Il "Presepe Vivente" organizzato dall'Associazione Nuovi Orizzonti, formata da giovani scillesi, da oggi e per tre giorni alla Villetta Comunale, offre lo spunto per rimarcare l'importanza dell'impegno civico e sociale che, grazie anche alle loro iniziative, ha ripreso nuovo slancio e vigore.
Giova ricordare che l'attuale Villetta Comunale ha preso il posto che fu, fino al 1983, del campo sportivo di Scilla.
Nel 1927 fu fondata l'A.S. Scillese, la squadra di calcio scigghitana, che disputò le sue partite casalinghe nel campo sportivo realizzato alla fine "ri Giardini", ovvero gli antichi agrumeti che fecero posto prima alle baracche post terremoto 1908 e poi all'espansione del centro urbano cittadino.
Nei primi anni '30, in pieno regime fascista, ultimata la costruzione delle palazzine poste ai due lati della nuova strada, il campo sportivo fu intitolato a Rocco Gerocarni, giovane fascista palmese, rimasto ucciso qualche anno prima, il 26 agosto 1925, in una rissa scoppiata al termine della processione della Varia.
Dell'omicidio venne accusato Leonida Repaci, palmese anche lui. Sì, proprio il più noto scrittore reggino insieme a Corrado Alvaro. Repaci fu arrestato e tenuto "in attesa di giudizio" per sette mesi, prima di venire definitivamente scagionato al termine di un processo nel quale si autodifese abilmente, coadiuvato dai suoi avvocati, dal quale uscì assolto. La vicenda, anche per volontà della madre, lo spinse ad andare via da Palmi. Questo episodio, insieme a buona parte della vita dello scrittore calabrese nei suoi anni palmesi, è raccontato nei dettagli nel libro “Il debito. Leonida Repaci nella storia“, scritto dal sindacalista palmese Natale Pace, come ricorda il giornalista e storico Pino Nano nel post che trovate a questo link.
A quel tempo, la strada che dal campo sportivo "Rocco Gerocarni" giungeva fino a Piazza San Giuseppe si chiamava Via Littorio, poiché prendeva il nome dall'insegna degli antichi littori romani, che fu emblema del partito fascista prima, in seguito divenuto simbolo del regime dittatoriale mussoliniano.
Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, con la nascita della Repubblica Italiana, la strada fu rinominata Via Libertà e, con essa, tutte le traverse che da questa si diramano in direzione monte-mare. Nei giorni scorsi, parlando con un amico, notavamo come non ci si preoccupò, allora, di intitolare le traverse a personaggi di rilevanza storica, ma le traverse rimasero fino ad oggi (con l'esclusione della sola VI Traversa, oggi Via Angelo Facciolà), "Traversa di Via Libertà". Era un modo, probabilmente inconscio, di circondarsi di libertà, di riassaporarne il profumo, di risentirne la bellezza. Per i nostri nonni fu come stringere in un abbraccio fatto di libertà la gran parte del quartiere di San Giorgio. Al campo sportivo fu così praticamente tolta la denominazione attribuita in epoca fascista, come a voler rimuovere ogni collegamento con il passato regime, tanto che in pochissimi ne hanno conosciuto la denominazione.
Dunque, da quasi cento anni, lo spazio attualmente occupato dalla Villetta Comunale è lo spazio dei giovani scillesi e per i giovani scillesi. Da questo spazio, si irradia libertà.
Il "Presepe Vivente", insieme alle altre attività portate avanti dall'Associazione Nuovi Orizzonti, è virtuoso esempio di partecipazione attiva alla vita della comunità. Come cantava Giorgio Gaber, la partecipazione è la pratica attuazione della libertà, è il modo più bello di esercitarla nella sua pienezza. Lo si fa redendo un servizio alla collettività: con l'impegno politico/istituzionale; sia con l'impegno civile associazionistico.
Se "libertà è partecipazione", partecipare alla vita della comunità è, in definitiva, servire la comunità. Ma contrariamente al doloroso passato sopra ricordato, è un servizio non obbligato, frutto non di sopraffazione bensì atto di completa liberalità: donare un po' di sé stessi, delle proprie conoscenze e delle proprie capacità, per gli altri, per tutti.
Chiudo questa piccola riflessione con una proposta: sarebbe bello intitolare la Villetta Comunale a un giovane scillese, che sia da esempio -con la sua attività e/o con il suo sacrificio- nel presente e per il futuro, non solo per i giovani ma anche per i più grandi.
Ai giovani dell'Associazione Nuovi Orizzonti va il mio ringraziamento ed un grande "in bocca al lupo" per le loro attività e, con loro, a tutti gli scillesi, gli auguri per il nuovo anno appena iniziato.
