi. La raccolta differenziata è in fase di avanzata sperimentazione tra Ieracari e Tripi: lavandini, lavatrici, divani, poltroni, tv con tubo catodico (una rarità), e..chi più ne ha, più ne ietta!
  • Dopo essiri passata per Bagnara e per Tropea, vuoi vedere che ora, con l'area metropolitana in corso di formazioni ndi fannu passari puru pi Riggiu? Il titolo della nuova fiction: gente metroplitana!
  • L'autoripascimento della spiaggia di Favazzina e la creazione della nuova “Malanova's beach” sono il frutto di quella gran testa di... cristianazzu (chi vi pinzavu?) di Lunardi che, con la Legge Obiettivo (Legge 443/2001, art. 1 comma 17), ha legalizzato la pratica (già sperimentata ed adottata con successo in territorio calabro-scigghitano) di smaltire il materiale proveniente dagli scavi per i lavori dell'autostrada, castrariandulu peri peri, scaraventandulu vaddhuni vaddhuni. 'A sciumara i Favazzina, ritenuta essere dagli antichi Crateide, la madre di Scilla, ha fatto il resto, tenendo fede al suo mito.
  • Dopo la gran truvata pubblicitaria della campagna contro gli ecomostri, al porto tutto s'è fermato. Stanno ancora completando il rivestimento del muraglione dopo la galleria. La quali, con la salsedine (in una continua battaglia giornaliera) è già ai ferri...ruggiati.
  • Dell'antica arte della seta a Scilla, non ci sono né bachi, né telai, né gelseti. Ristaru sulu i...supali!
  • Certu che ci danno la bandiera blu sulla fiducia. D'altra parti, scigghitani non fa rima con ...Galbani?
  • Infini, il depuratore potrà essere smantellato, tantu s'è dimostrato inefficace, inutile: continuando così, siamo ogni giorno di più nella m....
Per ora mi fermo qui. Ma potrei continuare, all'infinito...

NESCI SULI!

0 commenti
MAMMA MIA!
Ma quantu tempu è chi non scrivu nta stu malablog?!

Magari 'n cacchi "niputeddhu" (leggi frequentatore di questo blog) sa sintìu chi u nonnu non si fici cchiù sintiri, ma non pirò (perché, si sa, c'è sempri un ma e un pirò), capitaru tanti i ddhi cosi chi...non sapiva 'i chi mi parru.

In ogni casu, dopo aver superato indenni questo malaperiudu di frani e malitempi, sembra chi la beddha stagiuni sia vermanti 'ntenzionata a farsi vidiri puru nto Scigghiu.
E' da circa 'na simanata 'ntera chi 'i nuvulati sembrano non voler abbandonare il paesello: ogni matina è scuru limbu! Scilla è peggiu i...Fantozzi (ricordate la nuvoletta personalizzata chi seguiva la bianchina fantozziana?)!

Ogni tantu, tra 'na nuvulata e uno scroscio di pioggia -cusì, pi non pirdiri l'abitudini- 'u suli cerca mi brisci, mi nesci, mi si faci a viriri, ma nenti, non c'è nenti i fari.

Cusì, dopo esserci 'nzuppati d'acqua, anzi letteralmenti 'ngumati peggiu di 'na butti ru parmentu o di 'na barca o' portu, ndi carricammu tri-quattru iorna di: malutempu i mari, punenti e maistru; poi ventu, ventu e ventu: amprima stranu, friddu; poi cangiau e mutau a sciroccu, caddu, chi a sulura calava comu chi, lungo le cozzarine scigghitane.

La sabbia proveniente dal disertu libicu ha cangiatu culuri al paesaggiu e annunciato, purtroppu, l'ennesima tragedia di clandestini, arrivati, con i loro sogni e le loro speranze... in fondo al mare.
Infini, oggi, l'ultima cu l'asu: murfura sicca, le colline muliote, ancora praticabili parzialmenti e solo tramite regolare gimk(fr)ana, letteralmente invisibuli e, a nto Strittu, s'è ripitutu lo straordinario finomino della "lupa": il mare e Missina coperti da una coltre di nuvulati mbasci, stritti e longhi.

Sarà pi stu tempu strambu chi mi cacciau tutta 'a fantasia, chi non ho avutu nuddha lena?

Ma ora basta!
Cusì, pigghiandu spuntu dall'indiani d'America chi facivunu la danza della pioggia, cercu inveci di invocari u suli.
Ma non sugnu neozelandesi e quindi non pozzu e sacciu mballari l'haka comu gli all blacks.
Sugnu calabrisi, e pirciò, come i Mattanza, griru sulu: NESCI SULI!

LE FACCE DI BRONZO? VENGANO A REGGIO!

0 commenti
Era il 2004, l'anno in cui le Olimpiadi si tennero ad Atene...dove tutto ebbe inizio.
L'allora governatore della Calabria, Chiaravalloti (a dimostrazione di quanto sia stato amato dal suo popolo, nessun calabrese sa che fine abbia fatto, o quasi), ebbe una bella pensata: "Perché non cloniamo i bronzi di Riace e li mandiamo ad Atene?"
I guerrieri sarebbero così potuti tornare -sotto le mentite spoglie clonate- nella loro patria, tutto il mondo li avrebbe potuti vedere, con ovvio (secondo il governatore) ritorno d'immagine per la Calabria.
E quelli veri? Non se li sarebbe filati più nessuno e avrebbero continuato a starsene al sicuro in una fresca stanza del Museo della Magna Grecia di Reggio.
Fu questa considerazione a guidare il fronte del "no" alla clonazione. Fronte di cui faceva parte -ed in prima fila- l'allora ed attuale primo cittadino di Reggio Calabria, Scopelliti.
A quel tempo, tutti i reggini furono grati al Sindaco per aver impedito la realizzazione del progetto del governatore -per giunta della sua stessa coalizione politica.
Sicuramente -anche se non è stato mai pubblicamente ammesso da nessuno- un ulteriore motivo per cui dire "no" ad un proggetto tanto ambizioso quanto ad alto rischio di improduttività, era stato dettato dalla circostanza che il governatore era di origini catanzaresi, razza con i quali, è risaputo, i riggitani non è che siano mai andati tantu d'accordo.

A distanza di cinque anni,
non è più il governatore della Regione a farsi avanti, bensì il Presidente del Consiglio in persona, il cavalier Silvio. L'idea dei bronzi in trasferta non si è prescritta (d'altra parte, al Cavaliere interessano ben altri tipi di prescrizione) ma viene riproposta con due varianti di non poco conto.

Per fare bella figura con gli altri pari-grado del G8, dovendo ospitarli ha scelto la terra di Sardegna a lui così tanto cara. Sulu chi, per fare ammirari ai suoi amici le meravigghie possedute dall'Italia, nci vini nta testa di farsi mandare la coppia di guerrieri bronzei ripescati nel mare antistante Riace.
Ma stavolta -e qui sta la seconda novità- il Silvio non vuole le copie (lui non è cosa da...fotocopie), bensì gli originali!

Visto il pulpito dal quale è giunta la richiesta, il Peppone riggitano si è riserbato di decidiri dopo l'incontro di dopodomani con il ministro Bondi -praticamente, il portavoce del Berlusca- facendo intendiri di aviri 'ntinzioni di fare un referendum -o simili- tra i riggitani.
Intantu però, la maggioranza che lo sostiene in Consiglio Comunale ha vutatu sì! Peppone, Peppone, ma chi fai ti smentisci da solo?

Per
il fronte del "sì" (ma a Reggio su' pocu), si ribadisce l'opportunità di sfruttare un "palcoscenico" così prestigioso come il G8 e si fa notare che a luglio, il Museo riggitano sarà impraticabili per via di lavori di ristrutturazioni che vanno avanti già da tempo.
Il fronte del "no", si ricorda che a luglio cominciano ad arrivari le più consistenti comitive di turisti e che le due statue greche, ma oramai reggine d'adozione, devono rimanere dove sono. Chi vuole vederle, venga a Reggio!

Tutti sannu chi l'Italia è bella perché è varia ed è varia pirchì è bella. Troppu bella.

Personalmente, non credo che la Sardegna non possegga quegli elementi naturali, le bellezze paesaggistiche o gli elementi storico-culturali per far restare ca bucca 'perta tutti quanti:'mericani, 'ngrisi, tedeschi, francisi, ecc. D'altra parte, se il cavalier Silvio ha preferito la Costa Smeralda alla Costa Viola un motivo ci dovrà essere stato.

Grazie a Dio, l'Italia ha un patrimonio artistico-culturale da far invidia a tutto il resto del mondo. Ecco perché sono convinto che tutti coloro che ci rappresentano, a maggior ragione se rivestono una veste istituzionale e per di più se chiamati ad intervenire in un contesto internazionale, debbano mettere in risalto le bellezze italiane nel contesto ove si trovano.

Chi cintra 'a Magna Grecia cull'isola de La Maddalena? Non mi risulta ci sia mai stato qualche sbarco ellenico da quelle parti, nemmeno di clandestini in questi ultimi tempi.
E' come se a Reggio volessimo il David di Donatello o la Pietà di Michelangelo. Eh no, chi vuole vederli avi aviri 'a pacenzia:parti pi Firenzi o pi Roma.

Portarli da un'altra parte, per quanto commercialmente conveniente possa essere (ma lo è davvero?), vuol dire annullare con un sol colpo le vicende storiche che hanno consentito la realizzazione di tali capolavori e quindi, grossa parte del loro fascino, della loro bellezza.

Quando ho visto il David o la Pietà, mi 'mmaginava a Donatello e a Michelangelo cu scappeddhu e' mani: sintiva 'i marteddhati, viriva a sulura chi nci sculava ra frunti mentri si firmavunu ad osservari la nascita delle loro opiri d'arti.

Se unu viri i Bronzi a Riggiu, si 'ffaccia ra Via Marina e, guardandu 'u Strittu i Missina, l'isole Eolie, s'immagina ddhi navi, ddhi bastimenti provenienti dall'Est, chi carriavunu ogni ben di Diu; s'immagina magari 'na battaglia o, chi sacciu, 'na iurnata di punenti e maistru, di mari grossu e 'sta navi chi 'nfunda, purtandusi dintra la stiva le due statue bronzee.
Se invece quelli del G8 e pochi altri dovessero vedere i Bronzi a La Maddalena, si affacciano dall'isola e vedono le Bocche di Bonifacio, la Corsica, luoghi di Bonapartiana memoria che con l'Ellade cintrunu picca e nenti.

Ma stasira, mentri faciva lo slalom tra le frane sulla S.S. 18 pi turnari a' casa, forsi ho compreso per quali motivo il cavalier Silvio ha avutu la bronzea pinsata: visto che la Calabria -e la provincia reggina in particolare- sono irraggiungibili, come faranno i tanti turisti ad andare ad ammirare i guerrieri di Riace? L'autostrada è chiusa; la Statale ionica 106 è "la strada della morte"; la Statale 18 è una frana; l'aeroporto dello Stretto è, ma...non è (nel senso di esistere).
Tanto vale -ha pinsatu il Berlusca in un impeto di sinceru "mindifuttismu"- portarli da me...cioè volevo dire in Sardegna, dove le più grandi personalità internazionali a trovarmi e a passare con me 'na settimana di (finto) lavoro, (pavatu e strapavatu).

Eh no, caro Presidente Berlusconi. Non lo possiamo accettare. Se davvero ci tiene a vedere e far vedere i Bronzi di Riace ai suoi potenti amici, li porti a Reggio.

Sì, venga. Tanto per lei avrà poca importanza se le strade e le autostrade sono chiuse e gli aeroporti non funzionano.
Potrà venire lo stesso insieme ai suoi illustri amici e salutare con le facce sorridenti, indurite dal mare ed abbronzate (o dovrei dire di bronzo?), chi al porto di Reggio assisterà all'attracco del suo yacht da 48 metri. Se così fosse, Le auguro buon viaggio e di... non fare la fine dei bronzi.