30 gennaio 2008

RICORDI DI GIOVENTU'

Figghioli, non mi veni mi criru! Vardati chi truvammu, ropu 'a bellezza i vintidu' anni!

Il biglietto, con tanto di "sconto comitiva" per il viaggio da Scilla alla stazione di Torino Porta Nuova -via Napoli, Roma e Genova- della "A.S. Scilla Calcio" -maggio 1986: costo L. 712.800 [€ 368,13]. Quanto costerebbe oggi? Non oso manco immaginarlo.

Ecco una foto, prima della partenza

IN PIEDI: Pietro Picone (allenatore); Pino Briganti (presidente); Enrico Pescatore; Natale Imbesi (allenatore);Francesco Picone; Carmelo Ferrera; Andrea Piazza; Peppe Arbitrio (accompagnatore); Cristiano Pirrotta; Fabio Morfea; Gabriele Bova; Filippo De Lorenzo (allenatore portieri); Michele De Lio; Franco Picone (allenatore).

ACCOSCIATI:Gerolamo Polistena; Natale Vita; Tonino Bellantoni; Antonello Bova (mister); Silvio Scarfò; Manuela De Lio (mascotte); Benito Carbone; Mimmo Bellantone; Rocco Mortelliti.


A scorrere i nomi di quella lista, mi viene da sorridere, se penso che oggi, anche chi era dotato di un certo talento calcistico e -comu si riciva 'na vota- o' palluni 'u chiamava 'i "tu", ha finito col prendere tutt'altra strada.
[P.S.1:ieu però, da figghiolu del Sud, abbastanza "rucazionatu", nci resi sempri 'u "Vui"]

Tra quei giovani di belle speranze, infatti ci sono:gelatai, 'mpiegati 'i banca, finanzeri, biologi esploratori delle profondità marine e delle meraviglie dell'Antartide (è veru, non staiu schirzandu), ragiuneri, geomitri, un cuoco (che bella parola: cuoco!) professionista, operai, assicuratori e perfino un piastrellista specializzato che lavora dall'altra parte del mondo, aundi pi camora è 'stati sicca!

E poi, non posso non ricordare anche un amico speciale, nonché mio ex compagno di banco ai tempi della scuola media, che, purtroppo, ci ha lasciato troppo presto: ciao Diego!


Tutta la spedizione bagnaroto-villese-scigghitana allo Stadio Comunale (oggi Stadio Olimpico) di Torino.

Come ho avuto modo di ricordare in uno dei primi post pubblicati sul blog, facevano parte di questa "ciurma" anche due "infiltrati": nu villotu di sangue scigghitanu (Mimmo Bellantone, iaumu nta stessa scola, ma poi n'o vitti cchiù) e nu bagnarotu, Benito Carbone (legato comunque a Scilla: so' mamma faciva 'a bidella a scola media).
Beh, tra tutti, è stato l'unico ad arrivare al professionismo, in quanto ingaggiato dal Torino proprio in virtù delle prestazioni durante quel torneo.
In effetti, diciamo che Benito, o' palluni 'u chiamava i "ieu", tanto erano una cosa sola (iddhu e 'u palluni), quando fuiva campu campu e nci faciva passari 'u palluni sopra e' 'ricchi 'ill'avversari.

A questo proposito, mi torna in mente un episodio. Ricordo che Benito fu ospite (accompagnato dal nostro presidente, Pino Briganti) di una trasmissione sportiva che dedicò parte del suo spazio a quel torneo giovanile.
Il nostro amico -evidentemente emozionato- spiccicò appena qualche "menza parola", tradendo ampiamente la sua origine bagnarota.
Noi, seguivamo la trasmissione dal "ritiro" e, ovviamente, appena Benito iapriva bucca, erunu risati generali.
Lui ha fatto una brillante carriera sì, ma a noi non importava più di tanto: ndi scialammu 'u stessu!
E poi, ci siamo tolti una grande "sorispazioni": o' bagnarotu, da quella sera, ndu sputtimmu finu a quandu turnammu a' casa!

P.S.2: grazie a Thomas, che -chissà mai da quali casciuni- ha "riesumato" il prezioso reperto bigliettiforo.



18 gennaio 2008

LA GRANDEZZA DEGLI UOMINI SEMPLICI


[in ricordo di Giuseppe Picone]


Capita oramai sempre più di rado, di fermarsi per un attimo a pensare a come viviamo i nostri giorni, a come spendiamo il nostro tempo.
Poi arrivano occasioni speciali, giorni speciali. Oggi ne abbiamo vissuto uno.

Ci ha salutato per sempre Giuseppe Picone, conosciuto da tutti a Scilla semplicemente come Joe Bettina.

Doveva il suo benevolo nomignolo al fatto di essere stato -come tanti nostri compaesani- emigrato in America, in quella America che -per chi è lontano dal proprio paese- è sinonimo di sacrifici, di fatica, ma anche di soddisfazioni.

Ha avuto una vita difficile Joe, da ragazzo buon giocatore di pallone, dotato di quel sano agonismo, figlio di una grinta naturale, che gli ha permesso di affrontare le molte e pesanti vicissitudini che la vita gli ha presentato, con coraggio e grande serenità, col sorriso delle persone semplici, un sorriso che da forza.
E' un aspetto che è stato colto da tutti, da chi lo conosceva meglio ma anche da chi non lo conosceva, da chi lo incontrava in piazza.
E' un aspetto che l'amico Pietro Bellantoni ha sottolineato con parole toccanti nell'articolo che potete leggere su Reggio Press, consultabile anche mediante la homepage del nostro sito.

Ha vissuto in maniera semplice Joe. E per la sua semplicità, per l'educazione con la quale si rivolgeva sia agli estranei sia a chi condivideva con lui parte della giornata, è stato ben voluto da tutti. Credo che fosse la persona che conoscesse quasi tutti gli abitanti di Scilla (e anche i loro amici forestieri).

Con i più giovani, in particolare, aveva un rapporto speciale, fondato sulla naturale ed immediata simpatia che la sua personalità da vero e proprio grande comunicatore (solo in apparenza stravagante)ispirava in chi lo incontrava.
Questa mattina, sono stati questi giovani a rendergli omaggio nel modo migliore: trasportandolo a spalla dall'ospedale, fino in chiesa e poi ancora fino al luogo dove ora riposa in pace.

Di solito, gli articoli che in gergo giornalistico si chiamano "coccodrilli", vengono riservati agli uomini illustri, agli scenziati, ai pensatori, agli statisti, insomma ai grandi personaggi.
Ma qui non vogliamo piangere. No, ci piace invece ricordare Joe con un sorriso, lo stesso sorriso che ispirava la sua profonda umanità.
Come dice giustamente l'amico Pietro nel suo articolo, Joe è stato un grande personaggio della nostra Scilla, perché aveva in sè la genuina grandezza che è propria degli uomini semplici.

07 gennaio 2008

Sinergie assolutamente problematiche

Carissimi malanovisti chi non siti autru, bon annu!
Un altro anno si è avviato da poche urate, ma le notizie dalle quali siamo letteralmenti bumbardati, sunnu sempri 'i stessi: Napoli sta quasi scumparendu sutta 'a mundizza; 'a genti non ci 'a faci cchiù ed è al limiti della sopportanza umanamenti accettabili, pirchì non sapi comu mi faci mi 'rriva a fini misi; sciarri, 'mmazzatini in famiglia e non ecc. ecc...

Nello Scigghio per fortuna, per smaltire la spazzatura post-natalizia, nessun problema, tantu... 'u mari è grandi.... e, se propriu vi 'ncrisciti mi calati a' rimba a' rimba, col rischio di bagnarvi i piedi e pigliarvi un raffreddori di stagiuni, non vi preoccupati: c'è sempri 'a 'nchianata ri Canaluni.
Ma, comu si dici: ognunu avi i soi. 'A vuliti sapiri l'ultima?

Dopo che -prima di Natale- l'ufficio postale era rimasto chiuso per un mese (per consentire la modifica e l'ammodernamento -?- delle postazioni di lavoro), obbligando gli scigghitani a una gita obbligatoria a Cannitello puru per inviare una cartollina con lo sfondo del castreddho, l'autru iornu, 'n'atra vota porti chiusi. Il motivo:guasto generali ai computer! Sarà curpa dell'ammodernamentu? Ah, mannaja.....!

Ma chistu è nenti in confronto a quanto accade a Melia. Anche lì l'ufficio postale -che fino a qualche tempo fa apriva a giorni alterni- è stato chiuso, perché non ci sono impiegati disposti a spostarsi nella nostra frazione: sarà per via dell'altitudine eccessiva (600 mt, a 10 minuti 'i machina) che provoca improvvisi addensamenti di murfura? Conseguenza: siti vecchi e dovete pagarvi la pinzioni? Calati a Villa! Ah, mannaja.....!
Aviti a pavari bulletti o altro? Calati a Bagnara! Ah, mannaja.....!
Sembra impossibili ma ambeci è tuttu veru: nell'era internettiana, non riniscimu mancu mi pavamu 'na bulletta!

Niente paura però. Tranquilli, perché per queste annose problematiche, un rimedio c'è: la sinergia.

No, non è 'na malatia né 'u nomu 'i 'na mericina, è solo una parola magica (mutuata dal gergo medico), per mezzo della quale tutti 'i cosi storti, i problemi anzi, le problematiche, si risolvono. In pratica vuol dire collaborazione fra Enti/Istituzioni e cittadini, cooperazione, per raggiungere un determinato obbiettivo.
Chi bella parola, no? Sulu chi 'i belli paroli incunu 'a bucca, non 'a panza.
Cioè -il più delle volte- non si trasformano in fatti concreti, così che i problemi, pardòn, le problematiche, rimangono irrisolte.

Che fare allora, arrendersi? Assolutamente. Cangiamu sistema? Assolutamente. Cangiamu 'a leggi elettorali? Assolutamente.

Oramai è un tormentone, ci si potrebbe scrivere un bel rap: faci friddu? Assolutamente. Ti piaci 'a struncatura? Assolutamente. Iasti 'iu corpu? Assolutamente.

Ma "assolutamente" chi? Chi malanova voli diri? Se nc'è 'n cacchi prufissuri dell'Accademia della Crusca, pi favuri, mi avi 'a buntà mi ndu spiega!
Tempo fa, Beppe Severgnini -noto giornalista e scrittore- spiegava che l'uso spropositato di questo avverbio nel dare qualsiasi risposta a qualsiasi tipo di domanda, serve in realtà a prendere tempo, a pensare se rispondere affermativamente o meno, a dire semplicemente sì o no.
E' una tesi che mi trova "assolutamente" d'accordo. Secondo me, serve anche a nascondere o meglio, a mascherare l'insicurezza nelle scelte da compiere e, in molti casi, non è altro che un debole paravento dietro il quale nascondere un'ignorantitudine culturale che ha del prodigioso.
Se ne ha la conferma quasi ogni giorno. E' di oggi la notizia che su 43.000 concorrenti, quelli ammessi a sostenere l'esame orale per alcune centinaia di posti in magistratura, sono meno dell'8%. Pare che nella prova scritta le commissioni esaminatrici abbiano riscontrato degli "orrori" degni non della penna blu, bensì di una bella bacchetta nte 'ita, comu facivunu i maestri 'i 'na vota!

No, non meravigliatevi dunque se nel nostro Belpaese (no 'u furmaggiu, s'intendi), 'a posta non funziona; se non avimu largu mi ittamu 'a spazzatura e nci 'a mandamu in Germania, dove la trasformano in energia e sa vindunu, a' facci nostra; se 'u suli simu boni sulu mu vardamu, mentri in Norvegia usano il suo calore per produrre energia in quantità tale da non pavari praticamenti nenti; se per trovare una casa senza rimanere soffocati dal mutuo -pi non durmiri nta machina- bisogna andare al "Treno dei desideri"; se in Calabria, unu chi vai e si opira e' tonsilli, sapi quandu trasi ma non sapi se e -soprattuttu- comu nesci;
se, sempre in Calabria, nta nu paisi a casu -ad esempiu Scilla- si chiudono ospedali cusì, senza leggiri e scriviri, in barba ai bisogni e alle necessità di intere popolazioni.

Non meravigliatevi. Se simu cumbinati cusì, "secondo a me" è perché, in verità, le sinergie sono assolutamente problematiche.