05 febbraio 2011

IL FEDERALISMO IRRICEVIBILE:’U FATTU FU ‘I NOTTI…MA SI VITTI!

ladro “E’ un fatto procedurale”. Con queste disarmanti parole il cavalier nano brianzolo ha commentato la lettera con la quale il presidente Napolitano ha ritenuto IRRICEVIBILE il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri nella serata di ieri (sempri i notti, com’ e latri).

Ecco cosa dice il Presidente Napolitano:

Devo subito rilevare che non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione, non essendosi con tutta evidenza perfezionato il procedimento per l'esercizio della delega previsto dall'art. 2, commi 3 e 4, della legge n. 42 del 2009: sono pertanto costretto a non ricevere il decreto approvato dal Governo, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza.”

Per coloro che di diritto ndi mastricunu menu i mia, dirò che la Legge cui fa riferimento Napolitano è lo strumento con il quale il Parlamento ha delegato il Governo per la redazione di tutti i decreti che dovrebbero far nascere sto benedetto/maledetto federalismo.

Ma cosa dice esattamente questa Legge e, in particolare l’articolo citato nel comunicato del Quirinale?

Siccome non ci fidiamo poi tanto di quello che dicono i giornali, liggimulu.

Art. 2. (Oggetto e finalità)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge[21.5.2011], uno o più decreti legislativi…al fine di assicurare…. l'autonomia finanziaria di comuni, province, città metropolitane e regioni.

….

3. Gli schemi di decreto legislativo, ….sono trasmessi alle Camere, ciascuno corredato di relazione tecnica ……perché su di essi sia espresso il parere della Commissione di cui all'articolo 3 [Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale] e delle Commissioni parlamentari competenti per le conseguenze di carattere finanziario, entro sessanta giorni dalla trasmissione….

4. Decorso il termine per l'espressione dei pareri …. i decreti possono essere comunque adottati. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, ritrasmette i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni e rende comunicazioni davanti a ciascuna Camera. Decorsi trenta giorni dalla data della nuova trasmissione, i decreti possono comunque essere adottati in via definitiva dal Governo. Il Governo, qualora, anche a seguito dell'espressione dei pareri parlamentari, non intenda conformarsi all'intesa raggiunta in Conferenza unificata, trasmette alle Camere e alla stessa Conferenza unificata una relazione nella quale sono indicate le specifiche motivazioni di difformità dall'intesa.

Come ricorda il Presidente Napolitano, la Commissione parlamentare ha, per regolamento, espresso parere negativo, del quale però al Governo non sembra importagliene molto. Ragion per cui, a norma di Legge, il nuovo testo dovrebbe essere ritrasmesso a Camera e Senato che, inoltre, dovrebbero essere debitamente informate delle modifiche e/o variazioni.

Questo passaggio fondamentale della Legge, che esprime in poche parole il ruolo fondamentale rivestito dal nostro Parlamento nella formazione di ogni legge (quindi anche quelle delegate al Governo), è stato volutamente ignorato dal cavalier nano e dai suoi seguaci, riunitasi in fretta e furia, di notte, per approvare un atto viziato non già da carenze procedurali, ma dalla mancanza di elementi sostanziali che ne inficiano l’efficacia nei confronti di chiunque.

Se, per assurdo, il Presidente Napolitano avesse promulgato la norma approvata dal Consiglio dei nottambuli e un qualunque cittadino avanzasse ricorso contro una qualsiasi delle norme in esso previsto, non ci sarebbe Commissione che non gli darebbe ragione. Ciò costituirebbe un danno verso Regioni, Province e Comuni. Un danno che verrebbe arrecato loro da quelle stesse norme da cui dovrebbero invece trarre beneficio.

Napolitano non nasconde la sua delusione, lamentando la mancata “condivisione sul piano sostanziale” e richiamando la necessità di “evitare una rottura anche sul piano procedimentale, per violazione di puntuali disposizioni della legge.” Cchiù chiaru i cusì!

E, infine, il nostro saggio Presidente (meno male che Giorgio c’è!), non può esimersi dal rendere manifesta, clamorosa scorrettezza del Governo, peraltro già bacchettato in più di un’occasione:

Né posso sottacere che non giova ad un corretto svolgimento dei rapporti istituzionali la convocazione straordinaria di una riunione del Governo senza la fissazione dell'ordine del giorno e senza averne preventivamente informato il Presidente della Repubblica, tanto meno consultandolo sull'intendimento di procedere all'approvazione definitiva del decreto legislativo.”

Insomma, il cavalier nano e i so’ calacazetti, non perdono occasione per dimostrare il loro disprezzo per le regole che governano la nostra Repubblica.

No, non è ignoranza. Una cosa la si può ignorare, ma solo per una volta.

Il perseverare nelle scorrettezze, negli errori e nel menefreghismo istituzionale, non può essere tollerato.

Non si può declassare una precisa norma dello Stato a semplice “fatto procedurale”.

Le leggi dello Stato non sunnu ‘na ‘nsalata, chi se ‘u sali ‘u menti prima o ropu cangia pocu.

E’ vero che il “no” di Napolitano non ferma il percorso verso il federalismo. Ma è un percorso importante e l’Italia non può permettersi di …sbagliare strada.

Per questo, non si deve agire di fretta, né cercando di aggirare la legge, né con provvedimenti adottati nell’oscurità, contando sul fatto chi ‘u fattu fu’ ‘i notti e non si vitti.

Anche in questo caso, il gioco sporco del cavalier nano e dei suoi calacazetti governativi è stato scoperto.

L’atra sira era iurnata di luna nova, pirciò puru se ‘u fattu fu ‘i notti, si vitti. Eccomu se si vitti!

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